La dignità personale è riconoscere di meritare di meglio

· 23 maggio 2017

Le persone hanno un prezzo, un valore indiscutibile chiamato dignità personale. È una dimensione incondizionata che ci ricorda tutti i giorni che nessuno può né deve utilizzarci, che siamo liberi, esseri coraggiosi, responsabili di noi stessi e meritevoli di un adeguato rispetto.

La dignità è senza dubbio uno dei concetti più interessanti e al tempo stesso trascurati nell’ambito della crescita personale. In qualche modo, molti di noi hanno dimenticato che questa dimensione non dipende dal riconoscimento esterno, nessuno deve attribuirci un determinato valore in modo da sentirci meritevoli di ossequi. 

“Agisci in modo da trattare l’umanità, sia nella tua persona sia in quella di ogni altro, sempre anche come fine e mai semplicemente come mezzo”
-Immanuel Kant-

La dignità è una qualità inerente, un prodotto di “fabbrica”. Come disse Martin Luther King una volta, non importa qual è il tuo lavoro, non importa il colore della tua pelle né quanti soldi hai nel tuo conto corrente. Siamo tutti degni e tutti abbiamo la capacità di costruire una società migliore, basata sul riconoscimento di se stessi e degli altri.

Tuttavia, dignità e vulnerabilità vanno sempre di pari passo. Perché questa qualità innata dipende direttamente dal nostro equilibrio emotivo e dalla nostra autostima. Di fatto, a volte è sufficiente che qualcuno ci tratti male per non sentirci meritevoli di amore. È sufficiente passare un periodo senza lavoro per arrivare a pensare di essere indegni ed inutili per la società.

Vi invitiamo a riflettere al riguardo insieme a noi.

Cosa non è dignità personale

Capire presto che meritiamo il meglio, che dobbiamo essere rispettati per quello che siamo, abbiamo e ci caratterizza non è orgoglio. Difendere la nostra identità, la nostra libertà ed il nostro diritto ad avere voce ed opinione propria e valori personali non è narcisismo. Nel momento in cui comprendiamo tutto questo, la nostra personalità si rafforza ed otteniamo un’adeguata soddisfazione interna.  

Tuttavia, bisogna ammetterlo, se c’è una dimensione del nostro benessere psicologico che lascia più sequele dopo essere stata trascurata, dimenticata o lasciata in mani altrui è la dignità. Di conseguenza, dobbiamo ricordare sempre una cosa molto semplice ed illustrativa al tempo stesso: la speranza non è l’ultima cosa che una persona deve perdere; in realtà, quello che non dobbiamo mai perdere è la dignità personale.

Vediamo di seguito in che modo ci scappa questo valore, questo principio di forza interiore.

Perdiamo la dignità personale quando…

La dignità non è un mazzo di chiavi che mettiamo in tasca e che, ogni tanto, lasciamo ad altri affinché ce le tengano. La dignità non è un bene materiale, è un valore intrasferibile, incondizionato, personale e privato di ogni persona. Non si lascia, non si perde e non si vende: va sempre con noi.

  • Le persone perdono la loro dignità quando si lasciano umiliare e boicottare in modo sistematico.
  • Perdiamo la nostra dignità in modo fulminante quando smettiamo di amare noi stessi.
  • La dignità si perde quando diventiamo conformisti ed accettiamo molto meno di quello che meritiamo.
  • Per quanto ci sembri strano, possiamo far scappare questa dimensione anche nel momento in cui eccediamo, in cui esigiamo privilegi e miniamo il senso dell’equilibrio e l’uguaglianza rispetto ai nostri simili.

Come possiamo vedere, non solo la mancanza di sicurezza personale e di amor proprio generano la perdita di questa radice del nostro benessere. A volte c’è chi diventa indegno nel momento in cui dà il via libero all’abuso, alla mancanza di considerazione e all’egoismo estremo.

I 5 pilastri della dignità personale

La dignità è, forse, un tema molto più trattato in filosofia che in psicologia. Kant, per esempio, definì la persona con adeguata dignità personale come qualcuno dotato di coscienza, volontà propria ed autostima. Tuttavia, nelle definizioni più classiche di questa dimensione si trascura un aspetto essenziale: la dignità si esprime anche quando siamo capaci di fare in modo che chi ci circonda si senta rispettato, degno e valorizzato.

“Ogni essere umano è persona. Bisogna rispettare la persona come riferente, indipendentemente dal fatto che possieda o meno la proprietà della coscienza”
-Evandro Agazzi-

Ci troviamo, quindi, dinanzi ad un valore personale, ma anche ad un atteggiamento proattivo. Non importa che sia un “marchio di fabbrica” come indicavamo prima. Dobbiamo essere capaci di favorire e creare ambienti nei quali imperi la dignità, che sia nelle nostre famiglie, al lavoro e nella società stessa.

Vediamo adesso quali pilastri sostengono questa importante dimensione.

Come imparare ad essere persone con una dignità più forte

  • Il primo aspetto è capire che siamo padroni di noi stessi. Siamo i nostri direttori d’orchestra, i nostri guru personali, il nostro timone e la nostra bussola. Nessuno deve condurci né trascinarci in oceani che non sono nostri, in scenari che ci causano infelicità.
  • Il secondo pilastro è di certo semplice e complicato a volte: darci il permesso di raggiungere quello che vogliamo. Molte volte non crediamo di meritare di meglio, qualcosa di positivo ed appagante. Ci limitiamo ad accettare quello che la vita ci ha voluto offrire come se fossimo attori non protagonisti nel teatro della nostra vita.
  • Definire i propri valori. Aspetti basilari come un’identità forte, una buona autostima e valori solidi delineano le radici della nostra dignità personale e questi aspetti che nessuno può né deve minare mai.
  • Auto-riflessione e meditazione. Durante la giornata conviene avere un momento da dedicare a noi stessi. Uno spazio personale nel quale entrare in contatto con il nostro essere per realizzare una corretta diagnosi su come ci sentiamo. La dignità viene turbata in modi molti diversi durante il corso della giornata ed è necessario identificare questi colpi, queste piccole ferite da sanare.
  • Infine, ma non meno importante, è altrettanto vitale essere capaci di prendersi cura della dignità altrui. Lo indicavamo prima, perché essere degno vuol dire anche saper riconoscere gli altri, a prescindere dalla loro condizione, situazione, origine, status o razza. Impariamo, dunque, a creare società più giuste iniziando sempre da noi stessi, dalla nostra dignità.