Dimmi come ti comporti e ti dirò cosa hai vissuto

· 12 marzo 2016

Tu, io, tutte le persone del mondo…siamo tutti diversi. Ciascuno di noi porta dentro di sé la sua piccola grande storia e nonostante non si conoscano quelle di tutti gli altri, sentiamo che la nostra sia più autentica di qualunque altra.

Giustamente, e in modo inconsapevole, tendiamo a ingigantire quello che abbiamo vissuto e sminuire l’opposto: crescendo, ho imparato che siamo quello che abbiamo vissuto, e per questo agiamo di conseguenza. Solo quando capiamo il significato delle cose e dei fatti, attribuiamo a ciascuno di essi il suo giusto valore.

Scoprirai chi sono quando comprenderai il mio vissuto

Proprio come quando affrontiamo temi di cui non sappiamo nulla non appena ne abbiamo l’occasione, allo stesso modo ci azzardiamo ad elargire opinioni sugli altri senza conoscerli. In altre parole, parliamo, analizziamo e talvolta giudichiamo qualcosa anche se non l’abbiamo vissuta, anche se quella determinata situazione non ci ha riguardato personalmente.

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Per tutti questi motivi, possiamo capire chi è davvero una persona soltanto se si mette a nudo dinanzi a noi, se si comporta in base alla propria essenza: sarà innanzitutto il suo modo di comportarsi, di parlare, di atteggiarsi in determinate situazioni, il modo migliore per insegnarci cosa l’ha formata come persona.

“Tu sei il risultato di te stesso, non incolpare nessuno, non lamentarti mai di nessuno, di niente, perché in fondo Tu hai fatto quello che volevi nella vita”

-Pablo Neruda-

Quel che è certo, è che gli eventi accadono anche se restiamo fermi. La vita funziona così: non ci dà l’opportunità di non viverla. La vita va avanti, e se noi non la seguiamo, ci trascinerà. Non possiamo smettere di vivere le cose e non possiamo decidere che non ci accada nulla. Quello che possiamo fare, però, è rappresentare con le nostre azioni il nostro apprendimento: agire e lasciare che gli altri ci conoscano per quello che facciamo.

Il modo in cui agiamo ci distingue dagli altri: ciascuno vive e sente diversamente

Per disgrazia o per fortuna, conserviamo il ricordo di momenti e situazioni della vita che ci hanno segnato per sempre; sono proprio questi gli eventi che, una volta superati – per volontà nostra o meno –, ci trasformano. Quelle piccole grandi cose che contrassegnano un punto della nostra storia, le cose che ci insegnano, quelle che si sono trasformate in strade per l’apprendimento individuale.

“Non è importante quello che dici o le giustificazioni che dai: tu sei quello che fai. I tuoi comportamenti parlano per te, ti smascherano, ti segnalano.”

-Walter Riso-

Molto spesso, le strade per l’apprendimento dipendono dalla nostra volontà e dalla nostra capacità di tirar fuori gli artigli per affrontare la vita e le conseguenze delle nostre azioni, oltre a un po’ di fortuna e di coraggio, di aiuto esterno… Siamo fatti di tutto questo, e ci comportiamo in funzione di quello che siamo.  

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Questo pensiero si sposa perfettamente con il concetto del “sei quello che fai e quello che pensi, e se non sono compatibili, non sei credibile”. Ed è proprio così, poiché non possiamo liberarci di tutto il nostro bagaglio interiore, quello che ci rende differenti e che soltanto noi possiamo percepire. Le nostre emozioni ci rendono unici, così come le radici dalle quali nascono.

La prudenza è una grande amica

Le emozioni di cui parlavamo sono alcune delle più delicate sfaccettature della nostra persona; per questo, ogni qualvolta cerchiamo di avvicinarci a qualcuno per capirlo, il più efficace strumento a nostra disposizione è la prudenza. La prudenza nei confronti degli altri è necessaria per potersi mettere nei loro panni, cambiando il nostro punto di vista.

Non possiamo mai essere sicuri di quello che troveremo al di là, poiché la maggior parte delle volte ci soffermiamo a un livello superficiale del loro comportamento, senza renderci conto della presenza di aspetti ulteriori.

Se supereremo quel punto, se riusciremo ad assumere una prospettiva diversa dalla nostra, potremo scoprire grandi persone che non credevamo di avere davanti. È questa la parte migliore del trovarsi senza essersi cercati: conoscersi a vicenda, lasciarsi vedere, capirsi. La scoperta di tutto quello che abbiamo vissuto separatamente ci unisce.

“Siamo nati con due occhi, due orecchie e una sola bocca per ascoltare e guardare due volte prima di parlare.”

-Anonimo-