Dipendenza da pornografia e ACT

L'aumento di visualizzazioni di materiale pornografico può sfociare in dipendenza. Sebbene i criteri diagnostici siano complessi, sono sempre di più le persone che ritengono di dedicare troppo tempo al porno.
Dipendenza da pornografia e ACT

Ultimo aggiornamento: 18 giugno, 2021

Il trattamento della dipendenza da pornografia è complesso a causa degli innumerevoli pregiudizi e stereotipi legati al consumo di questo tipo di materiale, oltre alla vergogna da parte di chi ne fa uso.

Nonostante l’attuale impatto dei problemi di dipendenza dal sesso, in particolare quelli da pornografia, non esistono studi che propongano un intervento concreto contro questo disturbo.

In quest’articolo proponiamo un intervento che parte dalla terapia dell’accettazione e dell’impegno volto a risolvere il consumo problematico di pornografia. Parliamo dei risultati di una ricerca realizzata da Twohig e Crosby (2020) per la Utah State University, Stati Uniti.

Uomo guarda pornografia al computer.

Internet e pornografia

Internet è presente in quasi tutti gli aspetti della nostra vita. Può sembrare una cifra esorbitante, ma si stima che all’incirca il 12% di tutto il contenuto di internet sia a sfondo pornografico. Negli Stati Uniti, circa il 13% della popolazione consuma pornografia in maniera regolare.

Secondo uno studio realizzato nel 2019, l’Italia si posiziona al 7° posto nella classifica dei paesi che hanno generato più traffico su un noto sito pornografico. Il numero di donne interessate al porno è sempre in aumento, e ha raggiunto il 30% degli utenti.

Trattandosi di una pratica sessuale e masturbatoria così radicata nella nostra società, e il cui sviluppo sembrerebbe esponenziale, è fondamentale stabilire delle buone pratiche per il consumo di pornografia. Saper riconoscere l’uso problematico di contenuti porno è vitale per aiutare chi ha una dipendenza da pornografia.

Dipendenza da pornografia e problemi di stato d’animo

Come per qualsiasi dipendenza, il problema non è dato dall’oggetto dell’assuefazione, bensì dalla condotta esagerata ed estrema di un uso ripetuto. Quando il comportamento si ritorce contro il funzionamento emotivo, sociale e lavorativo dell’individuo, allora si può parlare di problema.

Nel caso di dipendenza da pornografia, lo studio di Twohig e Crosby descrive individui con problemi di depressione, isolamento sociale, relazioni deteriorate, perdita di posto di lavoro e riduzione della produttività. Si associa anche a problemi finanziari.

Specifichiamo innanzitutto che visualizzare materiale pornografico non è di per sé negativo. Tuttavia, alcune persone guardano i porno andando contro ai propri valori morali e personali, causando in se stessi un grande malessere.

La dipendenza da pornografia può causare problemi anche legati al quantitativo di tempo investito su questi siti, in particolare in luoghi dove non vi si dovrebbe accedere. La persona con dipendenza non riesce però a farne a meno.

La dipendenza da pornografia e la somiglianza con altri disturbi

Per stabilire il funzionamento e i criteri diagnostici della dipendenza da pornografia, si fa riferimento ad altri disturbi dal meccanismo simile: il disturbo da uso di sostanze, i problemi del controllo degli impulsi e quelli compresi nello spettro dei disturbi ossessivo-compulsivi.

Indifferentemente da come vogliamo inquadrare la dipendenza dai porno, gli esperti suggeriscono la presenza di pensieri persistenti che spingono l’utente a consumare la pornografia. L’unico modo per sfuggire da questi pensieri asfissianti è, per l’appunto, visualizzare il sito pornografico.

Il problema che suppone la pornografia è direttamente proporzionale allo sforzo che la persona esercita per controllare il suo stimolo a visualizzare quei siti. Il trattamento per questo tipo di fenomeno è simile a quello usato per i pazienti affetti da DOC, tricotillomania e abuso di sostanze. Si tratta di lavorare su pensieri ed esperienze interiori, al fine di modellare le abitudini comportamentali della persona.

Terapia dell’accettazione e dell’impegno (ACT) per eliminare la dipendenza

L’ACT è ideale per trattare il paradosso alla base del consumo di pornografia. Rientra nell’ambito delle terapie cognitivo-comportamentali, visto che riguarda anche i pensieri, le emozioni e le risposte fisiologiche. L’ACT utilizza anche tecniche volte a cambiare la condotta del paziente.

L’ACT utilizza diversi processi (nel caso specifico sei) volti a ridurre gli effetti delle esperienze emotive prevalenti – il bisogno di vedere pornografia; si focalizza poi sul valore di esperienze alternative, che diano luogo ad altri comportamenti.

I sei costrutti dell’ACT

  • Accettazione: il soggetto dipendente dalla pornografia deve essere disposto a sperimentare quei pensieri, sensazioni ed emozioni senza l’intenzione di regolarli. Deve semplicemente accettarli come sono.
  • Defusione: non aggiungere contenuto verbale alle sensazioni, le emozioni e le esperienze interne. Le emozioni sono soltanto emozioni, non hanno nulla a che vedere con ciò che la persona è, fa o farà. È anche importante non giudicare le proprie emozioni.
  • Sé come contesto: sperimentare l’impulso di vedere pornografia da fuori. Il soggetto diventa il contesto in cui le emozioni hanno luogo; ma queste non devono definire in nessun caso il soggetto.
  • Contatto con il presente: rendersi conto delle emozioni nel momento in cui accadono, senza badare a quelle passate o a quelle future. Eliminare nuovamente qualsiasi giudizio o valutazione.
  • Valori: questo è un punto essenziale nella terapia. Definire le aree della vita che il soggetto ritiene importanti, quelle verso cui è disposto a lavorare e investire i suoi sforzi.
  • Impegno all’azione: lavorare affinché il soggetto si impegni per raggiungere i suoi valori.
Uomo con dipendenza da pornografia dalla psicologa.

Risultato dello studio: l’ACT è utile per la dipendenza da pornografia?

Lo studio ha coinvolto sei persone che rientravano nei parametri di dipendenza dalla pornografia. Il materiale consumato era diverso: porno eterosessuale sul lavoro, pornografia omosessuale, immagini di coiti eterosessuali e immagini di donne. Tutti gli individui erano uomini ed erano ossessionati da questa pratica.

La ricerca si è svolta durante otto sessioni individuali di un’ora e mezza ciascuna, in cui gli individui sono stati esposti all’ACT. Secondo i risultati, cinque dei sei partecipanti hanno ridotto notevolmente il consumo di pornografia, quattro dei quali hanno mantenuto il calo nel tempo. La qualità della vita e la soddisfazione di tutti i pazienti sono migliorate dopo le otto sessioni.

Lo studio conferma la validità delle terapie basate sull’accettazione degli impulsi e sull’azione verso il raggiungimento dei valori del soggetto. Alternative efficaci sono anche le terapie comportamentali o quelle basate sule emozioni.

La prevenzione della dipendenza da pornografia svolge un ruolo fondamentale per ridurre l’incidenza di questo disturbo, proprio come per le dipendenze da alcol, droga, tabacco e cannabis. Non dimentichiamo che si tratta di una realtà sociale all’ordine del giorno.

Parlare di pornografia con i più piccoli è altamente consigliato, così come facilitarne un accesso sicuro, controllato, libero di vergogna e di giudizi morali.

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  • Twohig, M. y Crosby, J. (2010). Acceptance and Commitment Therapy as a Treatment for Problematic Internet Pornography Viewing. Behavior Therapy, 4, 285, 295.