Scala di valori appropriata?

Tutti costruiamo una scala di valori che ci faccia da guida. Questa sorta di manuale ha il potere di renderci la vita più facile, ma anche di complicarcela nel caso in cui sia fonte di numerose preoccupazioni o dissonanze.
Scala di valori appropriata?

Ultimo aggiornamento: 09 marzo, 2021

La scala dei valori è un tipo di classificazione che facciamo a livello mentale e che ci aiuta a prendere decisioni. Non tutte le scale di valori sono uguali, anzi, se ne può avere una diversa a seconda della nostra personalità, dell’età, persino del sesso. D’altra parte, questa scala cambia di continuo e l’ordine dei suoi elementi è sensibile alle circostanze.

Non esistono scale di valori corrette o errate, ma esistono quelle disfunzionali. Quando la nostra scala di valori non è adeguata, diventa normale soffrire per via di situazioni, persone o eventi nella vita che in linea di principio non dovrebbero farci così tanto male.

Se attribuiamo troppa importanza a caratteristiche di vita superficiali come possono essere il fisico, il lavoro o l’avere o meno un partner, è molto probabile che finiremo per ossessionarci con il raggiungimento di obiettivi che hanno a che fare con quei valori.

Sebbene un desiderio sia legittimo e ci spinga a vivere e ad avanzare lungo i percorsi di nostro interesse, è anche importante distinguere i desideri dai bisogni; sarebbe quindi opportuno evitare di costruire una scala di valori che ci condanni alla sofferenza o alla frustrazione costante.

Donna triste guarda fuori dalla finestra.

Perché esistono scale di valori malsane?

Può succedere che in un modo o nell’altro la nostra scala di valori non sia sempre perfetta, e in questo non c’è niente di strano. Ci sono persone che danno più valore all’essere magri che all’essere buoni amici, bravi genitori o figli, per esempio.

Questo accade perché viviamo in una società e in una cultura, soprattutto quella occidentale, che già ci predispone ad avere una scala di valori disadattata.

Se un adolescente di 16 anni nota ripetutamente che ciò che governa la società sono i canoni di bellezza – ossia regole di misurazione che determinano in gran parte il giudizio altrui -, non sarà strano che abbia come obiettivo l’adattamento del fisico a questo modello. Inoltre, è probabile che lo consideri un obiettivo principale, finendo per soffrire in quelle occasioni in cui troverà insormontabili gli ostacoli lungo il cammino.

Inoltre, se interiorizziamo l’idea che i nostri voti ci rendano più degni dell’amore e della considerazione degli altri, è probabile che faremo del nostro meglio per avere voti migliori. Pertanto, l’apprendimento verrebbe messo in secondo piano, dando priorità alla valutazione.

Il punto è che le idee sociali sulle diverse caratteristiche dell’essere umano sono fortemente prevenute. Non solo associano il possesso di determinati tratti, come essere belli o intelligenti, con l’essere una brava persona, ma, come se non bastasse, lo relazionano anche alla felicità.

Chi non ha sentito la frase: “E il fidanzato?”, “Non vorrai mica restare zitella a vita”? Queste frasi, ad esempio, danno valore al fatto di avere un partner, dei figli e una famiglia. Chiaramente si tratta di cose che hanno un valore, ma non possiamo collocarle in cima alla nostra scala, poiché è possibile essere persone valide anche se non le abbiamo.

Se crediamo a queste cose, finiremmo per soffrire molto nel caso in cui ci ritrovassimo da soli. Ci convinceremmo di essere dei falliti o persone di seconda categoria, quando in realtà queste idee non hanno alcun fondamento.

Quale sarebbe la scala di valori ideale?

Non esiste una scala di valori ideale, ma risulta senza dubbio conveniente rivedere la propria e identificare in quali ambiti della nostra vita soffriamo di più. Se vi rendete conto che uno di questi ambiti vi blocca, vi ostacola nell’ottenere risultati e per di più vi fa soffrire, pensare troppo o investire una buona parte delle vostre energie, potreste avergli dato troppo valore.

Non sarebbe male iniziare a vedere con i propri occhi la realtà, ossia che sicuramente quello a cui si dà tanto valore, in realtà non ce l’ha. O almeno, non fino a quel punto.

Ragazzo che osserva l'alba.

Va tenuto presente che ciò che rende veramente felici quasi tutti gli esseri umani è in primo luogo essere brave persone, con noi stessi e con gli altri. Se riusciamo a farlo, possiamo dare meno importanza alle altre cose, in modo che diventino mete o obiettivi desiderabili, ma non essenziali.

Valori fondamentali

Comportarsi bene con gli altri, aiutarli, sostenerli è un valore che ogni essere umano può fare suo. È un valore praticamente innato che arriva da dentro. Quando non sviluppiamo questo valore, potremo coltivarne altri ma difficilmente saremo felice.

Potreste ritrovarvi ad avere un sacco di soldi, una casa spettacolare, sesso a volontà e una professione socialmente ammirevole, ma un gruppo di supporto molto ristretto. Ma allora a che scopo volere tutte queste cose?

Anche se a volte possiamo pensare, perché è quello che ci hanno venduto, che l’ordine sia: prima ciò che è superficiale in modo da ottenere l’amore degli altri e quello verso noi stessi, la realtà è che è esattamente il contrario. Prima di tutto, bisogna coltivare l’accettazione di noi stessi, semplicemente essere noi stessi e amare gli altri per quello che sono.

Una volta sviluppato questo valore, sicuramente otterremo gli altri. L’aspetto positivo è che non saranno più bisogni, ma desideri genuini. La sicurezza, l’amicizia e l’amore attraggono altri valori e, per estensione, ci rendono anche più attraenti a noi stessi. Inoltre, la cosa migliore non è ciò che si ottiene, ma il modo in cui ne godiamo, che è molto più importante.

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  • Santandreu, R. (2011). El arte de no amargarse la vida. Ediciones Griajlbo.