Dipendenza da WhatsApp: ne soffrite?

· 15 novembre 2018
Sono due le conseguenze principali della dipendenza da WhatsApp. La prima è l'isolamento sociale. La seconda è il rischio di trascurare aspetti importanti della vita.

Dipendenza da WhatsApp, da Instagram, da giochi online, da cyber sex… Non c’è dubbio, il XXI secolo è caratterizzato da comportamenti ripetitivi, in grado di generare assuefazione. È un fenomeno in aumento e nei prossimi anni nasceranno altre forme di dipendenza, specialmente legate alla tecnologia.

La spiegazione di questo fenomeno è semplice. Qualunque comportamento in grado di generare piacere, per un semplice fenomeno di rinforzo intrinseco, tende a essere ripetuto. Rischia, quindi, di diventare un comportamento che causa dipendenza.

Questo, tuttavia, avviene solo quando l’individuo mostra un’abituale perdita di controllo in alcuni aspetti del comportamento. E, soprattutto, quando mantiene l’abitudine nonostante le conseguenze negative. È quanto si rischia con la dipendenza da WhatsApp.

È importante ricordare che gli elementi fondamentali di una dipendenza sono perdita di controllo e assuefazione. Le dipendenze, dunque, non sono legate esclusivamente all’assunzione di sostanze chimiche.

Alcune abitudini, apparentemente innocue, possono diventare vere e proprie dipendenze. È il rischio collegato alle nuove tecnologie. Anche queste se usate in modo ripetitivo o compulsivo possono distruggere la nostra vita, letteralmente.

Ragazza distesa con il cellulare in mano

L’uso di WhatsApp

WhatsApp Inc. fu cofondata nel 2009 da Jan Koum. Nato in Ucraina, si trasferì negli Stati Uniti all’inizio degli anni ’90; nonostante lo scarso inglese iniziale, lavorò come ingegnere delle infrastrutture per la piattaforma Yahoo!.

WhatsApp non tardò molto a diventare una macchina in grado di generare utenti, superando la soglia del miliardo in pochi anni. I server aziendali non hanno mai sosta, si parla di uno scambio quotidiano di oltre 4 miliardi di messaggi di testo, più di un miliardo e mezzo di immagini e 250 milioni di video.

Questi dati ci danno un’idea di quanto popolare e, soprattutto potente, sia diventato questo strumento.

Le dipendenze psicologiche

La tossicodipendenza è riferita all’uso di sostanze chimiche. Attualmente, però, abbiamo sufficiente esperienza clinica per poter parlare di dipendenze psicologiche, come quella da WhatsApp.

Non è, infatti, esagerato affermare che alcuni comportamenti siano vere dipendenze. Ne sono un esempio il gioco patologico, l’uso compulsivo delle reti sociali, l’abuso di cibo.

Chi ne cade vittima, mostra un forte attaccamento e agisce in modo ansioso e compulsivo. Perde spesso interesse nelle altre attività, prima gratificanti. È come se la persona venisse “sequestrata”.

È normale vedere usare WhatsApp in ogni situazione, in ogni momento della giornata, non importa dove ci troviamo. La disponibilità è immediata e la risposta è molto gratificante. Questo ci dà un’idea dell’effetto assuefacente che nasconde.

Uomo con lo sguardo allucinato a rappresentare la dipendenza da WhatsApp

Quali sono le fasi della dipendenza da WhatsApp?

Come avviene per qualunque dipendenza psicologica, la sequenza che ci porta a restare agganciati a WhatsApp è la seguente.

  • L’utilizzo di WhatsApp viene inizialmente vissuto come esperienza piacevole e gratificante.
  • Aumento dei pensieri collegati all’utilizzo dell’applicazione, anche nei momenti in cui si è impegnati in altre attività.
  • L’uso di WhatsApp tende a essere sempre più frequente. Si perde interesse in altre attività che prima gratificavano (guardare la tv, leggere, ascoltare la musica, fare sport, etc).
  • Tendenza a minimizzare l’interesse suscitato dall’applicazione. Questo comportamento viene chiamato meccanismo psicologico di negazione.
  • Intenso desiderio di utilizzare WhatsApp, legato ad aspettative molto alte circa la sua capacità di alleviare il nostro malessere.
  • Persistenza nel comportamento nonostante le crescenti conseguenze negative. La persona dipendente si giustifica e tenta di convincere gli altri attraverso un’evidente distorsione della realtà.
  • Man mano che gli effetti negativi della dipendenza aumentano, si comincia a prendere coscienza della realtà. Si tenta di controllare la propria condotta, spesso destinati al fallimento.
  • A giustificare l’uso di WhatsApp non è più l’effetto piacevole, ma il sollievo dal malessere. Si tratta di un sollievo sempre meno intenso e più breve.
  • La persona dipendente mostra una minore capacità di sopportare le emozioni negative e le frustrazioni quotidiane. Le strategie di affrontamento si sono indebolite perché sotto-utilizzate. La dipendenza da WhatsApp diventa l’unico modo per affrontare lo stress.
  • L’uso di WhatApp si intensifica. Una crisi, come la rottura con il partner, porta la persona o i familiari a ricorrere a un aiuto esterno.
Mano femminile con smalto e cellulare

Dipendenza da WhatsApp: quali conseguenze?

La conseguenza generica è che il nostro comportamento diventa automatico; è attivato dalle nostre emozioni e con scarso controllo da parte nostra. Si valutano i benefici di una gratificazione immediata, ma non si notano i possibili aspetti negativi a lungo termine.

Sono due le conseguenze principali della dipendenza da WhatsApp. La prima è l’isolamento sociale. La seconda è il rischio di trascurare aspetti importanti della vita. Passano in secondo piano gli obblighi lavorativi o scolastici. Le relazioni affettive si deteriorano ed è in pericolo anche la vita di coppia.

Oltre alle dipendenze fisiche – come il fumo, l’alcol, la droga – siamo anche a rischio di dipendenza psicologica. Gli effetti dell’uso compulsivo di WhatsApp possono essere molto negativi. Per quanto possa sembrare un paradosso, finiscono per restringere e minare la nostra vita sociale.