Il diritto di decidere è mio

3 ottobre 2016 in Psicologia 11 Condivisi

La vita è un continuo prendere decisioni. Da quando ci alziamo a quando andiamo a dormire, affrontiamo una moltitudine di situazioni in cui dobbiamo scegliere. A volte la scelta è semplice: cosa mi metto oggi? Cosa preparo da mangiare? Ma altre volte decidere tra un’alternativa e l’altra implica cambiamenti sostanziali nella nostra vita.

Le circostanze variano in base alle opzioni che consideriamo. Siamo noi a plasmare le nostre vite e la nostra personalità in funzione di quello che facciamo. Scegliere che studi fare, a che lavoro dedicarci, dove vogliamo vivere o con chi vogliamo stare sono decisioni importanti che influiranno sul nostro presente e sul nostro futuro.

Saremmo gli stessi se invece di aver scelto un certo percorso di studi o una determinata professione avessimo fatto altro? Cosa sarebbe successo se, dopo aver conosciuto quella persona, l’avessimo lasciata andare? Come sarebbe la nostra vita se non avessimo messo fine a ciò che ora non c’è più?

Decido io le cose che mi riguardano

È ovvio che non possiamo deliberare su tutto ciò che succede nel mondo. Bisogna capire bene chi decide cosa. Non abbiamo potere sugli aspetti che non ci incombono e, così come gli altri devono rispettare le nostre opzioni, anche noi dobbiamo rispettare le loro scelte.

Tuttavia, ci sono questioni che ci riguardano direttamente. Decisioni che possiamo prendere solo noi, perché interessano solo noi. Con chi vogliamo stare, chi vogliamo lasciare indietro, cosa fare del nostro tempo o del nostro corpo… Questi sono tutti temi su cui ognuno di noi può e deve decidere.

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Persino quando non vogliamo decidere stiamo decidendo. È il paradosso dell’essere umano: comunica continuamente le sue intenzioni anche quando non vuole farlo. Non prendere una decisione è già di per sé una decisione: la decisione di rimandare qualcosa o di non farlo.

Solo io conosco le mie circostanze

Ci sono occasioni in cui, quando facciamo o diciamo qualcosa, ci sentiamo giudicati dagli altri. È possibile che ciò che vogliamo fare non sia condiviso da chi ci circonda e questo può portare le persone attorno a noi a scegliere di esprimere la loro opinione su ciò che dobbiamo e non dobbiamo fare.

Nonostante le loro buone intenzioni, dobbiamo essere noi a decidere. Possiamo chiedere consiglio agli altri e ascoltarli pazientemente, ma quando dovremo scegliere la responsabilità sarà solo nostra.

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Solo noi conosciamo le nostre circostanze. Possiamo dare i nostri abiti agli altri affinché provino le nostre stesse sensazioni per un secondo, ma sarà solo un attimo effimero. Solo noi sappiamo cosa significhi percorrere ogni giorno il nostro cammino, solo noi sappiamo dove ci troviamo e che direzione dobbiamo prendere.

La decisione è mia, giusta o sbagliata che sia

Quando dobbiamo prendere decisioni importanti, tentenniamo. Quando contempliamo le diverse opzioni, è normale che sorga qualche dubbio, fa parte dell’essere umano. Non esistono certezze assolute, nessuno ci garantisce che la nostra sia una buona o una cattiva decisione; non c’è modo di sapere se un’opzione è giusta finché non la scegliamo.

Una volta presa la decisione, può andarci bene o male, ma non scopriremo mai cosa ci aspetta se non faremo il primo passo. I dubbi e il rischio di sbagliarsi ci saranno sempre. L’unico modo per non sbagliare è non fare nulla, non decidere, non scegliere, non avanzare.

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Abbiamo il diritto di decidere da soli sulle cose che ci riguardano direttamente. Dobbiamo rispettare gli altri nelle loro decisioni, così come loro devono rispettare noi e, soprattutto, qualsiasi sia la scelta che facciamo, la cosa più importante è che sia davvero quello che vogliamo fare.

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