È così importante la prima impressione?

24 maggio 2015 in Psicologia 1002 Condivisi

Di sicuro vi è capitato che vi presentassero una persona e che nel giro di qualche istante, senza sapere bene perché, finiste per darle un giudizio. Non c’è bisogno neanche di un minuto. L’aspetto, i gesti, i modi di fare, la voce, sono piccoli dettagli che danno forma a un’immagine che vi fa catalogare la persona in un modo o nell’altro. Forse vi sorprenderà, ma alcuni studi dicono che in generale le persone sono piuttosto brave in queste analisi brevi date dalla prima impressione.

Ad ogni modo, di solito si ha poco tempo non solo per analizzare gli altri, bensì per dare noi stessi una buona impressione. Non esiste una seconda opportunità per una prima impressione.

Perché si crea un giudizio così velocemente?

Gli psicologi sostengono che a volte si giudica l’altro in nemmeno 30 secondi, bensì in millesimi di secondo. Con un primo sospiro già si sa se una persona è di nostro piacimento o no, se ci ispira fiducia o no. Perché succede? È un aspetto legato all’evoluzione della specie, una risorsa adattiva facile da capire.

Se la persona che abbiamo di fronte viene giudicata minacciosa o pericolosa, la prima reazione sarà la fuga. Le persone hanno bisogno di compiere valutazioni istantanee per prendere una decisione sul momento. In un certo modo queste analisi apparentemente così veloci sono relazionate alla nostra personalità, alle nostre paure e anche ai nostri bisogni. È vero che possediamo questa parte istintiva e quasi irrazionale che ci indica subito se qualcosa è inoffensivo o se rappresenta una minaccia, ma conta molto anche l’esperienza personale.

Magari una persona impeccabile e ben vestita può sembrarvi asettica e superficiale, forse preferite un aspetto più informale perché vi fa sentire più vicini e vi ricorda alcuni amici; sono tutti aspetti legati alla personalità e allo stile personale. Si potrebbe dire che il cervello è programmato per arrivare a una conclusione rapida con poche informazioni.

Come funziona la prima impressione?

Giorno dopo giorno riceviamo centinaia, migliaia di stimoli. Non c’è tempo per elaborarli tutti né per analizzare tutte queste informazioni nel dettaglio. Come prendere alcune decisioni? Lo si fa in modo incosciente. È la verità, la maggior parte delle decisioni viene presa velocemente e attraverso l’inconscio, dove sono archiviati i ricordi, le sensazioni, le esperienze e la personalità. Il cervello organizza le informazioni in categorie e a partire da queste fa dei veloci paragoni. Molto veloci e sempre con l’aiuto delle emozioni. Questa persona assomiglia a qualcuno del nostro passato che ci ha ferito? Quel tono di voce è sgradevole per le nostre orecchie? È un sorriso tanto sincero quanto quello di nostro padre o è tanto falso quanto quello della nostra vicina?

Attenzione all’effetto alone

L’effetto alone è un bias cognitivo molto comune. Ha a che vedere con l’influenza delle percezioni nel giudicare le qualità di una persona a partire dalla prima impressione. Il termine fu coniato dallo psicologo Edward L. Thorndike nel 1920 quando si rese conto che di solito le persone traggono conclusioni generali su gruppi o etnie di persone senza conoscerle come individui.

Un chiaro esempio dell’effetto alone sarebbe ad esempio conoscere una persona che ci risulti attraente a livello fisico. Dall’aspetto piacevole tenderemo a pensare che le sue azioni, opinioni e convinzioni siano ugualmente positive come il suo aspetto fisico.

A volte le persone commettono errori. La prima impressione ha un effetto diretto, non si può negare, però non vi è motivo per cui sia determinante. Non sappiamo mai che cosa si nasconde dietro un’immagine e può darsi che non ci sia migliore avventura che scoprire che cosa si cela dietro l’apparenza.

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