Educare e amare, due parole che percorrono il mondo mano nella mano

30 luglio 2016 in Psicologia 1384 Condivisi

Educare e costruire una famiglia sono due delle sfide più meravigliose e magiche che la vita può presentarci. Perché? Perché fin dal primo momento i figli diventano il più grande tesoro dei genitori, il loro posto nel mondo, la loro casa, il loro tutto.

Educare e amare sono due verbi che percorrono il mondo mano nella mano, perché la maggior parte dei genitori, con l’amore più profondo e incondizionato, condividono i loro pensieri e le loro emozioni con i propri figli, riscoprono la vita, esplorano il mondo e aiutano a far evolvere la famiglia come un nucleo di nobili valori.

La cosa giusta, quindi, è capire che essere genitori non è facile; nonostante l’avventura dell’educare i figli avvicini le persone al mondo reale e li porti con i piedi per terra, in realtà, educare all’amore e ai valori positivi è uno dei compiti più difficili che esistano al mondo.

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I 5 pilastri fondamentali dell’educazione emotiva

Per poter impartire una corretta educazione emotiva ai nostri figli, dovremo attenerci, almeno, a cinque pilastri fondamentali:

  • Accompagnarli attraverso le parole e i fatti: comunicare in modo corretto, sincero ed emotivo con la nostra famiglia è uno dei supporti chiave al momento di sostenere buone relazioni con i figli, siano loro bambini o adolescenti. In questo punto, è fondamentale essere coerenti ed analizzare le nostre azioni.
  • L’auto-conoscenza emotiva: se vogliamo attrarre i figli attraverso le emozioni, dobbiamo costruire il riflesso di un buon ambiente emotivo. Esso si ottiene solo se ci è chiaro quali siano le emozioni sane e quali no, partendo sempre dal presupposto di dover dare loro i mezzi per una buona comprensione e gestione delle emozioni.
  • Gestire le nostre emozioni: essere consapevoli dei nostri pensieri, gestire il disaccordo in modo assertivo, creare in famiglia e gestire correttamente le tensioni e lo stress sono le fondamenta dell’intelligenza emotiva che sorregge una famiglia sana e felice.
  • La serenità nella comunicazione, la base della conciliazione familiare: la fiducia e la conciliazione ci permettono di riconoscerci come famiglia all’interno delle nostre diversità. Per questo motivo, dobbiamo rafforzare le nostre abilità comunicative empatiche ed interpersonali, le quali ci permetteranno di risolvere in modo consono diversi problemi e conflitti.
  • Incoraggiare l’inquietudine per conoscere l’universo delle emozioni: l’esplorazione e la curiosità sono alla base di ogni buona educazione. Per questo, attraverso l’esplorazione e l’etero-conoscenza, rafforziamo i pilasti che sostengono una mente libera da pregiudizi e stereotipi.
  • Il rispetto e la comprensione emotiva: bisogna aver chiaro in mente che, proprio come scrisse Carl R. Rogers nel suo libro On becoming a person”, non conosciamo la grande pressione che esercitiamo sulle persone che amiamo affinché queste provino i nostri stessi sentimenti. Vuol dire che spesso, con il nostro modo di parlare e di fare, sembriamo dire: “se vuoi che ti ami, devi sentirti come me. Se io penso che ti comporti male, devi pensarlo anche tu: se penso che un certo obiettivo sia il migliore, devi pensarlo anche tu.”

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Non esistono genitori perfetti, ma ci sono molti modi per essere buoni genitori

Essere genitori perfetti 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno è un compito da titani. Per questo motivo, in questo senso dobbiamo essere capaci di ammettere che non tutto è meraviglioso e che non esiste un prototipo ideale che possa guidarci.

Per esperienza diretta o indiretta, tutti sappiamo che per essere bravi genitori genitori non è bisogna essere privi di imperfezioni o insicurezze, ma concedere ai figli la possibilità di vivere in un mondo equilibrato, che li arricchisca ed emotivamente intelligente.

Per questo motivo, non esiste una formula magica, ma esiste un ingrediente che condividono tutti i buoni principi educativi: l’amore infinito. Questo sentimento arricchisce giorno dopo giorno il lavoro dell’educazione e garantisce che i genitori siano capaci di offrire la migliore versione di se stessi come educatori.

Immagini per gentili concessione di Claudia Tremblay e Victor Rivas Fernandez. 

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