Per educare i nostri figli, dobbiamo insegnare l’intelligenza emotiva

· 31 ottobre 2016

Per educare i propri figli nel migliore dei modi, occorre avere bene in mente il ruolo fondamentale dell’intelligenza emotiva. Essere consapevoli delle loro emozioni li aiuterà a controllare e regolare la loro realtà, aprendo la strada ad una moltitudine di esperienze positive.

Tuttavia, come sappiamo, non tutto nella vita è bello e meraviglioso. Sono ormai lontani gli idilliaci scenari Disney che mostrano principi e principesse il cui unico obiettivo nella vita è instaurare relazioni affettive in un mondo magico pieno di streghe e draghi malvagi.

Le cose non stanno come ci hanno raccontato, il mondo non è composto solo da tonalità bianche o nere e non è fatto di buoni e di cattivi, in assenza dei quali tutto è apparentemente fantastico e pieno di felicità. Non c’è dubbio che la realtà dei fatti sia ben diversa e che si tratti di una visione irreale del mondo con la quale ci tocca interagire tutti i giorni.

Abbiamo la responsabilità di dire addio al “e vissero sempre felici e contenti”. Ci tocca lasciare posto a “la vita ce la si costruisce da soli”.

Non possiamo continuare a dipingere il mondo di rosa, altrimenti emergeranno problemi che non saremo in grado di risolvere a causa del grande malessere e della sensazione di incomprensione e ingiustizia che li hanno generati.

Aiutare e rafforzare la coscienza dei propri stati emotivi e di quelli degli altri si rivela, dunque, essere l’impronta che separa il prima e il dopo nel proprio cammino verso la forza interiore.

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La coscienza emotiva e il suo sviluppo

Lo sviluppo della coscienza emotiva durante l’infanzia pone le basi che aiuteranno a generare le migliori strategie di gestione delle emozioni. Di contro, una bassa coscienza emotiva porta a maturare strategie meno adattabili e, di conseguenza, una minor capacità di soluzione dei problemi.

La capacità di sviluppare una coscienza emotiva si evolve durante lo sviluppo infantile, attraverso l’incontro con sentimenti globali ed esperienze emotive differenti e complesse.

In questo senso, lo sviluppo di questa competenza chiave comporta aspetti attitudinali che non possono essere tralasciati. Vediamoli nel dettaglio:

  • L’elemento dell’attenzione serve ad identificare e differenziare le emozioni, così come a localizzare cosa le provoca e, perfino, a gestire le sensazioni corporee che formano parte dell’esperienza emotiva (per esempio, tensione nell’area addominale).
  • Gli aspetti attitudinali sono necessari per intercettare le esperienze e le espressioni emotive che vengono prodotte in se stessi e negli altri.
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In ciascuna fase evolutiva dell’uomo, dunque, la coscienza emotiva sarà fondamentale per lo sviluppo di uno o più compiti vitali (formazione dei vincoli di dipendenza, sviluppo della cognizione sociale, formazione dell’identità, ecc).

  • Da 0 a 2 anni: i bambini sono capaci di prestare attenzione e reagire alle emozioni degli altri. Se chi lo accudisce sorride, il bambino lo guarderà più di frequente. Se chi lo accudisce si mostra triste, il bambino ridurrà il numero di sguardi e tenderà ad esprimere tristezza con le espressioni facciali. Questo tipo di contatti favorisce la formazione del vincolo di dipendenza.
  • Da 2 a 5 anni i bambini devono imparare a differenziare e comunicare verbalmente emozioni basilari come l’allegria, la tristezza, la rabbia o la paura. L’unica sensazione che non riescono ancora ad identificare è la sorpresa. Questo favorisce lo sviluppo della capacità di considerare e comprendere l’altro.
  • Da 6 a 12 anni devono imparare ad analizzare le proprie emozioni e ad essere più coscienti delle sensazioni corporaree che le accompagnano e che contribuiscono alla formazione dell’identità.

La regolazione emotiva risulta a volte un cammino difficile da seguire

Non basta che i bambini comprendano e siano consapevoli delle loro emozioni, è anche opportuno che sappiano regolare e controllare le loro reazioni sia singolarmente sia in rapporto agli altri.

 La regolazione emotiva è, molto spesso, un compito che spetta alle famiglie, poiché la capacità di gestire le emozioni non è per niente facile da sviluppare.

L’errore principale che si commette è insegnare ai bambini che le emozioni sgradevoli (tristezza o rabbia), devono essere ignorate (“non farci caso”) o cambiate (“non arrabbiarti per questa sciocchezza). A volte vengono perfino promossi atteggiamenti di vergogna verso di loro (“non farne una tragedia”).

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 Tenendo questo in considerazione, si deduce che la regolazione emotiva consiste nel gestire le emozioni in modo corretto una volta che se ne prende coscienza. Ci sono due modi principali di promuovere lo sviluppo di questa capacità:

  • Basandoci sul controllo dell’espressione emotiva: il bambino è molto arrabbiato, ma cerca di non esprimerlo per risolvere in altro modo il conflitto perché, di fatto, si adegua a certe regole di espressione che portano maggiori benefici.
  • Basandoci sul precedente: qui possiamo fare in modo che il bambino, essendo cosciente delle proprie emozioni, controlli la sua condotta per gestire l’attivazione dell’emozione.

Lo sviluppo della coscienza emotiva permette al bambino di conoscere il motivo per il quale sta provando determinate sensazioni e, di conseguenza, notare che la situazione è importante e richiede attenzione. Tutto questo lo aiuta a crescere in modo flessibile e robusto tenendo conto di tutte le trame della vita, fino ad arrivare alla realtà più genuina: quella che sperimentano nella loro relazione con il mondo.bambina-con-barattolo pieno di cuori

L’intelligenza emotiva è il miglior strumento per cambiare la nostra vita. Basta essere consapevoli dei motivi che stanno alla base dei sentimenti frustranti, negativi, positivi o piacevoli, così da trovare il modo migliore  per affrontarli, comprenderli e controllarli.

Privando i nostri bambini di un corretto sviluppo emotivo e psicologico, di conseguenza saranno incapaci di comprendere ed evolvere in accordo con i loro sentimenti ed emozioni. Per questo motivo, insegnare ai bambini ad osservare, comunicare e apprendere le proprie emozioni, è essenziale per favorire il loro sviluppo e successo vitale. In tutto ciò, la nostra responsabilità principale consiste nel favorire lo sviluppo della loro intelligenza emotiva, la chiave della forza interiore.