Edward Tolman: biografia e teorie

Edward C. Tolman è stato uno dei maggiori psicologi cognitivi e comportamentali. Le sue ricerche e gli esperimenti su cavie hanno portato a numerose teorie fondamentali per la psicologia. Ne parliamo in questo articolo.
Edward Tolman: biografia e teorie

Ultimo aggiornamento: 04 settembre, 2021

Quando parliamo di psicologia, parliamo di cognizione e quando parliamo di cognizione, parliamo di Edward Tolman.

La psicologia comportamentale è costellata dall’opera di grandi autori, ma durante il periodo di transizione che ha avuto luogo tra il XIX e il XX secolo, questo ramo non era completamente definito come lo è oggi.

In questo articolo, vi invitiamo a esplorare e conoscere la biografia e le teorie di uno dei principali autori che hanno studiato la cognizione dal contesto della psicologia comportamentale.

I primi studi comportamentali sono stati condotti in laboratorio su cavie, principalmente topi. L’obiettivo di Tolman era acquisire metodi che permettessero di comprendere il comportamento umano attraverso quello animale.

A tale scopo, cercò di dimostrare che gli animali possono imparare e modificare il loro comportamento in base alle condizioni ambientali. Come sono andate esattamente le sue ricerche? Lo scopriamo in questo articolo.

Foto di Tolman.

Edward C Tolman, biografia di uno psicologo scientifico

Edward Chace Tolman era uno psicologo americano nato nel Massachusetts nel 1886. Frequentò le rinomate facoltà del Massachusetts Institute of Technology, della Harvard University e della University of California.

Fu premiato per i suoi contributi scientifici dall’American Psychological Association (APA) e ricevette vari premi in campo scientifico.

Un autore tra due percorsi

Tra il 1920 e il 1930, la psicologia sperimentale si trovava nel pieno del processo di radicalizzazione. Mentre alcuni ricercatori si aggrappavano alla teoria cognitiva, direttamente influenzata dalla psicologia della Gestalt, altri presero la via del comportamentismo di Watson e Thorndike.

Tolman, lungi dall’optare per uno dei due paradigmi, cercò di conciliare entrambi. Attualmente è considerato uno psicologo cognitivo comportamentale.

Il neo-comportamentismo

Durante un soggiorno in Germania, approfondì le idee della psicologia della Gestalt. Questo è il motivo per cui decise di sviluppare teorie generali attraverso precise domande che spiegavano il comportamento degli animali.

Le idee principali del nuovo approccio di Tolman, successivamente riprese da autori come Skinner, si basavano sui fondamenti di base del comportamentismo:

  • Ambientalismo: mette in evidenza il ruolo dell’ambiente nello sviluppo di capacità, facoltà e stati d’animo attraverso l’apprendimento.
  • Meccanizzazione: l’associazione ripetitiva è considerata dal condizionamento classico come base dell’apprendimento.
  • Condizionamento: processo attraverso il quale uno stimolo che provoca una risposta organica viene associato ad un evento.

L’approccio di Edward Tolman

Le teorie di Edward Tolman differiscono dall’approccio più ortodosso di Watson perché studiano dei fenomeni che non sono del tutto osservabili, come l’amore o l’empatia.

La teoria delle mappe mentali, una delle sue teorie più famose, si basa sulla progettazione di labirinti da utilizzare con i topi. Di conseguenza, questa teoria viene applicata per spiegare il comportamento sia degli animali che degli esseri umani.

Le mappe mentali

Queste mappe, chiamate anche mappe cognitive, si basano su due idee fondamentali:

  • Finalità: cioè la tenacia o il desiderio dell’animale di assumere e organizzare determinati comportamenti al fine di ottenere un obiettivo.
  • Cognizione: comprensione dell’animale riguardo all’ambiente e al rapporto tra mezzi e fini delle cose.

Edward Tolman scoprì che mettendo un topo in un labirinto, dopo una serie di tentativi ed errori, riesce a uscire correndo. Inoltre, il topo riusciva a nuotare fuori dal labirinto quando era pieno d’acqua.

In conclusione, l’animale non aveva appreso una successione di movimenti muscolari, ma aveva creato una mappa o rappresentazione mentale della situazione per uscirne.

Illustrazione di un profilo umano.


Le scoperte e le teorie di Edward Tolman

  • Comportamento mirato: gli animali provano a raggiungere degli obiettivi e questo si riflette in una costante necessità di interagire con l’ambiente e, più precisamente, con gli oggetti circostanti.
  • Tendenza a determinati comportamenti: secondo Tolman gli animali tendono a scoprire e scegliere le soluzioni più semplici ed efficaci. Questo comportamento deriva dalla conoscenza delle conseguenze da parte dell’animale. Allo stesso modo, questi risultati sono stati fondamentali per descrivere i sistemi di ricompensa umana.

Apprendimento, l’asse centrale delle sue teorie

Per Tolman, l’apprendimento potrebbe avvenire anche in assenza di ricompense, come cibo o bevande. La teoria dell’apprendimento latente è stata dimostrata attraverso degli esperimenti in cui diversi gruppi di ratti dovevano completare un labirinto in vista di una ricompensa, ma anche in assenza di questa.

I gruppi che non avevano alcuna ricompensa hanno imparato a uscire dal labirinto e quando è stata assegnata una ricompensa, lo hanno fatto con meno errori, ma utilizzando una mappa mentale appresa senza ricompensa.

L’influenza di Tolman è enorme e la sua eredità è servita da ispirazione per molti scienziati e ricercatori. Pertanto, molti autori hanno attinto dalle sue teorie per formulare i propri esperimenti e le proprie conclusioni.

Uno degli esempi più notevoli è la sua influenza sulla teoria delle decisioni di Daniel Kahneman. Allo stesso modo, il concetto di mappa cognitiva è ancora in vigore in vari campi della psicologia e della ricerca accademica.

Edward C. Tolman è morto il 19 novembre 1959 all’età di 73 anni. È considerato una delle figure più influenti della psicologia comportamentale. I suoi studenti e seguaci lo descrissero come un uomo sano di mente animato da un grande interesse scientifico.

Al di là dei premi ricevuti, questo autore ci ha mostrato la validità e l’importanza di non assumere posizioni estremiste in campo scientifico.

Il suo riconoscimento è alla base dell’integrazione di concetti che provengono da un paradigma olistico, come quelli della psicologia della Gestalt, in un’epoca in cui il comportamentismo era strutturalista e ortodosso.

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  • Tolman, E. C. (1938). The determinants of behavior at a choice point. Psychological Review, 45, 1-41.