Quali sono gli effetti dell’abbandono del padre?

16 maggio 2017 in Psicologia 0 Condivisi

Molti bambini nel mondo stanno crescendo senza la presenza del proprio padre. Gli indici di abbandono continuano ad essere molto alti, soprattutto nei paesi latinoamericani. Per alcuni, questo si deve a problemi sociali quali la disoccupazione e la povertà. Per altri, il fattore più importante è la cultura: in alcuni ambienti l’abbandono da parte del padre arriva ad essere visto come una cosa relativamente normale.

È possibile notare una stretta relazione tra le gravidanze indesiderate, soprattutto in età adolescenziale, e l’abbandono del padre. Questo, sommato a schemi di condotta maschilisti, porta molti uomini a non considerare negativo l’abbandono di un figlio.

Sebbene sia vero che un essere umano può crescere e svilupparsi senza avere un padre al suo fianco, è altrettanto vero che se, invece, può contare sulla figura paterna, avrà maggiori e migliori opportunità nella vita. Ci sono casi, inoltre, nei quali l’assenza del padre si trasforma in una zavorra che compromette in  modo significativo l’esistenza del figlio abbandonato.

Perché abbiamo bisogno di un padre e di una madre?

La psicoanalisi afferma che l’amore materno è vorace e totalizzante. La madre esercita un’influenza globale sulla vita del suo bambino. Lei è tutto. Incide sulle cose grandi e piccole, sulle cose frivole e su quelle importanti. Lei è l’ambiente circostante, l’universo nel quale ha luogo la vita di un bambino. La dipendenza è assoluta all’inizio della vita.

Il forte legame che c’è tra una madre e suo figlio tende a prolungarsi nel tempo. Il bambino sa che dipende in tutto da lei e si piega alla sua logica. Il suo è un amore praticamente incondizionato e questo dà sicurezza al piccolo.

Alcuni hanno la fortuna di avere anche un padre. Alla fine, c’è un mondo oltre la madre. Il padre è un universo sul quale la madre non ha il totale controllo. È l’altra sponda della realtà. Un terzo elemento che modula questo rapporto di assoluta dipendenza. Rappresenta il limite per la simbiosi tra madre e figlio. Simbolicamente è la legge. Ed è anche il terreno dal quale impariamo che il mondo non si adatterà a noi, bensì tutto il contrario.

Le diverse forme dell’abbandono

Così come ci sono molti modi di accompagnare un bambino, ci sono anche diverse forme di abbandonarlo. Il padre assente è quello che lascia la madre fisicamente e psicologicamente sola nella crescita di suo figlio. Si disinteressa di contribuire da un punto di vista economico, con le faccende di casa e gli è indifferente quello che succede al bambino.

Poi ci sono i padri che abbandonano emozionalmente, ma non fisicamente. Intendono i bambini come preoccupazione esclusiva della madre. Ci sono, ma non ritengono di avere alcuna responsabilità per quanto riguarda la crescita dei figli. Non parlano con loro, non trascorrono del tempo insieme a loro, non hanno idea di come gli va la vita. Si limitano a pagare le bollette e a dare qualche ordine, ogni tanto e a loro convenienza. Non interagiscono con i piccoli.

Ci sono anche quelli che non abbandonano emozionalmente, bensì fisicamente. Si sono fatti un’altra famiglia o sono lontani. Pur così, cercano di essere informati su quello che capita ai loro figli. Non hanno mai potuto dedicare loro il tempo che avrebbero voluto, ma li hanno nella mente e nel cuore.

Le diverse sequele dell’abbandono

Ogni modalità di abbandono genera conseguenze proprie. Nel caso del padre del tutto assente, le sequele vanno da gravi a molto gravi. Se la figura paterna viene sostituita, sempre parzialmente, da qualcuno, l’effetto sarà minore. Se resta solo un vuoto, l’eco di questa assenza probabilmente sarà devastante.

Non unendosi una terza persona alla diade madre-figlio, per il bambino sarà molto complicato individualizzarsi. Probabilmente avrà difficoltà ad esplorare, ad ampliare i propri orizzonti e ad avere fiducia nelle sue capacità. Si farà carico della sensazione di essere stato escluso, di avere una privazione affettiva. Non serve a nulla che la madre faccia da “madre e padre” insieme. Anche se lo vorrebbe, la sua presenza non rimpiazzerà mai quella del terzo elemento che mancherà sempre.

Per i bambini abbandonati dal proprio padre, è molto più difficile adattarsi al mondo e alla realtà. Esiste anche la possibilità che sviluppino timore ai vincoli affettivi profondi e che un domani anche loro abbandoneranno. Se sono femmine, non avranno fiducia negli uomini o ne avranno troppa, sempre per ripetere l’abbandono che vogliono superare.

Quando l’abbandono è parziale, le conseguenze sono meno evidenti. Sono presenti le stesse caratteristiche, ma meno marcate e fino ad un certo punto diluite. In qualsiasi modo, l’assenza del padre apre una ferita emozionale profonda, soprattutto durante i primi anni di vita. Il suo vuoto non verrà mai riempito e, invece, il segno della sua assenza sarà più difficile da cancellare.

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