L’effetto dell’arte sul cervello

4 Aprile 2019
Quando ci troviamo di fronte a un'opera d'arte, il nostro cervello lavora per dare una forma e un significato alle informazioni che riceve. Vale a dire che abbiamo una capacità innata di organizzare quelle forme e quegli schemi in maniera intelligibile.

Che l’arte riesca ad avere un forte impatto sulle persone è un fatto innegabile. Anche quando ci attrae in maniera superficiale, ha il potere di agire come stimolo della memoria, portandoci a rievocare determinati ricordi e sensazioni per elaborarli con la nostra coscienza. In questo articolo parleremo proprio dell’effetto dell’arte sul cervello.

Senza alcun dubbio ognuno reagisce in modi diversi; per alcuni, può essere una finestra sul passato o su luoghi sconosciuti e remoti, ma nessuno può affermare che l’arte non abbia alcuna influenza.

Il nostro cervello è in grado di riconoscere subito le forme di un dipinto, le sue linee e le sue ombre nello stesso modo in cui cerchiamo di individuare dei volti in quasi tutto ciò che vediamo. Questa tendenza è dovuta al fatto che il cervello è abituato a ricercare la familiarità con oggetti basati su modelli o forme, anche quando l’informazione che riceve è incompleta.

Quando ci troviamo di fronte a un’opera d’arte, il nostro cervello lavora per dare una forma e un significato alle informazioni che riceviamo. Vale a dire che abbiamo una capacità innata di organizzare quelle forme e quegli schemi in maniera intelligibile.

Oltre a questa importante constatazione, sappiamo per certo che l’effetto dell’arte sul cervello è simile a quello ottenuto quando si guarda la persona amata: un maggiore afflusso di sangue all’organo cerebrale, che può arrivare fino al dieci percento in più.

Notte stellata di Van Gogh

In che modo si manifesta l’effetto dell’arte sul cervello

Cognizione innata

Quando si osserva un’opera d’arte, si rende patente la tendenza di volersi collocare “dentro” l’immagine. È questo il modo in cui i neuroni specchio sono in grado di trasformare le immagini del dipinto in emozioni reali. Si parla in questo caso di cognizione incarnata.

Più l’opera viene analizzata, più il nostro cervello tenderà a collocarsi al suo interno “traducendo” il messaggio del dipinto in stimoli emotivi e persino sensoriali. Ecco perché l’osservazione di un paesaggio desertico può arrivare addirittura a produrre in noi la sensazione del calore del sole sulla pelle.

Chimica cerebrale

In una serie di pionieristici esperimenti volti a realizzare una mappatura del cervello umano, il professor Semir Zeki, neurobiologo presso l’University College di Londra, ha esaminato l’attività cerebrale di alcuni volontari invitati a osservare 28 immagini diverse.

Si è scoperto così che la parte del cervello che si attiva quando ci si innamora è la stessa che viene stimolata durante l’osservazione delle grandi opere d’arte o immagini di profonda bellezza. Quando ammiriamo l’arte, un improvviso aumento di dopamina (la sostanza chimica che ci fa provare sensazioni positive) viene innescato nella corteccia orbitofrontale del cervello, producendo sensazioni di intenso piacere.

È noto che la dopamina e la corteccia orbitofrontale sono all’origine di sentimenti quali il desiderio e l’affetto, che evocano sensazioni piacevoli nel cervello. Si tratta di un effetto potente e spesso associato all’amore romantico o all’uso di droghe ricreative.

Creare arte

Se il semplice atto di osservare l’arte è in grado di produrre questa risposta nel cervello, essere coinvolti nel processo creativo ha effetti ancora maggiori. Creare arte, in una qualsiasi delle sue manifestazioni, rivitalizza il cervello in modi che differiscono dalla semplice osservazione.

Gli studi hanno evidenziato che l’effetto dell’arte sul cervello è legato anche all’aumento della connettività funzionale nello stesso, insieme a una migliore attivazione della corteccia visiva. I ricercatori sostengono che il processo creativo costituisce un vero e proprio esercizio per il cervello e suggeriscono che, proprio come l’attività fisica aiuta il corpo, l’arte può aiutare a mantenere la mente acuta e lucida nella vecchiaia.

Tale attività può anche aiutare ad affrontare le situazioni stressanti e difficili che incontriamo nella vita quotidiana e non è neanche necessario essere un artista riconosciuto per dedicarvisi. Al contrario, quando il processo creativo non porta con sé particolari aspettative, è il momento in cui se ne può godere completamente.

Cervello illuminato di azzurro

Corsi di arteterapia e pittura di gruppo

Entrambi si sono consolidati come una tendenza in crescita. Le lezioni di pittura di gruppo, per esempio, presso gli studi di artisti locali o persino in alcuni bar, consentono di socializzare con persone nuove mentre si creano opere bellissime. Sono sempre più popolari anche i libri da colorare per gli adulti, perché aiutano ad allentare la tensione e diminuire lo stress derivato da una giornata intensa.

Gli effetti benefici dell’arte in ambito terapeutico, inoltre, non vanno sottovalutati. Lo sviluppo delle abilità artistiche migliora notevolmente l’attenzione e migliora il controllo emotivo, la conoscenza di sé e l’autostima.

Per non parlare del modo in cui il processo di creazione artistica può aiutare a confrontarci con i problemi passati che hanno ancora delle ripercussioni sul presente. Questo effetto dell’arte sul cervello non è da trascurare nel caso di persone che soffrono di stress post-traumatico a seguito di eventi gravi quali conflitti armati, abusi sessuali o disastri naturali. Effetti benefici sono stati riscontrati anche in individui affetti da malattie come il cancro, la demenza o l’Alzheimer, nonché in numerosi disturbi psicologici come la depressione e l’ansia.

La reazione del cervello agli stimoli visivi di un’opera d’arte è solo la prima tappa di un processo in più fasi. Comprendere come fruire dell’arte consente di sfruttarne al massimo l’esperienza e di mantenere il cervello attivo e coinvolto. Iniziare un processo creativo autonomo è, solitamente, il passo successivo.