Effetto pecora nera: in cosa consiste?

18 Maggio 2020
Cosa succede quando qualcuno in famiglia o nel gruppo si comporta in modo diverso dagli altri? L'effetto pecora nera ci spiega come gli altri membri si comporteranno con chi va contro corrente.

Conoscete l’effetto pecora nera? Si dice che in ogni famiglia ci sia una pecora nera e questa metafora viene utilizzata per descrivere coloro i quali si distinguono dalla maggioranza. Tali differenze possono derivare sia dall’aspetto fisico sia dalle preferenze o dai comportamenti. In tal senso, essere la pecora nera della famiglia significa essere diversi dal resto dei familiari.

Tuttavia, tale termine sembra anche essere associato ad aspetti negativi. Nessuno vuole essere la pecora nera di un gruppo, in quanto con esso spesso si definisce un soggetto “emarginato”, “deviato” o “antisociale”. Inoltre, può anche indicare soggetti considerati capri espiatori o che si fanno carico delle colpe altrui. Ma cos’è invece l’effetto pecora nera? Scopritelo in questo articolo.

Pecore al pascolo

La categorizzazione del sé

Come è noto, in qualità di esseri umani, apparteniamo a diversi gruppi. La tendenza umana è quella di semplificare; semplificare il mondo per comprenderlo più facilmente. In tal senso, creiamo diverse categorie nelle quali inseriamo le persone. Nel creare queste categorie, includiamo anche noi stessi all’interno di alcune. Questo è ciò che si intende per teoria della categorizzazione del sé.

Nel creare e raggruppare tali categorie formiamo dei gruppi e consideriamo coloro i quali condividono tali categorie come appartenenti a quel gruppo. Senza dimenticare che anche noi rientriamo in alcuni di essi. Secondo la teoria dell’identità sociale, i gruppi ai quali apparteniamo ci fanno stare bene. Ci conferiscono un senso di appartenenza.

«Una famiglia senza pecora nera non è una famiglia normale.»

-Heinrich Böll-

Favoritismo e discriminazione

Il nostro gruppo, anche noto come endogruppo, sarà diverso dagli altri gruppi, o esogruppi. Definiremo il nostro gruppo non solo per ciò che è, ma anche per ciò che è in rapporto agli esogruppi. In tal senso, l’endogruppo risulterà migliore se paragonato a un esogruppo peggiore. Ragion per cui, tenderemo a compararlo con i gruppi inferiori. Tuttavia, ciò non sempre è possibile.

In certi casi, è necessario confrontare l’endogruppo con gruppi superiori, comparazione dalla quale ne usciamo perdenti. Per fortuna, esistono meccanismi in grado di farci stare bene con il nostro gruppo anche quando è inferiore ad altri. I due meccanismi più noti sono il favoritismo endogruppale e la discriminazione esogruppale, racchiusi nel bias endogruppale.

Il favoritismo endogruppale consiste nel favorire i membri dell’endogruppo. È possibile fare ciò aiutandoli o contribuendo a mantenere alta la loro immagine. Al contrario, la discriminazione degli esogruppi consiste nella svalutazione dei membri dell’esogruppo, che in genere avviene attraverso pregiudizi o comportamenti discriminatori. In sintesi, diamo più valore ai membri dell’endogruppo che a quelli dell’esogruppo. Ma cosa succede se nel nostro gruppo è presente una pecora nera?

«In un lontano paese visse molti anni fa una pecora nera. Fu fucilata. Un secolo dopo, il gregge pentito le innalzò una statua equestre che stava molto bene nel parco. In seguito, ogni volta che apparivano pecore nere, esse venivano rapidamente passate per le armi, affinché le future generazioni di pecore comuni potessero esercitarsi anche nella scultura.»

-Augusto Monterroso-

Adolescente emarginata dal gruppo

L’effetto pecora nera

A volte anche le pecore nere fanno parte del nostro gruppo. Quando ciò accade, quando i membri dell’endogruppo non seguono le regole o trasgrediscono i valori del gruppo, si verifica l’effetto pecora nera. Cosa facciamo in questi casi? Secondo l’effetto pecora nera, trattiamo i membri del nostro gruppo in modo più severo. In altre parole, se qualcuno dell’endogruppo adotta un comportamento offensivo, lo tratteremo più duramente rispetto ai membri di un esogruppo.

Perché trattare male i membri del proprio gruppo? L’effetto pecora nera indica che trattarli severamente contribuisce a mantenere l’immagine positiva del gruppo. Ovvero, un gruppo che punisce i membri che sbagliano è visto positivamente rispetto a uno che non prende provvedimenti davanti a una violazione delle regole.

Di conseguenza, i membri del endogruppo si fanno carico di punire e di assicurare che gli altri membri seguano le regole del gruppo. Come recita il detto popolare: chi ti vuol bene, ti fa piangere (in questo caso, conformarsi).

  • Marques, J. M., & Páez, D. (1996). Identidad Social y Diferenciación intergrupal: El “Efecto Oveja Negra” como una función y un antecedente del control social subjetivo. In J. F. Morales, D. Páez, J. C. Deschamps, & S. Worchel (Eds.), Identidad social: aproximaciones psicosociales a los grupos y a las relaciones entre grupos. Valencia: Promolibro.
  • Marques, J. M., Yzerbyt, V. Y., & Leyens, J.-P. (1988). The “Black Sheep Effect”: Extremity of judgments towards ingroup members as a function of group identification. European Journal of Social Psychology, 18, 1–16.