Le regole ci controllano anche senza saperlo

11 aprile 2018 in Psicologia 35 Condivisi
Gruppo e le regole

Le regole sono idee. Idee che occupano la nostra mente e ci indicano quello che dobbiamo o dovremmo fare. Sono anche l’espressione di ciò che ci si attende da noi e, in linea di massima, sono condivise. Tutti i gruppi ne hanno e non sono poi così neutre, dal momento che influenzano il modo di sentire, di pensare e di agire dei componenti.

Quando l’identità di gruppo è importante, le regole comuni guidano il comportamento. Ad esempio, se davanti a un supermercato incontriamo un mendicante, possiamo decidere se dargli dei soldi o non darglieli. Ma se siamo membri di un gruppo religioso o caritativo che ha come regola fare l’elemosina è molto probabile che glieli daremo. In questo caso la carità diventa, infatti, una norma del nostro gruppo di appartenenza.

Il nostro retaggio, gli ideali, i codici e le regole– ciò che viviamo e insegniamo ai nostri figli – vengono preservati o ridotti dalla libertà con cui scambiamo idee e sentimenti.

-Walt Disney-

Sviluppo delle regole

Le regole di un gruppo possono essere negoziate e derivare da un accordo tra i membri che lo compongono oppure possono venire consolidate dal comportamento di alcuni, in seguito imitato dagli altri, prassi che finisce per diventare una regola condivisa. L’imitazione può essere dettata dal fatto che tale comportamento soddisfa una necessità o aiuta la sopravvivenza del gruppo.

Ma queste non sono le uniche modalità di nascita di una regola; si può sviluppare, infatti, anche in modo meno democratico. Può essere imposta dal leader del gruppo oppure instaurata involontariamente da un cosiddetto membro “prototipico”. Quando un membro particolarmente rappresentativo comincia a pensare, sentire, agire in modo diverso, si genera una tensione che può essere risolta in diversi modi. Uno di questi è l’integrazione del comportamento alle altre norme del gruppo.

“Norme e modelli distruggono il genio e l’arte”.

-William Hazlitt-

Mano che scrive e tazza

Le regole: diversi tipi

Sono due i tipi di regola che possono esistere in un gruppo. Si parla di regole descrittive e prescrittive. Le regole descrittive corrispondono alla risposta dei membri di un gruppo in una determinata situazione. Quando non sappiamo cosa fare, cerchiamo informazioni nel comportamento degli altri. Così facendo, finiamo per imitarli; di più, se il nostro nuovo comportamento viene approvato, è facile che verrà reiterato. Questo gruppo di norme deriva dall’imitazione dei membri più carismatici del gruppo.

Le regole prescrittive indicano ciò che i membri approvano o disapprovano. Indicano, in altre parole, cosa si può fare e cosa non si può fare. Sono morali, mostrano ciò che è giusto e ciò che non lo è. Il loro adempimento è sorretto da premi e punizioni imposti dal gruppo. Chi non rispetta le norme viene punito e chi le segue viene gratificato e premiato.

“Non penso che farò mai una scena di sesso, per la mia religione e per le mie norme personali”.
-Jon Heder-

Funzione delle regole

Tra le funzioni sociali possiamo individuare vari obiettivi. In questo caso, le norme regolano le relazioni che intercorrono tra i membri, indicando come comportarsi con le altre persone. Stabiliscono, inoltre, in modo chiaro quali sono le funzioni e gli obiettivi comuni. Infine, preservano l’identità del gruppo.

Norme sociali - pecora nera

L’effetto pecora nera

Le regole sono fatte anche per essere infrante, per lo meno alcune. Esiste sempre una maniera per raggirarle. In questo caso ci saranno membri che infrangono le regole e altri membri che cercano di impedirlo. In genere, il comportamento tipico risultante è denigrare chi non rispetta le regole e appoggiare chi, invece, le rispetta, i prototipi perfetti. Questo fenomeno prende il nome di effetto pecora nera.

La denigrazione serve a sbarazzarsi dei membri del gruppo che contribuiscono negativamente all’identità sociale. In Spagna abbiamo un esempio recente.

La mobilitazione dei catalani a favore dell’indipendenza è una violazione delle norme. Come reazione, i catalani contrari all’indipendenza e tenuti insieme da un forte senso di unità nazionale, hanno cominciato a denigrarli. E a prendere posizione a fianco di chi sostiene l’unità della Spagna.

Allo stesso tempo, specialmente in Catalogna, abbiamo assistito a un fenomeno analogo “dall’altra parte della barricata”; alcuni catalani con forte identità di gruppo hanno cominciato a denigrare chi si è mobilitato a favore dell’unità nazionale.

“Quando qualcuno si allontana dalle norme culturali, la cultura deve proteggere se stessa”.
-Robert M. Pirsig-

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