Coesione di gruppo e rendimento

24 Ottobre 2019
La coesione di gruppo è uno degli elementi più importanti per capire come si forma un gruppo, come influenza i suoi membri e quali sono le conseguenze di tale appartenenza in funzione di variabili diverse, come il rendimento. In questo articolo presenteremo alcune teorie, come il paradigma del gruppo minimo, per spiegare cos'è la coesione, cosa la motiva e come è correlata alle prestazioni totali del gruppo.

Sono tanti gli elementi che caratterizzano la struttura di un gruppo; a partire dall’ordine, dalla distribuzione gerarchica o dalle relazioni di potere, di influenza, prestigio e diversificazione. Sebbene la maggior parte delle persone ne sia a conoscenza, la verità è che il corretto funzionamento di un gruppo si basa sulla distribuzione e la configurazione di alcuni elementi, come i ruoli, le norme e la coesione di gruppo, la cui funzione è meno evidente, ma che sono i veri e propri ingredienti che trasformano un semplice aggregato di persone in un gruppo.

Così, le persone possono unirsi, formare un conglomerato e farsi chiamare gruppo. Ciò, tuttavia, non li rende un gruppo di per sé, dato che per essere tale è necessario possedere un’identità condivisa, una struttura e un’interdipendenza. Sulla base di queste variabili, la coesione di gruppo sarà distintiva.

Coesione di gruppo

La coesione è la colla del gruppo. Esistono diverse forme di coesione che possono prodursi in un gruppo:

  • Coesione per attrazione personale: essa è basata sulla caratteristica dell’interdipendenza, definita come la forza che tiene uniti i membri del gruppo per via dell’interesse e della reciproca attrazione. Questo tipo di coesione si verifica, per esempio, tra compagni di scuola.
  • Coesione per obiettivi: si fonda sull’idea di appartenere a un gruppo per via della sua capacità di aiutarci a raggiungere degli obiettivi. Tali obiettivi sono generalmente considerati difficili da raggiungere in solitaria. In questo caso, le persone rimangono nel gruppo fintanto che sussistono determinate attività e interessi. Questo tipo di coesione è tipica degli ambienti di lavoro.
  • Coesione per attrazione di gruppo: la coesione può derivare dall’interesse o dall’attrazione che suscitano le attività svolte dal gruppo. In questo caso, la familiarità o gli obiettivi che si possono raggiungere non hanno alcuna importanza, c’è coesione perché ai membri piace l’organizzazione del gruppo, il tipo di lavoro, ecc. E vogliono farne parte per questo motivo. Questo tipo di coesione si verifica in aziende che suscitano interesse al di là degli obiettivi personali, ONG, ecc.
Mani unite

I paradigmi della coesione di gruppo

Essendo il mondo un posto globalizzato, con grandi aziende che si sviluppano in modo esponenziale, a volte si perdono importanti elementi della psicologia individuale e di gruppo a favore di maggiori benefici.

L’azienda e i suoi dirigenti cercano di ottenere le massime prestazioni dai lavoratori, ma a volte lo fanno attraverso strumenti o scenari non adatti, perdendo la possibilità di affinare o integrare gli elementi da migliorare. Questo può essere il caso della coesione di gruppo.

La fretta e la cattiva organizzazione possono indurre alcune persone a lavorare insieme per ottenere risultati migliori. Sebbene si possano offrire degli incentivi affinché ciò accada, sembra una soluzione saggia studiare la relazione tra coesione di gruppo e rendimento per capire se questa variabile indipendente sia in grado di modificare quella dipendente.

A tale scopo, parleremo della coesione di gruppo a partire dall’interdipendenza, dall’identità condivisa e dalla struttura. Esistono paradigmi che definiscono l’idea di coesione di gruppo, riuscendo a spiegarla attraverso esperimenti che possono aiutarci a stabilirne l’importanza nel prevedere il comportamento, e quindi il rendimento delle persone.

Il paradigma dei gruppi minimali: identità condivisa

Nel paradigma dei gruppi minimali (Tajfel et al., 1971), è stata posta la seguente domanda:

Qual è la condizione minima affinché un numero di individui isolati si consideri un gruppo?

I partecipanti, che  non si conoscevano, furono divisi in due gruppi, il gruppo Klee e il gruppo Kandinsky. Tale esperimento intendeva osservare se le persone, pur non conoscendosi, e semplicemente perché inserite nello stesso gruppo, avrebbero favorito i propri compagni attivando la loro identità sociale, l’identità all’interno del gruppo.

La risposta risultò affermativa. Il 77% delle persone scelse l’opzione a beneficio del proprio gruppo rispetto all’altro. Il 15% agì con equità. Tuttavia, fu osservato che la tendenza generale era quella di favorire sistematicamente le persone del gruppo, indipendentemente dal fatto che l’altro venisse danneggiato.

Attraverso il paradigma dei gruppi minimali, la coesione viene spiegata a partire dalla categoria sociale. In tal senso, il fatto che diverse persone appartenenti a un gruppo siano percepite come parte di esso sembra essere un elemento di differenziazione sufficiente per formare un gruppo.

Teoria dell’identità sociale: concetto di sé come regolatore del tutto

Tajfel tornò a studiare la coesione di gruppo a partire dall’analisi di un’altra importante variabile nella psicologia personale: il concetto di sé. Esso si definisce attraverso il significato che abbiamo di noi stessi. Tale concetto presenta due aspetti:

  • Identità personale: ovvero, una parte del concetto di sé che deriva dai significati e dalle emozioni, dall’esperienza emotiva personale e dagli aspetti più intimi di ciascuno.
  • Identità sociale: è collegata alla parte del concetto di sé che deriva dall’appartenenza a gruppi sociali, insieme al valore e al significato emotivo a essa associati. In altre parole, alcuni aspetti dell’immagine o del significato che le persone hanno di se stesse provengono dall’appartenenza a determinati gruppi o categorie sociali.

Poiché mantenere l’identità sociale il più positiva possibile è un’esigenza basilare, l’appartenenza al gruppo è definita anche dalla ricerca di aspetti positivi per la propria identità. Gli aspetti del gruppo che contribuiscono a un’adeguata identità non sono né positivi né negativi di per ​​sé, ma possono diventarlo se paragonati agli attributi di altri gruppi.

Secondo questa teoria, la coesione di gruppo deriverebbe dalla necessità di preservare il concetto di sé e dal sapere che il gruppo alimenta tale concetto in modo positivo.

Gruppo coeso

La relazione tra coesione e rendimento di gruppo

Attraverso gli studi e gli esperimenti condotti dalla psicologia sociale, e conoscendo il motivo della coesione in alcuni gruppi, possiamo trarre alcune conclusioni sulla relazione tra coesione e rendimento di gruppo.

Secondo il modello della soddisfazione dei bisogni, la coesione non precede il rendimento del lavoro svolto dal gruppo; sembra invece funzionare esattamente al contrario. Il rendimento favorisce la coesione. Se un partito politico vince le elezioni in un paese, è probabile che la coesione in quel gruppo aumenti sulla base dei risultati ottenuti.

Esiste una relazione tra i due?

I dati suggeriscono le seguenti conclusioni:

  • Esiste una significativa relazione tra coesione e rendimento o produttività.
  • Tale relazione si verifica soprattutto nei gruppi naturali o in piccoli gruppi.
  • I gruppi che richiedono un alto grado di interazione per realizzare un rendimento efficace non sono tra quelli che mostrano una maggiore relazione tra coesione e rendimento.
  • L’impegno per l’attività da svolgere è l’elemento che meglio spiega la relazione tra coesione e produttività. L’attrazione interpersonale e l’attrazione di gruppo svolgono un ruolo secondario.
  • La direzione dell’effetto è maggiore a partire dal rendimento alla coesione, piuttosto che il contrario, come spiegato precedentemente.

La coesione di gruppo è alla base di fenomeni collettivi quali l’interazione, le norme, la pressione, il conformismo, l’identità di gruppo, il pensiero di gruppo, il rendimento, il potere e la leadership e l’atmosfera di gruppo.

Una maggiore coesione sembra corrispondere a una maggiore pressione o influenza del gruppo sui suoi membri, sia negli aspetti socio-emotivi che in quelli relativi alle attività. D’altro canto, l’attrazione che dà origine alla coesione, e quindi alla capacità di influire, può essere alimentata dalle caratteristiche personali dei membri, dagli obiettivi o dalle attività del gruppo.