Enneatipo 1: caratteristiche e potenziale

· 11 luglio 2018

L’enneatipo 1 corrisponde a una personalità complessa e sorprendente. È il “perfezionista”, quel profilo che si sforza quasi in ogni momento di essere coerente, ben intenzionato e sempre virtuoso. Tuttavia, è comune per tale soggetto nascondere una certa quantità di rabbia repressa, alcune aree di errore che gli impediscono di raggiungere il suo pieno potenziale.

Claudio Naranjo sottolinea nel suo libro Carattere e nevrosi che l’enneatipo 1 è “un virtuoso arrabbiato”È caratterizzato da un’ossessione disperata per migliorare le cose che lo circondano senza capire che con una tale ansia, peggiora la sua vita e quella degli altri.

L’enneatipo 1 è caratterizzato dalla necessità di essere sempre coerente: avere ragione, essere buoni, obiettivi e razionali.

Non dobbiamo vedere queste caratteristiche come negative o limitanti, tutt’altro. Dobbiamo ricordare che l’obiettivo finale dell’enneagramma è di servirci proprio da prezioso strumento di conoscenza di noi stessi. È un modo per conoscere le nostre “maschere”, per approfondire i bisogni, gli istinti più profondi, le emozioni, i processi mentali e anche le potenzialità.

L’enneatipo 1 ha a sua disposizione grandi risorse e interessanti abilità che, secondo questo approccio, possono essere sviluppate al massimo se approfondisce il suo carattere e la sua coscienza, lavorando sugli aspetti più problematici. Nei prossimi articoli approfondiremo in dettaglio gli altri enneatipi, ma in questa occasione vi sveleremo tutto su questa personalità conosciuta come “il perfezionista”.

Simbolo dell'enneagramma

Enneatipo 1: condurre una vita coerente e priva di errori

Chiunque abbia visto o letto Il buio oltre la siepe ricorderà uno dei personaggi più belli nella storia della letteratura: Atticus Finch. Il suo profilo, la sua volontà, la sua alta umanità e il suo equilibrio simboleggiano perfettamente l’enneatipo 1 più luminoso e sviluppato, senza zone di errore o lati oscuri su cui lavorare. La sua energia vitale e il suo senso della giustizia sono le caratteristiche per eccellenza di questo enneatipo.

Prima di arrivare a questo livello, l’enneatipo 1 tende a muoversi attraverso mari convulsi, a causa di contraddizioni complesse e alti livelli di frustrazione nei quali le sue aspirazioni non sono sempre realizzate. Vediamo a seguire quali caratteristiche presenta di solito prendendo come riferimento la descrizione che offre Claudio Naranjo in Carattere e nevrosi:

  • Ossessione per i dettagli.
  • Liste per qualsiasi cosa, così come schemi, promemoria, ecc.
  • Ogni compito deve essere perfetto. Tuttavia, questa esigenza è allo stesso tempo fonte di continue frustrazioni perché non si sentono mai soddisfatti. Questo comportamento li porta all’esaurimento, coinvolgendo spesso anche gli altri in questo sforzo, al punto di creare tensioni e disaccordi.
  • Sono coscienziosi, spesso inflessibili e scrupolosi.
  • Hanno un alto senso di giustizia, di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato (secondo loro), di ciò che è desiderabile e corretto.
  • Nel loro dialogo interiore ci sono molti “dovrei”, “devo” e “bisogna”.
  • Di solito non delegano compiti ad altre persone, difficilmente fanno squadra o si fidano degli altri in questioni lavorative perché dubitano che possano essere efficaci quanto loro.
  • Sono molto attaccati alle loro cose, ai loro beni, alla loro famiglia… un attaccamento spesso poco sano.
Ragazzo davanti a una finestra

Un dettaglio che Claudio Naranjo sottolinea sull’enneatipo 1 è che di solito presenta un background emotivo abitato dalla rabbia. Questa dimensione conferisce al suo carattere rigidità e mancanza di spontaneità. Questa rabbia non è che il risultato di frustrazione accumulata e la sensazione che intorno a essa aleggi un eccesso di ingiustizia, negligenza o cattive azioni che sfuggono al suo controllo.

In quale modo l’enneatipo 1 può raggiungere la realizzazione personale

Quando le persone dell’enneatipo 1 lavorano nel modo adeguato sulle aree problematiche come la rabbia repressa, il bisogno di controllo o l’estremo perfezionismo, possono diventare profili con alto discernimento, saggezza e buon giudizio. Possono diventare autentici Atticus Finch in grado di ispirare gli altri, guidare e influenzare in modo arricchente.

Ma come riuscirci? Prendendo coscienza dei loro atteggiamenti o zone di errore. Vediamo come.

  • Riducendo il loro esagerato idealismo.
  • Abbassare il volume di quella voce interiore critica, a volte anche ipocrita, che richiede un virtuosismo morale che a volte nemmeno loro possono raggiungere.
  • Ridurre i “dovrei” e le auto-imposizioni che spesso rendono prigionieri, circondati da richieste molto limitanti.
  • Impara a delegare, fidarsi un po’ di più degli altri.
  • Comprendere che il mondo, le persone e molte cose che ci circondano non possono essere sempre come vogliamo. Vivere è soprattutto “essere e lasciar essere”, e significa permettere ad altri di agire come vogliono senza che ciò ci privi di aria e calma, senza che alimenti la nostra rabbia e ci dia ulteriore frustrazione.
  • Prendere contatto con le proprie emozioni e incanalarle, rilasciarle. Tutta questa rabbia repressa deve dissolversi, ogni insoddisfazione deve trovare aree meglio ventilate in cui capire che il perfezionismo va di pari passo con l’usura, che la disciplina ferrea porta all’esaurimento.
Donna con un colibrì

Un enneatipo 1 sano ed esaustivo è soprattutto una persona libera dai propri attaccamenti mentali. In questa nobile aspirazione di raggiungere un mondo più giusto e un essere superiore e perfetto, si trova una sfera intermedia in cui potersi sentire davvero realizzati e utili.

È uno strato psicologico in cui le emozioni sono più adattate e dove c’è un’accettazione più umile della realtà. Quando si smette di essere un “inseguitore di errori” interni ed esterni, si inizia a vivere con più calma e soddisfazione, essendo più flessibili e compassionevoli.

Negli articoli futuri approfondiremo gli 8 enneatipi che compongono questo strumento di conoscenza personale così interessante.

Immagine principale Gregory Peck in Il buio oltre la siepe (1962)