Ergofobia o paura del lavoro: cause e caratteristiche

· 30 maggio 2018

Esistono centinaia di fobie, alcune più conosciute e altre meno. Fra queste troviamo l’ergofobia. L’ergofobia è un timore irrazionale ed eccessivo nei confronti del lavoro. 

Le persone che soffrono di ergofobia sperimentano spesso i sintomi dell’ansia in modo molto intenso quando si preparano per andare al lavoro. La sofferenza è tale che questo timore impedisce loro di recarsi sul luogo di lavoro o li spinge ad andarsene a metà giornata.

Che caratteristiche hanno le fobie specifiche?

Le fobie vengono definite come un timore intenso e irrazionale nei confronti di una persona, un oggetto o una situazione che implica un minimo o nessun pericolo. La parola deriva dal termine greco fobos, che significa ‘panico’.

Nella mitologia greca, Fobos era anche il figlio di Ares, dio della guerra, e di Afrodite, dea della bellezza. Era la divinizzazione della paura. Alessandro Magno pregava Fobos prima di ciascuna battaglia per allontanare la paura.

Quando parliamo di ergofobia, facciamo riferimento a una fobia specifica che è caratterizzata da paura o ansia nei confronti di oggetti o situazioni chiaramente delimitati che possono definirsi stimoli fobici. In questo caso, sarebbero tutti quegli stimoli relazionati al lavoro.

Uomo angosciato dal lavoro

Con il resto delle fobie, l’ergofobia condivide determinate caratteristiche, le quali, a grandi linee, sono:

  • Paura o ansia intensa nei confronti di un oggetto o una situazione specifica (aereo, altezza, animali, punture, vista del sangue…).
  • L’oggetto o la situazione fobica provocano quasi sempre paura o ansia immediata.
  • La situazione fobica si evita o resiste attivamente con la paura o l’ansia intensa.
  • La paura o l’ansia sono sproporzionate se analizziamo il pericolo reale posto dall’oggetto o dalla situazione specifica e il contesto socioculturale.
  • La paura, l’ansia o l’evitamento sono persistenti e durano sei o più mesi.
  • L’ansia, la paura o l’evitamento provocano un malessere clinicamente significativo o un deterioramento da un punto di vista sociale, professionale o altre aree importanti della vita della persona.

È comune che ogni individuo abbiano varie fobie specifiche. Circa il 75% delle persone con una fobia specifica teme più di una situazione o oggetto.

Caratteristiche specifiche dell’ergofobia

Al lavoro si possono sperimentare ansia a diversi gradi. Questa non è patologica e può essere persino normale, a seconda del lavoro che si svolge. In altre parole, queste sensazioni riguardano in qualche modo le caratteristiche dell’impiego.

Tuttavia, la persona che soffre di ergofobia presenta un timore eccessivo e irrazionale nei confronti della sua occupazione. Questo timore è di gran lunga maggiore rispetto a quello sperimentato da un qualsiasi altro lavoratore. Inoltre, la persona riconosce che il suo timore non è razionale e assolutamente spropositato.

Chi sperimenta ergofobia è consapevole che la sua ansia nei confronti del proprio lavoro è irrazionale, non c’è bisogno che qualcuno glielo faccia notare. Tuttavia, nella maggior parte dei casi non può evitare di provare una paura paralizzante. È incapace di controllare la propria ansia. Compare in modo automatico quando si presenta lo stimolo minaccioso: la persona si fa prendere dal panico, senza poter fare praticamente niente per evitarlo.

Donna nascosta in una scatola e circondata di telefoni

Per poter diagnosticare l’ergofobia, la persona deve provare paura verso il lavoro in modo persistente. Questo significa che avrà sempre paura o timore, indipendentemente dal fatto che le caratteristiche del lavoro cambino.

Un’altra delle caratteristiche dell’ergofobia è l’evitamento. La persona si sforza di evitare a ogni costo qualsiasi stimolo relazionato al lavoro. Nei casi più gravi, ciò può provocare il licenziamento.

Cause dell’ergofobia

Come accade per tutte le fobie specifiche, l’ergofobia si sviluppa in seguito a specifici meccanismi. Può darsi che la persona che soffre di ergofobia abbia vissuto un evento negativo sul lavoro. Tuttavia, le fobie vengono anche “apprese” in vari modi.

Le fobie possono essere acquisite in modo diretto (mediante un’esperienza negativa vissuta in prima persona da chi ne soffre) o indiretta (la persona vede oppure qualcuno le racconta un evento traumatico). L’ergofobia è causata da un’esperienza di condizionamento diretta.

Un’esperienza di condizionamento è un’associazione fra due stimoli. Quando si presenta lo stimolo 1, compare lo stimolo 2. Nel caso che ci riguarda, una persona può aver sofferto una brutta esperienza sul posto di lavoro in modo imprevedibile e negativo. Allora, associa il posto di lavoro a quest’esperienza negativa.

Come risultato di questa associazione, gli stimoli relazionati al posto di lavoro acquisiscono le proprietà negative dell’esperienza sofferta. Dunque, ogni volta che la persona si trova di fronte a uno stimolo relazionato al lavoro, reagisce con sintomi tipici dell’ansia (inquietudine, paura, pensieri catastrofici, sudorazione, ecc.).

Dato che la persona desidera evitare o scappare da queste risposte, eviterà qualsiasi stimolo relazionato al proprio impiego. Ogni volta che lo evita o scappa, si sente meglio. Di conseguenza, imparerà che evitare o scappare da questi stimoli le dà tranquillità e benessere.

Donna ansiosa per il lavoro

È curabile l’ergofobia?

La cura dell’ergofobia, come per le altre fobie specifiche, è ben definita. La cura scelta per qualsiasi tipo di fobia è l’esposizione con prevenzione della risposta. Esponendosi allo stimolo temuto, l’ansia diminuirà e si metterà fine all’associazione precedentemente esposta-

Se credete di soffrire di ergofobia, vi consigliamo di rivolgervi a uno psicologo specializzato. Questi potrà fornirvi i precetti per recuperare la serenità e recarvi sul posto di lavoro come avete sempre fatto.