Morire di ansia: mito o verità?

22 aprile 2018 in Psicologia 542 Condivisi
Ragazzo preoccupato morire di ansia

“Non ce la faccio più!”, “Sto per avere un infarto”, “Questi sintomi sono orribili”, “Mi manca il respiro e credo che morirò d’ansia”… Sono affermazioni molto comuni tra chi ha un attacco di panico o una crisi d’ansia. Chi soffre di attacchi di panico ha improvvisi e ripetuti crisi di paura che durano diversi minuti. A volte i sintomi possono durare più a lungo e si ha la sensazione di essere sul punto di morire di ansia.

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Possono verificarsi in qualsiasi momento e spesso ci si agita per via di una possibile nuova crisi. Si prova sconforto e vergogna perché non si possono svolgere normalmente le attività di tutti i giorni, come andare a fare la spesa o guidare.

-Più attacchi avevo, più grande era la paura. Vivevo sempre nella paura di aver un nuovo attacco di panico. Avevo talmente tanta paura da non voler uscire da casa.-

Paziente che soffre di attacchi di panico

Gli attacchi di panico sono caratterizzati dalla paura di perdere il controllo o di morire. I pazienti in questione hanno reazioni fisiologiche forti, simili ad esempio a un infarto. Per questo motivo, uno dei timori più comuni è la paura di morire.

Vorremmo in qualche modo tranquillizzare queste persone. Nessuno è morto a causa di un attacco di panico. I sintomi sono sicuramente sgradevoli e allarmanti, ma nessuno muore “solo” per un attacco di panico. Una cosa ben diversa è quando l’attacco di panico genera comportamenti fuori controllo, come uscire di corsa di casa e attraversare la strada senza guardare, che possono mettere in pericolo l’integrità fisica della persona in questione.

L’attacco di panico

Gli attacchi di panico possono verificarsi in qualsiasi caso di disturbo d’ansia o altri disturbi mentali. Stiamo parlando di disturbi depressivi, disturbo da stress post-traumatico, disturbo da assunzione di sostanze, ecc. Tuttavia, possono interessare anche altre condizioni mediche (malattie cardiache, respiratorie, vestibolari, gastrointestinali). Come potete vedere, l’attacco di panico non è un disturbo vero e proprio, è più che altro un sintomo.

Uomo in pieno attacco di panico

Che cos’è un attacco di panico?

Un attacco di panico comporta l’improvvisa comparsa di una paura o di un malessere intensi che raggiungo la loro massima espressione in pochissimi minuti. In questo lasso di tempo, si manifestano quattro o più dei seguenti sintomi:

  • Palpitazioni, tachicardia o accelerazione della frequenza cardiaca.
  • Sudorazione.
  • Tremore o spasmi.
  • Sensazione di difficoltà di respirazione o di asfissia.
  • Sensazione di affogare.
  • Dolore o fastidio al torace.
  • Nausea o malessere addominale.
  • Sensazione di capogiro, instabilità, svenimento o stordimento.
  • Brividi o calore.
  • Parestesia (sensazione di intorpidimento o di formicolio).
  • Derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (separazione del sé).
  • Paura di perdere il controllo o di diventare pazzi.
  • Paura di morire.

Come vi abbiamo anticipato, questi sintomi possono interessare disturbi di diversa natura. Se anche voi soffrite di ansia, forse vi saranno familiari.

Ragazza in ansia

Allora si può morire di ansia?

L’ansia è un’emozione comune a tutti gli esseri umani che la manifestano più volte nel corso della loro vita. Come tutte le emozioni, anch’essa ha una sua funzione. Ci prepara al pericolo, dunque si attiva in caso di minaccia.

Evolutivamente parlando, l’ansia è stata utile all’uomo per sopravvivere, lo ha preparato a lottare o a fuggire quando necessario. L’ansia ha una finalità adattativa, crea una sorta di protezione in caso di pericolo. Potremmo immaginarla come un complicato sistema di allarme. Se ci protegge, come può farci del male al punto di mettere fine alla nostra vita?

Un giorno, senza motivo né preavviso, mi sono sentito terrorizzato. Avevo tanta paura che pensavo di morire. Mi batteva forte il cuore e mi girava la testa. Avevo questi sintomi da due settimane. Pensavo di essere diventato pazzo.
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L’ansia non è né buona né cattiva, è un’emozione come lo sono l’ira o l’allegria. Tuttavia, diventa negativa o patologica quando è eccessiva e fuori controllo.

L’ansia patologica è definita come eccessiva o sproporzionata in relazione allo stimolo che la scatena. Appare di frequente e in maniera duratura, limitando la vita e la capacità di adattamento di chi ne soffre. L’ansia in sé non è in grado di uccidere, perché in realtà ci sta “iper-proteggendo” dai pericoli che immaginiamo.

Se pensiamo all’ansia e alla sua funzione adattiva, capiamo il perché della sua necessità. Ad esempio, in caso di rumore forte è normale sussultare ed essere tesi. Questo ci aiuterebbe a scappare qualora qualcosa ci cadesse addosso.

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Se non è un’emozione negativa, perché ho la sensazione di stare per morire di ansia?

Se il cervello percepisce una situazione di rischio, reale o immaginaria che sia, attiva un sistema d’allarme che darà luogo a cambiamenti fisiologici volti a proteggerci. Questi cambiamenti vengono visti come una minaccia, in quanto il pericolo non è reale. Se ci trovassimo davvero in una situazione di rischio, questi sintomi non verrebbero percepiti come pericolosi, ma come normali in una situazione di allarme reale.

Facciamo un esempio: se in questo momento ci trovassimo in una stanza che comincia a prendere fuoco, percepiremmo il pericolo e si attiverebbe il nostro sistema di allarme. Ne seguirebbe l’attivazione fisiologica che ci spingerebbe a scappare via per metterci in salvo. Il cuore dovrebbe battere più forte per inviare più sangue alle estremità e questo non accade per via di un difetto cardiaco, dunque non si corre il rischio di morire di ansia.

Donna lamenta dolore al petto

Una cosa simile accade quando ci manca l’aria. Nessuno è mai morto di asfissia o di soffocamento durante un attacco di panico. Al contrario, aumenta l’ossigeno nel sangue perché aumenta il numero di respiri che facciamo. È la cosiddetta iperventilazione.

Perciò non dovete preoccuparvi, non si muore di ansia. I sintomi sono fastidiosi, ma non sono pericolosi. In genere se vi rivolgete al vostro medico in presenza di questi sintomi, vi confermerà che si tratta di ansia e che non avete ragione di allarmarvi. Se questa sensazione diventa molto intensa o ricorrente, vi manderà da uno specialista per un consulto.

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