Erin Brockovich: l'antieroina di cui tutti hanno bisogno

01 settembre, 2020
"Erin Brockovich - Forte come la verità" è uno di quei film che bisogna vedere almeno una volta nella vita. Basato su fatti realmente accaduti, ci racconta la storia di una donna che sfida tutti per mettere fine alle ingiustizie commesse nei confronti di tante famiglie.

Erin Brockovich – Forte come la verità è un film basato sulla storia vera di una donna che con il suo operato ha contribuito a far stipulare il più grande accordo economico mai pagato in una causa per azione diretta negli Stati Uniti d’America.

Steven Soderbergh ha diretto magistralmente il film e Julia Roberts ha ottenuto lo stipendio più alto, fino a quel momento, per un’attrice. La pellicola ha ricevuto cinque nomination agli Oscar nella 73a edizione degli Academy Awards.

Erin Brockovich è una madre single con tre figli. Dopo aver perso una causa per lesioni personali, chiede al suo avvocato Ed Masry, interpretato da Albert Finney, di aiutarla a trovare lavoro. Diventa così segretaria di uno studio legale che tratta un caso poco noto contro la Pacific Gas & Electric Company. Erin inizia a indagare sui dettagli del caso, convinta che ci sia qualcosa che non torni.

Con il tempo, scopre l’insabbiamento di una pratica molto pericolosa: l’avvelenamento delle falde acquifere di una cittadina americana che minaccia la salute dell’intera comunità. Il film ci racconta la lotta personale di Erin Brockovich per rendere giustizia a chi non sapeva nemmeno di averne bisogno.

Erin Brockovich, l’antieroina che nessuno si aspetta

Erin Brockovich, due volte divorziata, indebitata e con tre figli da crescere, ha difficoltà a trovare lavoro. Non ha un diploma, parla in modo non propriamente formale e indossa tacchi a spillo più lunghi delle sue gonne.

Questa donna riuscirà a portare alla luce uno scandalo relativo all’avvelenamento delle falde acquifere di un’intera cittadina da parte di una grande e potente compagnia elettrica. Julia Roberts dà al personaggio tutta l’energia e la carica di cui ha bisogno per affrontare questa situazione. Grazie alla sua eccezionale interpretazione, il film ha avuto un successo clamoroso.

Ci narra una storia vera seppur difficile da credere. Erin Brockovich, ex reginetta di bellezza, un po’ scontrosa e impiegata a basso salario in un piccolo studio legale, riesce a intentare un’enorme causa legale per avvelenamento delle falde acquifere. L’accordo economico di 333 milioni di dollari con la Pacific Gas & Electric Company è il più grande nella storia degli Stati Uniti d’America.

La sceneggiatura, tuttavia, si tiene lontana dalle aule dei tribunali e dai giudici. Il film è incentrato principalmente sul viaggio di una donna alla scoperta di sé che parte dalla convinzione di dover correggere un grave errore. I querelanti sono persone come lei: lavoratori in difficoltà il cui benessere è minacciato dall’indifferenza e dal disprezzo della grande azienda americana.

Un incidente stradale che le cambia la vita

A causa dell’incoscienza di un altro automobilista, Erin ha un incidente stradale che le provoca danni a livello muscolare. Quando perde la causa per lesioni personali, ricatta il suo avvocato Ed Masry, interpretato da Albert Finney, chiedendogli di farsi assumere nel suo studio legale di Los Angeles. I colleghi di lavoro, a disagio per il suo abbigliamento e il suo modo di parlare, non piacciono molto a Erin. Nonostante ciò, si getta a capofitto nel suo nuovo lavoro.

Erin trova alcune cartelle cliniche che destano dei sospetti in lei. Scopre un avvelenamento delle falde acquifere nel deserto del Mojave (California) e un insabbiamento da parte della grande compagnia americana. Nota anche alcune strane offerte da parte della Pacific Gas & Electric Company ai proprietari di case di Hinkley.

Decide così di indagare negli archivi idrici comunali per scoprire se le falde acquifere possano essere state contaminate dal cromo esavalente. Se così fosse, ciò spiegherebbe le malattie di cui soffrono i residenti di Hinkley.

Erin Brockovich, una madre pronta a tutto

Erin lascia i figli al fidanzato, un motociclista di nome George (interpretato da Aaron Eckhart), per percorrere centinaia di chilometri sulla sua macchina sgangherata per visitare le potenziali vittime. Durante le visite instaura una connessione emotiva con queste persone. Sono umili, vulnerabili e preoccupate per quello che sta accadendo alle loro famiglie. Sin da subito si mostrano tutti gentili con Erin e, fidandosi di lei, le raccontano le loro storie personali.

Al centro della storia c’è la relazione tra Erin e il suo capo Ed Masry. Il rapporto di amore-odio tra questi due personaggi che appartengono a generazioni diverse conferisce al film gran parte del suo aspetto comico.

L’intera pellicola è pervasa dalla profondità del rapporto tra Erin e l’avvocato. Questi è consapevole del grande fardello familiare di Erin e accetta il suo modo di fare. Vede in lei verità, coraggio e rischio, ciò che vorrebbe essere, ma non è capace di essere.

Julia Roberts in una scena del film Erin Brockovich La forza della verità.

Un film coinvolgente e leggero al tempo stesso

La pellicola ci racconta anche il dramma reale di una madre che vive con un reddito molto basso. Soderbergh ha creato un film che è piaciuto a tutti: pubblico, critica e festival cinematografici. E pur non avendo vinto il premio come Miglior regia per Erin Brockovich – Forte come la verità, lo ha fatto con Traffic.

Il film ci mostra alcuni temi ricorrenti nei lavori di questo regista: l’interesse per la natura sinistra delle grandi società, l’indipendenza femminile e la capacità individuale e collettiva di consapevolezza di sé e apprendimento. In questo film, tuttavia, Soderbergh ha frenato la sua inclinazione alla sperimentazione preferendo un approccio in cui il meno è più (rispetto al naturalismo e alla genialità di tutti gli altri suoi lavori).