Teoria dell’apprendimento sociale di Albert Bandura

· 21 ottobre 2018

Albert Bandura è considerato il padre della teoria dell’apprendimento sociale, oltre a essere uno degli psicologi più influenti di tutti i tempi. Nel 2016 ha ricevuto la medaglia d’oro ai benemeriti della scienza, rilasciatagli dal presidente Barack Obama alla Casa Bianca.

In un’epoca in cui il comportamentismo dominava la psicologia, Bandura ha elaborato la sua teoria dell’apprendimento sociale. A partire da questo momento, si inizia ad attribuire importanza ai processi cognitivi e sociali che intervengono nel processo di apprendimento delle persone e non solo a prendere in considerazione le associazioni tra stimoli e rinforzi che seguono un determinato comportamento, come aveva fatto il comportamentismo.

La persona non è più considerata un burattino del contesto, ma un individuo in grado di mettere in gioco i suoi processi privati, come l’attenzione o il pensiero, per imparare.

Bandura riconosce comunque il ruolo delle circostanze, considerandole una parte importante del processo di apprendimento, ma non l’unica. Secondo l’autore, il rinforzo è necessario affinché si verifichi l’esecuzione, non l’apprendimento in sé.

Il nostro mondo interiore è fondamentale quando si tratta di aggiungere un nuovo comportamento al nostro repertorio o di modificarne uno che avevamo già, ma che non eravamo in grado di attuare. Gran parte dei nostri comportamenti sono il risultato dell’imitazione o dell’apprendimento vicario di modelli che per noi non hanno una certa rilevanza.

Chi non ha imparato a riproporre gli stessi gesti dei genitori durante una conversazione o a superare una paura dopo aver visto un amico farlo?

Albert Bandura

Teoria dell’apprendimento sociale

Secondo Bandura, ci sono tre elementi che interagiscono reciprocamente in riferimento al processo di apprendimento: la persona, l’ambiente e il comportamento. È il cosiddetto determinismo reciproco o reciprocità triadica, per cui l’ambiente influenza il soggetto e il suo comportamento, il soggetto influenza l’ambiente con il suo comportamento e il comportamento influenza il soggetto stesso.

Impariamo osservando gli altri e l’ambiente che ci circonda. Non impariamo solo attraverso rinforzi e punizioni, come sostengono gli psicologi comportamentali, in quanto la mera osservazione produce in noi determinati effetti di apprendimento senza bisogno di rinforzi diretti.

Attraverso il famoso esperimento della bambola Bobo, Bandura ha potuto osservare questi effetti. Lo psicologo ha suddiviso bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni in due gruppi. A un gruppo ha mostrato un modello di comportamento aggressivo, all’altro un modello non aggressivo nei confronti della bambola Bobo. In questo senso, i bambini imitavano il comportamento nei confronti della bambola.

L’esperimento ha avuto risultati molto importanti per la psicologia, in quanto consente di capire perché alcune persone si comportano in un certo modo. Ad esempio, l’atteggiamento di sfida di alcuni adolescenti cresciuti all’interno di famiglie distruttive ed esposti a comportamenti provocatori è il risultato dell’imitazione di questi modelli di riferimento che i ragazzi hanno integrato al loro modo di essere.

Fattori determinanti per l’apprendimento vicario?

Oltre ai tre elementi fondamentali precedentemente citati, Bandura ritiene che esistano alcuni processi necessari affinché si compia l’apprendimento per osservazione:

  • Processi di attenzione: è fondamentale l’attenzione verso il modello che esegue l’azione da imparare. In questo processo influiscono variabili quali intensità dello stimolo, rilevanza, dimensione, facilità di discriminazione, novità o frequenza. Altre variabili sono proprie del modello imitato: il sesso, la razza, l’età, l’importanza attribuitagli dall’osservatore possono modificare il processo di attenzione. Per quanto riguarda le variabili situazionali, si è visto che le attività più difficili non possono essere copiate, mentre quelle più facili perdono interesse in quanto non apportano nulla al soggetto.
  • Processi di ritenzione: si tratta di processi intimamente legati alla memoria. Consentono al soggetto di realizzare un comportamento anche se il modello non è presente. L’associazione di quanto percepito dall’osservatore con elementi noti e la pratica cognitiva o ripasso possono aiutare a mantenere la capacità ritentiva.
  • Processi di riproduzione: si tratta del passaggio da ciò che è stato appreso come immagine, simbolo o regola astratta a comportamenti concreti e osservabili. In questo caso, il soggetto deve disporre di abilità fondamentali per portare a termine il comportamento da imparare.
  • Processi motivazionali: sono un’altra parte importante per l’esecuzione del comportamento appreso. Il valore funzionale di un comportamento è ciò che spinge a metterlo in pratica o meno e dipende da incentivi diretti, vicari, auto-prodotti o intrinseci.
Bambino impara a lavarsi i denti

Quali sono gli effetti dell’apprendimento per osservazione?

Secondo la teoria dell’apprendimento sociale, quando si osserva un modello comportamentale, possono manifestarsi tre diversi tipi di effetti. Si tratta dell’effetto di acquisizione, dell’effetto inibitorio o disinibitorio e la facilitazione.

  • Effetto di acquisizione di nuovi comportamenti: il soggetto acquisisce nuovi atteggiamenti e comportamenti grazie all’imitazione e alle regole necessarie per sviluppare e completare nuovi atteggiamenti sulla stessa linea d’azione. I comportamenti acquisisti non sono solo abilità motorie, vengono apprese anche risposte emotive.
  • Effetto inibitorio o disinibitorio: se l’effetto precedente generava l’acquisizione di nuovi comportamenti, questo terzo effetto favorisce la disinibizione o l’inibizione dei comportamenti esistenti attraverso cambiamenti motivazionali. In questa variabile entra in gioco la percezione della capacità del soggetto stesso o le conseguenze relative all’azione del modello.
  • Effetto di facilitazione: quest’ultimo effetto fa riferimento alla facilità dell’apprendimento per osservazione portando a termine comportamenti già esistenti e che non sono inibiti.

La teoria dell’apprendimento sociale ci ricorda che abbiamo acquisito molti dei nostri comportamenti attraverso l’imitazione. Di certo il temperamento, di natura biologica, svolge un ruolo importante, ma i modelli che ci circondano ancora di più. Essere timidi, parlare in maniera persuasiva o veloce, la gestualità, l’aggressività o eventuali paure sono in parte acquisiti attraverso l’imitazione.

La teoria dell’apprendimento sociale di Albert Bandura non solo è importante per capire perché le persone si comportano in un determinato modo, ma serve anche a trattare quei comportamenti considerati inadeguati attraverso l’osservazione di nuovi modelli che, ad esempio, portino a superare paure e a comportarsi in maniera adeguata e che siano una sorta di rinforzo positivo.

Riferimenti bibliografici:

Bandura, A. (1977), Social Learning Theory, Englewood Cliffs, NJ: Prentice Hall.

Bandura, A. (2000), Autoefficacia: teoria e applicazioni, Trento: Edizioni Erickson.