Tutti vivono esperienze che li cambiano per sempre

Tutti vivono esperienze che li cambiano per sempre

Ultimo aggiornamento: 12 gennaio, 2017

Ognuno di voi ha vissuto un’esperienza che l’ha cambiato per sempre. È come oltrepassare una linea in cui ci si guarda alle spalle per scoprire una certa tristezza, per notare che si è perso qualcosa. Forse è l’innocenza o forse l’antica certezza che la vita è una promessa di perenne felicità.

Quando si parla di crescita personale, si può dire che le persone nascano due volte. La prima è quando vengono messe al mondo, la seconda quando devono affrontare un episodio traumatico; è allora che vengono spinte ad avanzare, a far crescere la loro sopravvivenza emotiva, a superarsi, ad essere resilienti.

“Avanziamo senza allegria nei nostri labirinti personali, fino a quando, all’improvviso, nel bel mezzo della matassa, troviamo il percorso che ci porta al paradiso”.

(Mary Shelley)

Secondo Rafaela Santos, psichiatra e presidentessa dell’Istituto Spagnolo di Resilienza, le persone di solito attraversano due episodi complessi nella vita che le metteranno alla prova. Si tratta di esperienze che sfuggono al nostro controllo e per i quali non sempre siamo pronti, almeno in apparenza.

Così come i fatti traumatici ci obbligano ad imparare e ad avanzare, anche gli avvenimenti positivi hanno un potere. L’affermazione che “per imparare, bisogna soffrire” va preso con le pinze. Anche la felicità, infatti, apporta saggezza, temperanza e conoscenza.

Le persone sono il risultato delle loro esperienze, ma soprattutto di ciò che da esse hanno imparato. Tutto, assolutamente tutto, ci forgia e modella i nostri valori, le nostre virtù e i nostri difetti. Il tempo, la nostra mente e la nostra volontà sono grandi artigiani della nostra essenza attuale.

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Tutto ciò che abbiamo vissuto: la scultura della vita

Di fronte ad una delusione affettiva, abbiamo due possibilità: aggrapparci alla speranza e infliggerci dolore perpetuo oppure accettare la fine di un ciclo e proseguire. Allo stesso modo, anche nel caso della perdita di un nostro caro ci sono solo due percorsi possibili: affondare o guardare di nuovo verso l’orizzonte. Se ci pensiamo, poche volte nella vita ci troviamo davanti a due alternative così chiare e, allo stesso tempo, così complicate.

Tuttavia, non basta comprendere che c’è solo una strada giusta per riunire tutta la nostra determinazione e volontà, con lo scopo di intraprendere il processo di recupero. “Capire” e “fare” sono due dimensioni molto complesse della psicologia. È come dire ad una persona depressa che deve essere felice: senza dubbio lo capisce, ma ha bisogno di strategie, preparazione, aiuto e rinforzo.

Per fare questo salto verso il percorso giusto, abbiamo bisogno di supporto e fiducia in noi stessi. Il modo in cui attraversiamo questi ponti cruciali determinerà il tipo di vita che troveremo una volta superati. Se non lo faremo nel modo più giusto, ci troveremo sospesi su un’isola di eterna amarezza, in cui all’orizzonte non si scorgono né luce né speranza. Nessuno si merita un’esistenza del genere.

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Dobbiamo riuscire ad accettare che la vita implica delle complicazioni, ma alla fine si riesce sempre a convivere con esse. Di certo non saremo più gli stessi, ma plasmeremo una persona diversa, molto più forte.

Il bambù, l’argilla e i lupi

Nel linguaggio colloquiale, diciamo spesso l’espressione “essere colpiti dalla sfortuna”. Qualsiasi fatto traumatico viene vissuto come un “colpo”; in realtà, sarebbe meglio definirlo una “scottatura”, perché è così che lo percepisce il nostro cervello.

Ad esempio, le rotture affettive provocano una reazione molto intensa nella corteccia somatosensoriale secondaria e in quella insulare posteriore, aree legate al dolore fisico, come quello che proviamo in seguito ad una scottatura.

“Quanto è più alto il bambù, maggiore consistenza e flessibilità acquisisce”

(Massima orientale)

Provate ad immaginare cosa significherebbe proseguire in questo stato, rendere cronico questo dolore per non riuscire a gestire adeguatamente la perdita, la rottura o l’episodio straordinario. Il vostro cervello rimarrebbe sottomesso ad uno stato di stress postraumatico persistente e restereste letteralmente frammentati.

Per ridurre l’impatto di queste esperienze, potete esercitarvi con tre semplici strategie che possono esservi utili nelle difficoltà quotidiane.

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Tre strategie illustrative per imparare ad essere resilienti

Le risorse psicologiche utilizzate nella gestione dei cambiamenti possono essere ottimizzate con un po’ di esercizio quotidiano. Se ci pensate bene, non c’è giorno in cui non dobbiamo affrontare una rinuncia, un piccolo cambiamento, una sfida o una scommessa. Ogni momento è buono per acquisire buone competenze; solo così sarete pronti quando la vita vi metterà a dura prova.

Ora vi diamo tre semplici suggerimenti per riuscirci.

  • La saggezza del bambù. Vi interesserà sapere che il bambù è la pianta che cresce con maggiore velocità rispetto a tutto il mondo vegetale. Questa crescita ha luogo dopo qualche anno in cui la pianta si dedica a favorire un corretto sviluppo interiore piantando le radici nel terreno e nutrendole. Dopodiché, neanche il vento più feroce può sradicare il bambù. Perché è flessibile, perché presenta un mondo interiore forte e resistente.

Vale la pena imitare questo processo: rafforzare i pilastri della vostra personalità e del vostro mondo emotivo per acquisire una flessibilità tale con cui potrete impedire alle avversità di colpirvi e abbattervi.

  • Siate argilla, adattatevi ai cambiamenti. Pochi materiali sono altrettanto versatili quando abbiamo voglia di esprimere la nostra creatività. Assumete questa caratteristica, siate capaci di cambiare forma con coraggio e originalità per superare i momenti difficili.
  • Il lupo conosce i suoi predatori e si difende. Ci sono pochi altri animali così scaltri nell’intuire ed interpretare i nemici. I lupi sopravvivono a condizioni estreme, fanno tutto per il loro branco, sono ottimi osservatori e sanno lottare.

Il lupo, prima di essere feroce, è saggio. Imitare alcuni dei suoi comportamenti può aiutarvi a superare i terreni accidentati della vita. Perché un cuore forte è il riflesso di un’anima che conosce le sue priorità e che non dubita di dare tutto se stesso per ciò che ama.

Immagini per gentile concessione di Jarek Puczel


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