Esperienze extracorporee: che cosa sono?

23 Ottobre 2019
Immaginate di poter vedere il vostro corpo con gli occhi di un'altra persona. La spiegazione di questo incredibile fenomeno risiede nel funzionamento del cervello. Vediamo di cosa si tratta.

Le esperienze extracorporee appartengono a un insieme di fenomeni tanto incredibili quanto complessi. Immaginate di vedere il vostro corpo dall’esterno o di avere la sensazione di fluttuare. Sono due delle sensazioni che appartengono a questo fenomeno. Se per molto tempo sono state etichettate come esperienze mistiche o sciamaniche, oggi sappiamo che hanno origine nel nostro cervello.

Un’esperienza extracorporea è un fenomeno percettivo. Comprende l’illusione del movimento come, ad esempio, la sensazione di volare, cadere, galleggiare o vedere il proprio corpo dall’esterno. Queste esperienze dissociative sono legate a fattori neurologici e psicologici presenti tanto in soggetti sani che affetti da una patologia.

Tipi di esperienze extracorporee

Possiamo dividere il fenomeno in due categorie, con caratteristiche ben definite:

  • Esperienze sensoriali. La sensazione di cadere nel vuoto o fluttuare rappresenta una rottura nell’unità delle sensazioni corporee che coinvolgono il sistema vestibolo-motorio.
  • Esperienze autoscopiche. Il soggetto percepisce il proprio corpo da un punto di vista esterno.
Ragazza con gli occhi chiusi al parco

Come si producono?

Sono in genere associate agli stati alterati della coscienza. Molti autori accostano questo fenomeno ad alcuni stati tipici del sogno, ma con una forte componente immaginativa. Si tratta, inoltre, di un anomalo fenomeno di integrazione multisensoriale, il soggetto è cosciente della situazione. I sistemi vestibolare, motorio e sensoriale ricoprono quindi un ruolo importante.

Sistemi coinvolti nel fenomeno

  • Vestibolare. Questo sistema comprende i recettori che si trovano all’interno dell’orecchio; hanno il compito di conservare un’immagine stabile sulla retina, funzione fondamentale al nostro equilibrio.
  • Motorio. Durante queste esperienze, sebbene i muscoli non siano coinvolti davvero, il cervello esegue i corrispondenti programmi del movimento in un piano dissociativo.
  • Sensoriale. Come il sistema motorio, il sistema sensoriale è situato nel lobo parietale. Secondo diverse teorie, viene effettivamente proiettata l’immagine auto-percepita dal corpo.

Disturbi e fenomeni legati alle esperienze extracorporee

Quando uno dei tre sistemi citati si trova in uno stato alterato, siamo più predisposti a vivere un’esperienza fuori dal corpo. I disturbi del sonno, il consumo di stupefacenti e alcune lesioni cerebrali possono creare condizioni ottimali per il verificarsi di questi fenomeni.

Tra i fenomeni associati al sonno ricordiamo:

  • Allucinazioni ipnagogiche e ipnopompiche. Esperienze percettive vivide o confuse che si producono nella fase iniziale o finale del sonno.
  • Paralisi del sonno. Una mancata sincronia tra gli arti e l’esecuzione è causa di un’elaborazione multisensoriale del corpo alterata e, di conseguenza, dell’auto-percezione. In queste circostanze, si possono sperimentare sensazioni di galleggiamento o esperienze al di fuori del corpo.
  • Sogno lucido. Consiste in un recupero dello stato cosciente durante il sonno. Il soggetto è capace di guidare in modo parziale il sogno che risulta più nitido e dettagliato.
  • Movimento rapido degli occhi. In questa fase del sonno si producono fenomeni di fantasticheria, poiché il cervello si trova in uno stato di intensa attività, simile alla veglia. Grazie a studi elettrofisiologici, si è scoperto che i tre fenomeni sopra descritti si verificano proprio durante questa fase del sonno.

È possibile indurre un’esperienza extracorporea?

Per secoli queste esperienze sono state associate al mondo del paranormale. Non è strano, dal momento che i nostri antenati non disponevano di strumenti adatti allo studio. Oggi sappiamo che sono il risultato di una distorsione dell’immagine corporea di sé, che coinvolge processi cognitivi come la memoria, l’autopercezione e l’immaginazione.

Esperienze fuori dal corpo e fantasia

Oltre a spiegazioni di carattere fisiologico, esistono anche fattori psicologici. Il più importante tra questi è la personalità.

Diversi studi hanno dimostrato che questi fenomeni sono più comuni nelle persone dotate di molta fantasia e aperte alle esperienze. Questo significa che possono essere favoriti da suggestione e tratti della personalità.

Induzione artificiale

Il fenomeno può essere indotto in modo artificiale, il che costituisce una delle maggiori prove della sua origine cerebrale. Le tecniche più efficaci sono:

  • Induzione delle frequenze del cervello. Attraverso i toni binaurali, è possibile indurre nel cervello un’attività delle onde Theta (4-7.5 HZ), caratteristica degli stati tra il sonno e la veglia.
  • Stimolazione magnetica transcranica mediante stimolazione dei lobi temporali, come negli esperimenti di Persinger. L’iperconnettività generata tra i lobi provoca un’intrusione nell’esperienza spaziale dell’io (emisfero destro) e nell’esperienza linguistica dell’io (emisfero sinistro).
  • Stimolazione diretta. In alcuni esperimenti, queste esperienze sono state provocate in modo artificiale attraverso la stimolazione diretta della corteccia vestibolare e motoria.
  • Stimolazione elettrica della giunzione temporo-parietale. Come nell’esperimento di Arzy, stimolando quest’area di intensa elaborazione multisensoriale, si inducono errori di auto-percezione.
  • Deprivazione sensoriale. Eliminando i riferimenti di spazio e tempo, il disorientamento può causare stati alterati di coscienza con immagini provenienti dalla mente molto realistiche.

Esperienze extracorporee e meditazione

Questo fenomeno tende ad aver luogo negli stati in cui l’attività cerebrale è simile a quella del sogno, ma conservando la coscienza. Si è scoperto che le persone che meditano in modo regolare vivono più facilmente queste esperienze, chiamate talvolta “viaggio astrale”. Le onde Theta, infatti, aumentano negli stati di rilassamento estremo raggiunto mediante la meditazione.

Donna in meditazione sul tappetino

Il ruolo dei neuroni specchio

Gli studiosi Jalal e Ramachandran hanno ipotizzato che il sistema dei neuroni specchio sia così connesso da consentire una visione virtuale in terza persona. I neuroni specchio si attivano semplicemente vedendo un’altra persona eseguire un’azione, collegandosi con i centri superiori per anticiparla o imitarla in modo simbolico.

La connessione di questo tipo di neuroni con la corteccia cerebrale e le vie afferenti consentirebbe la “separazione del corpo” in condizioni di alterazione sensoriale.

Un fenomeno psicobiologico

Le esperienze fuori dal corpo coinvolgono il sistema nervoso, il sistema motorio, le funzioni cognitive e i tratti della personalità. È, allo stesso tempo, un fenomeno che pur presentandosi in modo naturale in determinate condizioni, può anche essere patologico.

Provocarle in modo artificiale non è necessariamente salutare; non è privo, anzi, di pericoli poiché legato anche alle crisi psicotiche.

Trattandosi di un fenomeno associato al paranormale, per lungo tempo era tendenza comune rifiutare la visita specialistica, per paura di essere etichettati come pazzi. Capire le vere cause del fenomeno è, invece, il primo passo per poterle trattare in modo corretto.