L’esperimento di Arzy, i fantasmi del cervello

20 Agosto 2019
Avete mai avvertito la presenza di una persona che non era lì con voi? In questo articolo, parleremo di quelle percezioni molto comuni, ma illusorie, che tutti abbiamo provato almeno una volta e che sono un esempio del delicato funzionamento del nostro cervello.

L’esperimento di Arzy ha dimostrato quello che in pochi hanno avuto il coraggio di affrontare. Per molti anni, i fenomeni dell’alterazione della percezione, come vedere i fantasmi o sentire delle presenze, sono stati associati al paranormale. Grazie al miglioramento delle tecniche di studio del cervello, la maggior parte di questi fenomeni può essere studiata da una prospettiva scientifica.

Avvertire la presenza di una persona che non è con noi in un dato momento, pensare di avere qualcuno accanto o vedere una faccia su un muro sono fenomeni che tutti abbiamo provato.

Almeno una volta ci sarà capitato di dubitare dei nostri sensi, ma non per questo abbiamo “perso la testa”. Il cervello gestisce i nostri sensi in una maniera così complessa che anche una piccola alterazione può causare degli errori percettivi.

L’esperimento di Arzy

Shahar Arzy è un professore del laboratorio di neuroscienze cognitive presso il Politecnico di Losanna, in Svizzera. Nel suo lavoro di ricercatore, ha dimostrato sperimentalmente la corrispondenza fisiologica tra stati allucinatori e zone di convergenza multisensoriale.

La sensazione che qualcuno sia vicino a noi quando in realtà non è così è stata riscontrata sia in pazienti psichiatrici (o neurologici), sia in soggetti sani.

Ragazza che piange con mano sulla faccia esperimento di arzy

Come è stato eseguito l’esperimento?

Con l’esperimento Arzy è stato possibile indurre la sensazione di una presenza usando la stimolazione elettrica focale.

L’esperimento fu eseguito su un soggetto senza nessuna storia psichiatrica tramite una stimolazione sulla giunzione temporo-parietale sinistra (TPJ). Ogni volta che l’area subiva la stimolazione, il soggetto avvertiva una presenza dietro di lui.

Varianti dell’esperimento

L’esperimento fu ripetuto con il soggetto in diverse posizioni e ogni volta la presenza aveva una posizione identica a quella del soggetto. Questo fatto diede la conferma che la presenza era probabilmente una proiezione del corpo del soggetto stesso.

Questo fenomeno è dovuto alla disintegrazione multisensoriale o sensomotoria prodotta dalla stimolazione nell’area TPJ. Questa è collegata con l’auto-elaborazione e con la distinzione tra l’Io e il non-Io.

Il ruolo della giunzione temporo-parietale

La giunzione temporo-parietale, come indica il nome, è l’area della corteccia cerebrale in cui si incontrano i lobi parietali e temporali. Il lobo parietale è strettamente correlato alla mappatura somatosensoriale e motoria del corpo.

Il lobo temporale è responsabile dell’elaborazione del linguaggio e delle connessioni con le aree subcorticali dell’elaborazione emotiva. La giunzione temporo-parietale, oltre a essere un centro di integrazione multisensoriale è collegata ai processi cognitivi di auto-elaborazione.

La giunzione temporo-parietale e le esperienze extracorporee

L’esperimento di Arzy si basa sull’intensa attivazione di quest’area del cervello elaborando elementi come:

  • Immagini mentali.
  • Prospettive e posizioni visuo-spaziali.
  • Distinzione tra il sé e l’altro.
  • Integrazione del sistema vestibolare e multisensoriale.

Quando è stata stimolata la giunzione temporo-parietale, il soggetto non ha riconosciuto la presenza come il risultato di una propria proiezione, ma come qualcosa di esterno. Questo fenomeno si verifica a causa del ruolo del lobo temporale nella produzione del linguaggio.

L’esperimento di Arzy, la sensazione di una presenza

La prime domande che sorgono riguardo l’esperimento di Arzy sono: Come è possibile non essere consapevoli dei processi di dissociazione? Dovremmo esserne consapevoli? L’esperienza ci indica che questi fenomeni vengono vissuti come estranei dai soggetti. Il motivo principale è la fragilità del “senso del sé” da parte del cervello.

Qualsiasi alterazione strutturale, elettrica o funzionale può innescare degli errori percettivi. Quindi, il “senso del sé”, inteso come la capacità di distinguere tra la percezione del corpo e il resto degli oggetti, non è stabile come crediamo.

Il ruolo dell’amigdala

L’amigdala è una struttura cerebrale subcorticale che fa parte del sistema limbico. Questa struttura nervosa è essenziale per l’elaborazione emotiva delle esperienze.

In linea di principio, le alterazioni causate dalla stimolazione della TPJ sono strane per il nostro cervello, quindi reagiamo con sentimenti di paura. Non siamo abituati a riconoscere il nostro corpo come un qualcosa di esterno e quando questo accade, l’amigdala crea una risposta emotiva negativa che aggrava le allucinazioni.

Cranio con amigdala in evidenza

Quali esperienze possono provocare la disintegrazione sensoriale?

Dal punto di vista clinico, le esperienze possono essere le più svariate. Tra queste, sottolineiamo le cosiddette esperienze extracorporee. Le più comuni sono:

  • La sensazione di fluttuare.
  • Osservare il proprio corpo dall’esterno.
  • Sentire una presenza.
  • Pensieri e sogni lucidi.

Sono esperienze patologiche?

Come dimostra l’esperimento di Arzy, questi fenomeni dissociativi possono verificarsi in soggetti senza una storia psichiatrica.

Ci sono comunque alcune patologie che espongono ai cambiamenti cerebrali che causano questa alterazione. Tra questi elenchiamo:

  • La paralisi del sonno. Legata alle allucinazioni ipnagogiche e ipnopompiche, si verifica quando il soggetto riprende coscienza prima di riacquistare il controllo del corpo. Il tentativo di effettuare dei movimenti fallisce a causa della paralisi muscolare. La percezione dei movimenti è alterata.
  • Epilessia e forti emicranie. L’alterazione del funzionamento elettrico del cervello provoca un effetto simile a quello delle condizioni sperimentali di Arzy.
  • Malattie neurodegenerative. Le allucinazioni sono molto comuni e sono dovute alla degenerazione del tessuto nervoso che altera l’integrazione sensoriale. In genere, gli anziani riconoscono nella presenza esterna un membro della famiglia o un amico a cui sono legati.

La desincronizzazione nell’integrazione sensoriale può verificarsi anche in circostanze non patologiche:

L’esperimento di Arzy: il nostro cervello è “fantastico”!

L’esperimento di Arzy è uno di quegli studi che sorprendono anche il lettore più scettico. La capacità di riconoscere il nostro corpo è molto più complessa di quanto potremmo pensare.

La rivoluzione di questi esperimenti è che molti fenomeni precedentemente considerati paranormali, sono ora nelle mani della scienza.

Vedere un’ombra quando si cammina o confondere un manichino con una persona sono piccole allucinazioni, piccoli errori percettivi della mente non patologici. Capire la loro natura ci aiuterà a comprendere meglio noi stessi come esseri umani.