Essere single: luoghi comuni diffusi

21 maggio, 2020
Né il matrimonio è una panacea, né essere single è una condanna. Anche se ancora persistono molti luoghi comuni sulle persone single, la verità è che oggigiorno è cresciuto significativamente il numero di persone che optano per quest'ultima scelta in totale libertà e consapevolezza.

Nonostante viviamo in un’epoca in cui sono stati sfatati molti tabù sulla famiglia e sulla coppia, curiosamente persistono ancora molti luoghi comuni sulle persone single. La verità è che fino a poco tempo fa essere single era visto come una sorta di fallimento. Si credeva auspicabile e “normale” trovare un partner, mettere su famiglia e vivere felici per sempre.

Il punto è che è diventato sempre più evidente che la vita di coppia e la vita in famiglia non sono sinonimo di successo. Si può fallire anche all’interno di una famiglia o in una coppia e, in effetti, gli effetti della disillusione in questi casi hanno un impatto maggiore. Questo ha iniziato a sfatare i miti sull’essere single.

Ovviamente un partner ha molto da offrirci; tuttavia, non è necessariamente così. Ecco perché molte persone nel mondo hanno optato per non assumersi questi impegni. Tuttavia, persistono ancora luoghi comuni sulle persone single, come quelli presentiamo a seguire.

La cosa più ragionevole che è stata detta sul matrimonio e sul celibato è questa: qualunque cosa tu scelga, te ne pentirai.

-Agatha Christie-

Essere single tempo libero

Essere single e luoghi comuni

I single sono meno felici

Questo è uno dei luoghi comuni più diffusi sulle persone single. Si pensa che non condividere la vita con un partner generi un certo grado di amarezza. È risaputo, infatti, che l’amore -soprattutto nella prima fase dell’innamoramento- è uno stato essenzialmente fatto di euforia e di entusiasmo.

Tuttavia, le coppie non trascorrono la vita intera in uno stato di eterno innamoramento. Bisogna assumersi molti impegni, oltre a dover risolvere innumerevoli momenti di amarezza. Ma lo stesso vale per una persona single, che può essere felice o infelice come una persona sposata. Tutto dipende da come gestirà le risorse a sua disposizione e le circostanze.

La solitudine

Vivere da soli non equivale a essere soli. Così come vivere in coppia non necessariamente significa essere in compagnia. Tutti noi, in una certa misura, siamo soli e i legami che instauriamo con gli altri danno altre sfumature a quella solitudine, ma non la annullano del tutto.

Una persona single può sentirsi meno sola di una persona con un partner. A volte il matrimonio limita i rapporti sociali. L’attenzione viene rivolta, molto spesso, al coniuge e ai figli, sottraendo importanza alle amicizie e alla famiglia in senso esteso. I single, al contrario, hanno un ampio margine per costruire legami di diversa natura e significativi.

Non è sposato/a, ma vorrebbe esserlo

Questo è uno di quei miti sulle persone single che continua a persistere, perché parte dalla convinzione che non avere un partner sia un fallimento. C’è chi non considera che molti uomini e molte donne nel mondo abbiano liberamente deciso, in piena coscienza, di non avere un rapporto di coppia. 

Questo perché gli stili di vita, oggi, sono molto diversificati. C’è chi vuole trascorrere la propria vita viaggiando, chi è più concentrato sulla propria vita professionale; c’è anche chi, semplicemente, non ha trovato una persona che la motivi a cambiare radicalmente il proprio stile di vita. I single non sentono necessariamente il bisogno di trovare un partner.

Una persona single è egocentrica

Bella DePaulo, dottoressa in Psicologia presso l’Università di Harvard, ha scritto un libro dal titolo Singled Out: How singles are stereotyped, stigmatized and ignored, and still live happily ever after (che in italiano sarebbe “Essere single: ecco come i single vengono stereotipati, stigmatizzati e ignorati e vivono comunque felicemente).

Questo testo contiene diversi dati interessanti sui luoghi comuni attorno ai single. Ad esempio, si stima che il 30% delle persone sposate siano disponibili ad aiutare i propri amici e altri familiari, o di contribuire a cause umanitarie. Tra i single la percentuale sale al 70%.

Amiche sorridono insieme

Zitellona o gay

La parola “zitella” (più raro, zitello) ha un tono dispregiativo e solitamente etichetta quelle donne che raggiungono una certa età senza essersi sposate. Tuttavia, di certo questa etichetta fa parte di una mentalità anacronistica. D’altra parte, è anche parecchio diffusa l’idea che chi rimane single lo è perché probabilmente “non è uscito dal nido/dal guscio”.

In entrambi i casi, a prevalere è il pregiudizio. Quel che prima era strano oggi è una tendenza in aumento. L’opera della DePaulo indica che oggi, per la prima volta nella storia, ci sono più single che coniugati in Gran Bretagna: parliamo del 51% di single. Negli Stati Uniti rappresentano il 41%.

E in Paesi come il Cile, la percentuale si aggira intorno al 30%. Tuttavia, non fa bene rimanere single se ciò a cui aspiriamo è una vita di coppia. Non va nemmeno bene sposarci semplicemente spinti dal pregiudizio “che sia giusto farlo”. Viviamo in tempi molto flessibili, in cui gli schemi mentali contano sempre meno.

Barragán, M. A. (2003). Soltería: elección o circunstancia: un nuevo estilo de vida se impone en el siglo XXI. Editorial Norma.