Evidenze scientifiche sull'amore

17 settembre, 2020
Esistono evidenze scientifiche sull'amore che contrasterebbero con la visione magica rappresentata da buona parte della produzione cinematografica e letteraria. Ve ne parliamo in questo articolo.

Le evidenze scientifiche sull’amore raccolte negli ultimi anni hanno accertato che il sentimento decantato da poeti e cantori ha molto più a che fare con il cervello e gli ormoni che con i sogni e le speranze.

Ci mostrano che l’innamoramento è anche una questione fisica, chimica e biologica. Naturalmente, non si riduce solo a questo, dato che possiede una sua dimensione psicologica, densa di significati e che plasma la percezione della vita e delle relazioni con gli altri.

L’amore romantico è e sempre sarà fonte di ispirazione e di sogni. Arricchisce la nostra vita, ci rende più creativi e felici. A ogni modo, la scienza sottolinea che l’amore provoca reazioni fisiologiche davvero interessanti e che quasi nessuno sfugge al suo incantesimo.

“Il vero amore è come l’apparizione degli spiriti: tutti ne parlano, ma in pochi l’hanno visto”.

-François de La Rochefoucauld-

Coppia su un prato che si guarda negli occhi.

5 evidenze scientifiche sull’amore

1. L’amore è simile allo stato di ebrezza

Quando qualcuno afferma di essere “ubriaco d’amore”, forse andrebbe preso alla lettera. Uno studio pubblicato nel 2015 sulla rivista Neuroscience and Biobehavorial Reviews afferma che i sentimenti amorosi vengono sperimentati “in un modo simile allo stato di ebrezza”.

La ricerca, condotta da scienziati dell’Università di Birmingham, sottolinea che nella fase dell’innamoramento vengono rilasciati alti livelli di ossitocina, il cosiddetto ormone dell’amore. L’effetto provocato da questa sostanza nell’organismo è molto simile a quello di un’eccessiva assunzione di alcol.

2. L’amore è in grado di modificare il cervello

Un team di scienziati della Hanui University of Science and Technology ha pubblicato un interessante studio sulla rivista Frontiers of Human Neuroscience. In esso, descrivono un esperimento condotto su 100 volontari, tra i quali erano presenti persone innamorate, persone che avevano appena terminato una relazione e single.

I partecipanti sono stati sottoposti a risonanza magnetica e si è riscontrato che le persone innamorate presentavano una maggiore attività cerebrale nelle aree relative alla motivazione, alla ricompensa e alle abilità sociali. Le immagini dei loro cervello erano molto più simili a quelle dei tossicodipendenti.

3. Non c’è nessuna relazione tra le pene d’amore e il cioccolato

Sono in tanti a pensare che le pene d’amore si possano lenire mangiando cioccolatini. Sembrerebbe che le sostanze presenti in questo alimento siano in grado di bilanciare lo squilibrio chimico causato nel cervello dall’assenza della persona amata. Chi non hai mangiato del cioccolato dopo una delusione d’amore?

Eppure, una delle evidenze scientifiche sull’amore indica che questa correlazione è del tutto falsa. Il cioccolato, di fatto, contiene feniletilamina, una sostanza coinvolta anche nell’innamoramento. In quest’ultimo caso, tuttavia, viene prodotta in modo naturale; quando viene ingerita, invece, perde tutto il suo effetto una volta attraversato l’apparato digerente.

4. Le farfalle nello stomaco sono confermate dalle evidenze scientifiche sull’amore

Quando qualcuno ama, afferma di farlo “con tutto il cuore”. La verità è che lo fa anche con lo stomaco. Il ben noto svolazzare di farfalle nello stomaco è del tutto reale e si fa ben sentire in presenza della persona amata.

È più una sorta di formicolio, che si avverte come un senso di “paura felice”. La scienza spiega che esiste un’associazione tra il cervello e l’apparato digerente, motivo per cui quando ci piace una persona, vederla può scatenare tutta una serie di reazioni fisiologiche. Tra esse, rapide e leggere pulsazioni nello stomaco.

Bolle di sapone a forma di cuore.

5. La monogamia negli animali

L’ultima delle evidenze scientifiche non riguarda l’amore in senso stretto, ma piuttosto la fedeltà. Come sappiamo, alcune specie animali trascorrono l’intera vita con un solo partner, fino alla morte. Perché lo fanno? Ebbene, le ragioni non sono particolarmente romantiche.

In alcuni casi ciò si deve alla presenza di pochi esemplari; in altri, è legato alla vulnerabilità dei piccoli in ambienti ostili, per cui restare uniti aumenta le possibilità di sopravvivenza. Le informazioni disponibili indicano che solo il 5% delle specie animali sono monogame e che in tutti questi casi le ragioni sono di natura pratica.

In ogni caso, l’amore è sicuramente uno stato meraviglioso, capace di  farci provare con intensità qualsiasi sensazione. Ci rende anche più dinamici e sensibili. Che sia un questione chimica, fisica, biologica o semantica, l’amore è sempre fantastico.

Orizano, A. N. L., & Zacarias, J. M. P. (2017, June). Las Neurociencias del Amor. In 6ta Jornada Científica de estudiantes-FACISAL.