3 fallacie che rovinano la vita

· 28 settembre 2016

Con il termine fallacie ci si riferisce a quelle affermazioni o idee, in apparenza veritiere, ma che non lo sono. A volte sono costruzioni personali, ma in altre occasioni diventano argomenti che si invocano collettivamente e che tutti danno per veri. Le fallacie non sono facili da individuare, perché non sono pensieri assurdi né triviali, ma seguono una logica anche se non sono veri.

Un buon esempio di fallacia è quando si attiva un pregiudizio. Supponiamo che una persona sia stata beccata a dire una bugia. Poi, quando dirà qualcos’altro, qualcuno non le crederà perché conosce la sua indole bugiarda. Da una situazione particolare, quindi, si estrapola una conclusione generale e si applica indiscriminatamente. Anche se il fatto accaduto è vero, il ragionamento a cui si arriva è falso.

Le fallacie non solo si attivano in relazione alle altre persone, ma si costruiscono anche per se stessi. Questi ragionamenti errati finiscono per rovinare il nostro benessere e causare fraintendimenti. Ci sono tre fallacie diventate molto comuni e che rappresentano un ostacolo al benessere personale. A seguire ve ne parleremo in dettaglio.

L’opinione, senza conoscenza, argomentata con fallacie altrui è il primo passo verso la solitudine.

Anonimo

Fallacie di controllo

Esistono due grandi fallacie legate al controllo sulle situazioni e sulle altre persone. La prima si potrebbe denominare “fallacie di impotenza. Si riferisce a tutti quegli esempi particolari che elaboriamo per cercare di sostenere l’ipotesi che non possiamo fare nulla di fronte ad una situazione, quando questa ipotesi non è certa.

Questo ci porta a giustificare la totale mancanza di azione da parte nostra con il presupposto che non abbiamo il controllo su niente. Questa fallacia si verifica in tutte le circostanze in cui diciamo “non posso” e attribuiamo questa impotenza a qualcosa a noi esterno a noi. Ad esempio: “Non potevo rispondere, altrimenti quella persona sarebbe diventata furiosa”.

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L’altra fallacia di controllo è esattamente l’opposto: quando crediamo che tutto e tutti dipendano da noi. Che tutto e tutti siano una nostra responsabilità. In questo caso, cerchiamo di non perdere alcun dettaglio, di immischiarci in qualsiasi cosa, di avere tutto sotto controllo. E, ovviamente, dato che non possiamo farcela, allora ci colpevolizziamo.

Fallacie di giustizia

La “giustizia” è uno dei concetti più imprecisi che esistano. Ciò che è giusto e ciò che non lo è dipende dalle varie culture e persone. Sono molto rare le situazioni in cui si potrebbe applicare una “giustizia universale”. Ci sono sempre considerazioni che ci obbligano a chiarire il concetto.

Tuttavia, ci sono persone che si riservano il diritto di definire quello che è giusto e quello che non lo è. Il problema è che tengono conto solo della loro prospettiva, delle loro necessità, dei loro timori e desideri, ma non quelli degli altri o delle persone presenti nel loro ambiente. Per questo motivo, ripetono costantemente che tutto ciò che capita loro è ingiusto.

Queste persone pensano che tutti dovrebbero avere una bilancia per misurare accuratamente ciò che meritano e di conseguenza dovrebbero averlo. Questa è una fantasia che finisce solo per tormentarle perché nessuno passa tutto il tempo a calcolare premi e punizioni per gli altri. Nel mondo, non tutti i comportamenti giusti vengono premiati, né i cattivi comportamenti vengono puniti.

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Fallacie di cambiamento

Le persone che attivano le fallacie di cambiamento fanno questo tipo di ragionamento: tutto deve cambiare affinché possano stare bene. Se non sono al loro agio al lavoro, dovrebbero cambiare le condizioni lavorative. Se non hanno soldi, allora dovrebbe cambiare il sistema economico. Se i loro rapporti sociali non sono dei migliori, allora gli altri dovrebbero cambiare e fare più caso a loro, essere più comprensivi o, in qualunque caso, diversi.

Non pensano mai che forse sono loro a dover cambiare, che magari è la loro incapacità di adattamento a rendere il lavoro uno spazio poco invitante e difficile da sopportare; che è il modo in cui gestiscono le loro finanze che le portano a rimanere senza soldi; che se fossero più affabili, simpatici e comprensivi, magari potrebbero ottenere lo stresso trattamento dagli altri.

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Un proverbio indiano recita: “è più facile proteggersi i piedi con i sandali che ricoprire di tappeti tutta la terra”. Tuttavia, per le persone vittime di questo genere di fallacie accade esattamente il contrario: è il mondo a doversi adattarsi a loro e non viceversa.