Falsa gravidanza, un fenomeno isterico

04 agosto, 2020
A volte è difficile distinguere una gravidanza isterica da una vera gestazione. Si può persino ottenere un risultato positivo al test di laboratorio. È un fenomeno complesso che richiede l'aiuto di uno psicologo.
 

La falsa gravidanza, o isterica, è un fenomeno raro, ma è una chiara prova della capacità della mente di creare e consolidare realtà parallele.

Il nome tecnico è pseudociesi e presenta una controparte maschile, ovvero la gravidanza empatica o sindrome di Couvade. In questo caso durante la gestazione della partner l’uomo può accusare i sintomi della stessa: nausea mattutina, voglie improvvise, ipersensibilità, ecc.

“La maternità ha effetto umanizzante. Tutto si riduce all’essenziale.”

-Meryl Streep-

È provato che anche alcuni animali possono sperimentare una falsa gravidanza, in particolare i cani. Aumenta la produzione di prolattina, sostanza responsabile della lattazione.

Ciò porta alla crescita delle mammelle e a mettere in atto un comportamento di cura nei confronti di giocattoli o altri oggetti considerati come cuccioli.

Le cause della falsa gravidanza negli esseri umani

I casi di gravidanza isterica sono noti da diversi secoli. I dati a disposizione sembrerebbero indicare che nel passato il fenomeno fosse più frequente rispetto a oggi. Attualmente si conta un solo caso ogni 22 mila gravidanze effettive. 

Le cause della falsa gravidanza negli esseri umani sono psicologiche. In tutti i casi esiste un fattore di pressione nei confronti della donna. I più comuni sono:

  • Paura di restare incinta dopo un rapporto sessuale non protetto.
  • Desiderio di trattenere il partner, farlo felice o soddisfare le sue aspettative.
  • Solitudine, depressione, bassa autostima.
 
  • Pressione familiare o sociale. 
  • Abuso sessuale durante l’infanzia.
  • Sterilità o un’esperienza di perdita o aborto.
  • Fobie sociali.

Non è un disturbo isolato, in realtà non è propriamente un disturbo in sé, bensì la manifestazione di un quadro più profondo. Lo scenario è in genere complesso; si tratta di una condizione delirante in cui si può presentare o meno la schizofrenia, in genere assente.

Donna preoccupata

Sintomi comuni della falsa gravidanza

In caso di gravidanza isterica la donna presenta gli stessi sintomi di una reale gestazione. In alcuni casi l’ansia provoca dei cambiamenti nel sistema neuroendocrino, motivo per cui i test di laboratorio risultano positivi. L’unica prova completamente affidabile è l’ecografia.

I sintomi vanno dall’assenza di mestruazioni alle nausee mattutine e alla percezione di movimento fetale. L’aspetto più sorprendente è l’aumento di peso, la crescita della pancia e del seno: tutto corrisponde a una normale gestazione. In alcuni casi, si scopre che la gravidanza è falsa solo al momento del parto

E anche in questo caso, molte donne non comprendono appieno l’esperienza. Credono di aver dato effettivamente alla luce un bambino morto o di aver abortito, e che tutti vogliano nascondere questo fatto. A volte questa condizione è il preludio o parte di un altro disturbo psicologico o mentale.

 

Che fare?

Una donna con gravidanza isterica ha bisogno di comprensione e sostegno, non di essere umiliata per l’autoinganno in cui è caduta. Il problema non è tanto la finta gravidanza, quanto ciò che nasconde. In generale si tratta di un fenomeno isterico: la donna cerca di affermare la propria identità femminile o di ribellarsi a una situazione personale.

Come per altre forme deliranti, non si tratta di riportare la donna alla ragione, mostrandole le prove del suo errore. In un modo o nell’altro, la falsa gravidanza è un meccanismo di difesa inconscio, non un errore di pensiero in quanto tale. La donna ha bisogno di questa gravidanza per proteggersi da una realtà estremamente dolorosa e, quindi, non altrimenti gestibile.

Donna triste dal medico per una falsa gravidanza.

Alla luce di quanto detto, risulta necessario l’intervento di uno specialista della salute mentale. L’obiettivo è che la donna riesca gradualmente a riconoscere il conflitto che ha scatenato questa condizione. Oltre a ciò, che possa elaborarlo e affrontarlo, recuperando i propri strumenti di affrontamento. Ciò è possibile solo per mezzo di un percorso terapeutico che offra comprensione, sostegno e monitoraggio.

 
  • Márquez, A. C. (2002). Pseudociesis: Un caso de interés. Vitae: Academia Biomédica Digital, (13), 11-10.