Le fasi del lutto della Kübler Ross

6 luglio 2018 in Emozioni 0 Condivisi
Ragazza che piange lutto

Tra i vari studi su come si affronta la morte, uno dei più conosciuti è quello delle 5 fasi del lutto della Kübler Ross. Questa teoria ci parla delle 5 fasi attraverso cui dobbiamo passare quando affrontiamo la morte, propria o altrui. Gli studi della Kübler Ross sono diventati molto popolari, ma anche mal interpretati, probabilmente a causa di una cattiva divulgazione.

Nel 1969 la psicologa Kübler Ross condusse una serie di studi su alcuni pazienti terminali al fine di individuare i fattori alla base del lutto. Dopo un’intensa ricerca, si accorse che questi pazienti passavano tutti attraverso alcune tappe molto simili. Fu in seguito a questa scoperta che iniziò a sviluppare la teoria delle fasi del lutto e le loro conseguenze

In questo articolo cerchiamo di fare luce sulla teoria delle cinque fasi del lutto della Kübler Ross. Prima di tutto, esponiamo e spieghiamo le diverse fasi; per concludere, facciamo una piccola riflessione sulle prove e le implicazioni di questa teoria sul lutto.

Ragazza triste di spalle fasi del lutto della Kübler Ross

Fasi del lutto della Kübler Ross

Le distinte fasi del lutto ci mostrano la successione degli atteggiamenti adottati da una persona che affronta la morte. Queste tappe si presentano come conseguenza dei tentativi della mente di risolvere il problema e, dimostrandosi tutte inefficaci, le emozioni variano fino a raggiungere l’accettazione. A seguire spieghiamo le fasi del lutto della Klüber-Ross:

  • Negazione. Si nega o si rifiuta il sopraggiungere della morte. Può avere carattere totale (“Non è possibile che sto per morire”) o parziale (“Ho metastasi, ma non è nulla di serio”). La negazione riflette un atteggiamento di difesa dell’Io. La nostra mente cerca di garantire il nostro benessere nonostante ci troviamo in una situazione di massima impotenza.
  • Rabbia. Questa emozione sorge quando bisogna affrontare un ostacolo. È normale quindi che dopo aver ricevuto una notizia molto negativa, il corpo cerchi di risolvere la situazione attraverso la rabbia. Le vittime o gli obiettivi di questa reazione possono essere diversi, da se stessi, i medici o persino le “figure divine”.
  • Negoziazione. Ormai consci dell’inutilità della rabbia al fine di risolvere il problema, si passa alla negoziazione. La persona disperata chiede al destino o alle figure divine che la morte sparisca. È frequente che la persona diventi “docile” nella speranza di prolungare la sua vita per buona condotta; ad esempio seguendo alla lettera tutte le prescrizioni mediche.
  • Depressione. Quando la malattia peggiora o la realtà fatidica si impone, compare la depressione. La persona cade preda della disperazione a causa della forte sensazione di impotenza. La profonda tristezza ha la funzione di minimizzare il consumo di risorse in presenza di una situazione irrisolvibile.
  • Accettazione. Abbandonata e accettata la sensazione di impotenza prodotta dalla perdita, si passa a uno stato emotivo meno intenso, più neutro (anche se continuano a esservi momenti più acuti). Nella fase dell’accettazione la persona è capace di accettare quanto accaduto e di alzare la testa verso il futuro, oltre a interpretare in modo significativo quanto perso senza incolpare nessuno.

Ragazzo triste che guarda dalla finestra

Prove e implicazioni della teoria delle fasi del lutto della Kübler Ross

La teoria delle fasi del lutto della Klüber-Ross ha ricevuto numerose critiche. Una molto frequente, e comprensibile leggendo l’originale formulazione di questa teoria, riguarda la rigidità del modello proposto. Secondo la formulazione originale, il soggetto può restare nella fase in cui si trova o avanzare in quella successiva. La ricerca attuale, e forse l’esperienza personale, ci dice che non è vero. È comune che si verifichino retrocessioni, saltare qualche fase o superarle tutte, ma in ordine diverso.

È altrettanto vero, però, che compiono tutte un ruolo estremamente importante per affrontare la morte e che la loro disposizione si adatta quasi alla perfezione all’evoluzione della maggior parte dei lutti. D’altro canto, forse l’ideale sarebbe interpretare i diversi stati come atteggiamenti nei confronti della perdita e non come fasi della stessa; ovvero modi che abbiamo di gestire l’impotenza generata dalla situazione.

Nonostante la teoria della Klüber-Ross sia parzialmente incompleta, ha rappresentato senz’altro un grande passo avanti nella comprensione del lutto. Le ricerche della psicologa svizzera sono servite per capire a fondo le emozioni che si presentano in seguito alla perdita, il che si è tradotto in trattamenti migliori e più adatti alle persone che si trovano in questa situazione, iniziando dalla normalizzazione dei loro sentimenti. Questo modello ha anche reso gli psicologi più abili nel trattamento dei decessi “anticipati” e delle diagnosi di malattie terminali.

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