Da quali fattori dipendono i disturbi alimentari?

· 10 ottobre 2017

I disturbi alimentari sono ormai noti a tutti. Al giorno d’oggi, la percentuale di persone che ne soffre è molto alta. Nella maggior parte dei casi si tratta di ragazze o donne, ma anche gli uomini ne sono affetti. È risaputo, inoltre, che i disturbi di natura alimentare hanno serie conseguenze per la salute.

Ma non si tratta solo di questo, i disturbi alimentari hanno delle ripercussioni anche a livello psicologico e sociale. I rapporti interpersonali si deteriorano e il malessere emotivo aumenta. Questi disturbi mettono a rischio la vita di chi ne soffre, quindi è importante conoscerne i fattori o le variabili associati alla loro comparsa per poterli poi trattare adeguatamente. Non dimentichiamo che è molto meglio prevenire che curare!

La relazione tra l’immagine corporea e i disturbi alimentari

Per quanto riguarda l’immagine del corpo e i disturbi alimentari, bisogna tenere in considerazione due concetti: l’insoddisfazione e la distorsione. Sottostimare o sopravvalutare il proprio corpo, ovvero percepirlo in maniera distorta, può voler dire che vediamo un problema di sovrappeso in realtà inesistente.

Questo ci rende insoddisfatti del nostro corpo e scatena una serie di emozioni negative che cercheremo di regolare con l’alimentazione. Ecco che entriamo in un circolo vizioso di dieta costante per soddisfare canoni di bellezza difficilmente raggiungibili, almeno così.

Disturbi alimentari e dieta

Pensiamo che preoccuparsi del peso sia molto comune tra gli adolescenti e i giovani, senza però rappresentare un problema. Come ogni cosa, quando tale preoccupazione diventa eccessiva, la persona in questione può arrivare a misure disperate per perdere peso.

Un altro fattore di rischio legato a questo problema è l’indice di massa corporea. Diversi studi hanno dimostrato che nell’adolescenza, un indice di massa corporea alto, segnale di sovrappeso, può favorire lo sviluppo di disturbi del comportamento alimentare.

Sei imperfetto, sempre e inevitabilmente imperfetto. E sei bellissimo.

Amy Bloom

Il ruolo della società nei disturbi del comportamento alimentare

Ovviamente, non bisogna dimenticare che l’insoddisfazione e la distorsione dell’immagine corporea vengono in alcuni casi alimentati e sostenuti dalla società in cui viviamo. La magrezza viene pubblicizzata  come sinonimo di desiderabilità. Inoltre, viene associata a valori positivi come la giovinezza, il prestigio, un’autostima elevata e l’eleganza. In altre parole, la magrezza è venduta come la condizione principale per accettarsi e sentirsi accettati dagli altri.

Allo stesso tempo, essere in sovrappeso (anche solo leggermente) è legato a valori negativi come trascuratezza, mancanza di volontà, sporcizia, ecc. Le persone in sovrappeso, quindi, iniziano diete “miracolose” con l’illusione di perdere peso in pochissimo tempo, ma rischiano di perdere il controllo e di limitare l’alimentazione ben oltre un obiettivo reale.

Tisana dimagrante

Tutto questo ha un’influenza maggiore sulle donne e sulle adolescenti. Ma a cosa è dovuto? Nelle donne si enfatizza di più il bisogno di essere magre. Inoltre, per ottenere  i valori culturalmente associati alla magrezza, ritengono di dover perdere peso. Anche parenti e amici giocano un ruolo fondamentale. Vivere in una famiglia che dà eccessiva importanza all’aspetto fisico e all’alimentazione è un altro importante fattore di rischio.

Lo stesso vale se si hanno amici affetti da disturbi alimentari, poiché potrebbe crearsi un effetto di contagio. In definitiva, ci sono numerosi fattori di rischio per quanto riguarda i disturbi del comportamento alimentare. Tenerli in considerazione è un modo per inculcare ai giovani valori di autostima e realizzazione rendendoli persone che vadano oltre il mero aspetto fisico e il peso. Abbiamo tutti una parte di responsabilità.

Immagini per gentile concessione di Jairo Alzate, Jennifer Burk e Dominik Martin.