I fili invisibili che mantengono i nostri comportamenti (Guadagni Secondari)

7, settembre 2015 in Psicologia 12 Condivisi

I guadagni secondari sono tutti quei benefici che derivano dalle situazioni in cui ci sentiamo male o in cui simuliamo un sentimento negativo. Situazioni negative, ma che, paradossalmente, portano qualcosa di positivo per la persona.

Questo “qualcosa di positivo” può arrivare a trasformarsi in un meccanismo estremamente pericoloso, poiché si tratta di rinforzi o premi che incitano la persona a cercare di tornare alla situazione sgradevole già provata.

Per esempio, la malattia può far scaturire negli altri una reazione di premura verso il malato, fatta di attenzioni, dimostrazioni di affetto e di una maggior condiscendenza nei riguardi di quella persona. Un altro guadagno secondario può essere relativo al non dover andare a lavorare, o a migliori condizioni lavorative ottenute grazie alla malattia, come gli aiuti economici, ecc.

Sono molte le cose buone che possono venirci in mente. Perché devo pensare alle mie cure se, in cambio di un dolore più o meno sopportabile, ottengo molte cose positive?

Come scoprire i guadagni secondari?

I guadagni secondari possono essere sottili e occulti, al punto che la persona che ne trae vantaggio non è nemmeno consapevole del modo in cui essi stanno contribuendo alla sua realtà.

La persona che soffre di un malessere legato a un dolore, a una malattia o a emozioni che la travolgono, è in realtà una persona infelice portata a lamentarsi spesso di questa situazione.

Tuttavia, questa riconosce che la sua situazione potrebbe essere ancora peggiore se non si trovasse allo stato attuale, poiché questo, nonostante la sofferenza, le concede alcuni privilegi – come ad esempio l’avere accanto persone per lei importanti, il potersi mantenere senza lavorare – ottenendo cambiamenti nelle persone che la circondano, le quali faranno tutto il possibile affinché lo stato e il dolore di chi sta male migliori, ecc.

Che conseguenze hanno i guadagni secondari all’interno delle relazioni?

I guadagni secondari sono un beneficio all’interno del malessere per la persona che li riceve. Al contrario però, rappresentano una fonte di logoramento per coloro che convivono con questa persona, poiché essi saranno costretti a soffrire come se il malessere o le emozioni del malato fossero loro proprie.

I familiari, i partner, gli amici più stretti o gli altri esseri amati sono coloro che soffrono le peggiori conseguenze, in quanto potrebbero arrivare a credere che il recupero o il miglioramento della persona malata dipenda dal loro stesso comportamento.

Questo peso finisce per convertirsi in una dipendenza per entrambe le parti, già che la persona malata dipenderà dai cari che si prendono cura di lei, mentre questi saranno costantemente in balia della persona che soffre.

Il ricatto emotivo

All’interno della dipendenza che si va a creare dal malato verso le persone fonte dei guadagni secondari, è dunque facile che si sviluppino meccanismi di ricatto emozionale. In parole povere, la persona malata può finire per incolpare, esigere o caricare le persone che gli stanno intorno durante il corso della malattia o dello stato di salute, nel tentativo di ottenere ciò che vuole.

Un esempio di questo fenomeno è riscontrabile in quelle persone affette da uno straripante stato emozionale di rabbia, ira o furia. Esse sono solite incolpare gli altri della loro reazione e del loro malessere. Inoltre, si aspettano che gli altri cambino, chiedano scusa o riconoscano i loro errori, e rimangono arrabbiate per un lungo periodo di tempo. Mantengono il loro atteggiamento come strumento per fare pressioni; si aspettano di sentirsi meglio solamente quando l’altro mostra un qualche segnale di cambiamento verso la direzione che esse pretendono.

In questo modo la persona su cui ricade la colpa tenderà a cedere, al fine di evitare il conflitto o il malessere duraturo, che la situazione genera nella persona colpita.

Attraverso questo meccanismo basato sulle reazioni alla rabbia, all’’ira e alla furia, il malato ottiene guadagni secondari tali come il cambiamento dell’altra persona nella direzione che desidera.

Resistenza al cambiamento

Le persone che ottengono un qualche tipo di guadagno secondario tendono ad opporsi ai cambiamenti terapeutici, dato che nonostante il loro malessere, percepiscono che le ricompense ottenute saranno di gran lunga maggiori.

Tuttavia, poiché sia i guadagni che la resistenza sono processi incoscienti, nel momento in cui la persona ne prende consapevolezza tenderà a lavorare più a fondo per cambiare i suoi stessi comportamenti, migliorando dunque la sua salute fisica e psicologica.

Guarda anche