Fobie alimentari: perché ho paura di mangiare?

Sapete in cosa consistono le fobie alimentari? Possono avere gravi conseguenze e limitare la vita della persona. Continuate a leggere per scoprirle.
Fobie alimentari: perché ho paura di mangiare?

Ultimo aggiornamento: 15 gennaio, 2021

Quante fobie conoscete? Se ci pensiamo, ci accorgiamo che ne esistono centinaia, una più frequente dell’altra. Paura dei cani, del buio, dell’altezza… le conosciamo tutti, magari le abbiamo provato sulla nostra pelle. Esiste, però, un gruppo meno noto e fortemente limitante: le fobie alimentari.

Queste fobie includono la paura di provare nuovi cibi, di ingoiare gli alimenti fino alla paura di mangiare determinati cibi per timore di un’intossicazione. L’alimentazione è una necessità primaria, per cui se viene alterata può avere gravi conseguenze.

Quali fobie alimentari esistono? Hanno un legame con i disturbi del comportamento alimentare, come l’anoressia nervosa? Quali sono le loro conseguenze? Rispondiamo a queste e ad altre domande.

Bambino che non vuole mangiare.

Prima di tutto, cosa sono le fobie?

Un fobia è una paura irrazionale nei confronti di stimoli inoffensivi oppure non del tutto inoffensivi ma comunque sotto controllo perché la persona dispone delle risorse necessarie per affrontarli.

Le risposte fobiche sono disadattive e possono intaccare la vita quotidiana della persona, per cui vanno tenute sotto controllo e curate. Soprattutto quando la fobia riguarda un bisogno fisiologico di base come l’alimentazione.

Le fobie compaiono fin dall’infanzia o l’adolescenza e si acquisiscono per apprendimento. L’esperienza diretta con lo stimolo fobico e l’apprendimento osservazionale (tramite l’osservazione di altre persone) rappresentano i principali metodi di acquisizione delle fobie. Per esempio, se abbiamo rischiato di soffocarci con una nocciolina, possiamo sviluppare la fobia di mangiare le noccioline.

Esiste anche un effetto molto curioso chiamato l’effetto Garcia, legato alla paura di un’intossicazione alimentare. Questo effetto spiega perché rifiutiamo sistematicamente cibi (o sapori simili a questi cibi) che ci hanno fatto stare male in precedenza.

Quando abbiamo un’intossicazione alimentare, o stiamo male dopo aver mangiato qualcosa (anche in modo lieve), si produce un’avversione condizionata al sapore prodotta dall’accostamento di un determinato sapore a una sensazione sgradevole.

Come anticipato, esistono diversi tipi di fobie, ma in questo articolo ci concentriamo sulle fobie alimentari. Cosa sono e quali sono?

Le diverse fobie alimentari

Le fobie alimentari sono un gruppo di fobie legate in diversi modi al cibo. Possono includere la paura di provare cibi nuovi, di ingoiare il cibo, di un’intossicazione, di mangiare un determinato gruppo di alimenti, etc. Come la maggior parte delle fobie, anche quelle alimentari sono acquisite tramite apprendimento.

In seguito a ciò, si cerca di evitare in modo attivo lo stimolo fobico al punto da ridurre esageratamente il consumo di cibo. Questo può portare a malnutrizione e a un grave sottopeso.

Neofobia alimentare: paura di alimenti sconosciuti o nuovi

La neofobia è il rifiuto di provare cibi nuovi. Letteralmente significa “paura di provare alimenti sconosciuti”. La neofobia è un fenomeno molto frequente durante l’infanzia, in particolare intorno ai 2-3 anni e tende a scomparire dopo i 5 anni. In alcuni casi, tuttavia, può mantenersi fino all’età adulta.

Questo fenomeno ha una spiegazione evolutiva. La neofobia può essere considerata un meccanismo di difesa, poiché per i nostri antenati raccoglitori mangiare cibi nuovi poteva causare loro un’intossicazione o causarne persino la morte.

Per questo, i bambini di 2-3 anni rifiutano il cibo. Non sono “capricci”, bensì devono abituarsi a nuovi sapori e consistenze, che un po’ alla volta riusciranno a tollerare (salvo eccezioni).

Esiste una predisposizione genetica a questo tipo di fobia. Si stima che il 78% dei casi di neofobia alimentare sia ereditario. In più, l’apprendimento ha un ruolo fondamentale.

I bambini imparano, in grande misura, tramite l’osservazione di modelli (genitori e fratelli maggiori). Quindi, se in casa vedono che i loro modelli di riferimento si rifiutano di provare cibi nuovi, lo ripeteranno pensando che sia la cosa giusta.

Bambina che si tappa la bocca.

Fagofobia: la paura di ingoiare il cibo

La fobia di ingoiare il cibo si deve alla paura irrazionale di soffocare o di strozzarsi deglutendo. A differenza della neofobia, può verificarsi a qualsiasi età e di solito è associata a un precedente episodio di soffocamento.

È logico pensare che, se abbiamo già rischiato di soffocare con un determinato alimento, rifiuteremo lo stesso per non rivivere l’esperienza. Il problema è che questa paura può estendersi anche ad altri cibi, e limitare la dieta della persona. Nei casi più estremi, l’individuo teme di ingoiare qualsiasi cibo, liquidi inclusi.

Quando la fobia è legata alla paura di ingoiare cibi solidi, si può iniziare a ingerire cibi liquidi o tritati, passando a cibi facilmente sminuzzabili e masticabili, fino agli alimenti solidi di maggiore consistenza.

Se invece la fobia è legata ai liquidi, si può iniziare con addensanti e gelificanti che cambiano la consistenza dei liquidi per poter mantenere l’idratazione del corpo. Progressivamente si può diminuire la proporzione di addensante.

Cibofobia: paura di intossicazioni o reazioni allergiche

La cibofobia è più legata alla sicurezza alimentare in generale che alla paura di mangiare un certo cibo. Si tratta della paura di una possibile intossicazione alimentare o una reazione allergica. Questo porta la persona a controllare minuziosamente lo stato del cibo prima di mangiarlo, così come la data di scadenza.

Questa fobia è strettamente legata all’effetto Garcia, di cui abbiamo parlato prima. È associata a un precedente episodio di intossicazione alimentare o reazione allergica dopo aver mangiato un certo cibo. Anche se in un primo momento la fobia può essere circoscritta a un alimento particolare, può diffondersi a diversi cibi della stessa famiglia.

Altre fobie alimentari

La micofobia è la paura di mangiare i funghi per il rischio di avvelenamento. L’aspetto curioso di questa fobia è che non si limita all’ingestione dei funghi, ma si ha timore persino di vederli o toccarli.

La lachanofobia, invece, è la paura di mangiare i vegetali. Anche questa paura può riguardare un solo frutto, una verdura, oppure un’intera categoria. Spesso è la conseguenza di esperienze traumatiche vissute durante l’infanzia, relative all’ingestione forzata di questi cibi.

Per esempio, se ci hanno obbligati a mangiare nonostante i conati di vomito oppure a mangiare al mattino un cibo della sera prima. Può verificarsi anche se ci è capitato di trovare un insetto nella verdura.

Donna con fobie alimentari che cerca di mangiare le verdure.

Fobie alimentari e disturbi del comportamento alimentare

Le fobie alimentari possono iniziare con un solo alimento per poi estendersi ad altri. Ciò può limitare fortemente la dieta provocando anche un eccessivo dimagrimento.

Questa conseguenza è comune ad alcuni disturbi del comportamento alimentare, come l’anoressia nervosa. In questo caso, il dimagrimento è prodotto da una deliberata riduzione della quantità e della varietà di cibo ingerito come modo per controllare il peso. Proprio in ciò risiede la differenza principale.

Mentre nelle fobie alimentari la paura riguarda aspetti relativi al cibo, come il gruppo di appartenenza o lo stato di conservazione, nei disturbi del comportamento alimentare si prova un timore patologico di ingrassare.

Per questo è importante esplorare le motivazioni del dimagrimento, la paura che lo ha provocato, visto che disturbi diversi richiedono approcci diversi.

Alcune osservazioni sulla cura

L’intervento in caso di anoressia nervosa si concentra sulla riabilitazione nutrizionale al fine di garantire la stabilità biologica della persona prima di lavorare a livello cognitivo, sulla distorsione dell’immagine del proprio corpo, sulle credenze sopravvalutate sul peso corporeo, ecc.

Nel caso delle fobie alimentari, se le conseguenze sono gravi e durano da tempo, può essere necessario ristabilire il peso come primo passo. La cura della fobia, poi, deve essere orientata a favorire il contatto progressivo con lo stimolo fobico per cercare di decondizionare la paura.

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