Frances Farmer: l’attrice con carattere sottoposta a lobotomia

· 14 settembre 2017

Era una donna diversa, forse troppo audace per quegli anni ’40, quando per essere attrice era sufficiente essere bella ed obbediente. Frances Farmer osò essere testarda e fu definita isterica. Osò far sentire la sua voce e chiedere ruoli più profondi e per questo la chiamarono ingenua. Quando voleva fuggire da quel mondo, ormai era troppo tardi, fu allora che la definirono “pazza”.

Molto probabilmente oggi solo poche persone ricordino il nome di Frances Farmer. È un’altra figura femminile che si perde nella nebulosa del tempo, dietro quella tenda polverosa dove spesso si accantonano le storie interessanti e sempre spietate che riflettono una precisa epoca, ma che ancora oggi sono un contenuto grido d’aiuto che merita di essere ricordato.

“L’unica cosa che mi rasserena è la consapevolezza di essere stata autentica”

-Frida Kahlo-

Tuttavia, nel mondo della psichiatria il nome di questa attrice è ben noto per diversi motivi: i trattamenti psicologici a cui questa donna è stata sottoposta per diversi anni riflettono un tempo scuro e terribile, nel quale le donne, come spesso accade, erano le vittime più comuni.

Frances Farmer: una donna educata a far sentire la sua voce e ad essere famosa

Attualmente disponiamo di una vasta documentazione sulla vita di Frances Farmer. Sua sorella pubblicò il libro “Look Back in Love”, nel quale si raccontato tutte le terribili esperienze che la giovane attrice dovette subire durante gli anni del ricovero in diversi ospedali psichiatrici. Con la ricerca “Will There Really Be a Morning?” si riflette anche sulla sua personalità, sul suo ambiente familiare e se ha davvero sofferto, come si è detto, di problemi di schizofrenia paranoica.

Ad ogni modo, come sempre in casi così complessi, non è possibile tralasciare due elementi fondamentali: l’istruzione e il contesto storico. Se abbiamo affermato che Frances era una donna troppo audace per il suo tempo, è per un  motivo ben preciso: la madre l’aveva educata sin da bambina a dire la sua, a dare la propria opinione senza paura e a guardare il mondo che la circondava sempre con un occhio critico.

Già adolescente, era oggetto di articoli nei giornali locali di Seattle per aver tenuto discorsi sui diritti delle donne o sull’ateismo, basato principalmente sull’eredità del filosofo Nietzsche. In seguito, la madre la iscrisse ad una scuola di teatro, con lo scopo specifico non di soddisfare una voglia personale della figlia, ma un proprio desiderio che era stata incapace di realizzare nella sua giovinezza, ovvero di essere una famosa stella del cinema. Un obiettivo che Frances raggiunse mentre frequentava l’università e che non le impedì di mantenere uno dei suoi principali hobby: scrivere articoli critici sulla società dell’epoca.

Non parlare, non contestare, obbedisci

Nel 1935, dopo l’ennesimo ruolo interpretato sul grande schermo, Frances Farmer riuscì a realizzare il suo obiettivo principale: ottenere la laurea in giornalismo. Tuttavia, prima che iniziasse a proiettare la sua vita in quel campo, sua madre la convinse a posticipare temporaneamente i propri obiettivi come giornalista e a dedicarsi ancora per qualche anno al mondo dello spettacolo. Frances si convinse e il suo agente le preparò una audizione alla Paramount Pictures.

L’audizione non poteva essere più semplice: indossare un bel vestito, sedersi e guardare la fotocamera. Frances Farmer possedeva una bellezza classica, ma nella quale si poteva scorgere facilmente e velocemente l’audacia e la più erotica seduzione, elementi più che sufficienti per l’industria cinematografica. Le venne offerto un contratto di 7 anni, tutto quello che doveva fare era obbedire, imparare il copione e andare ogni tanto alle feste dei dirigenti, ovviamente tacendo su ciò che in questi incontri sarebbe potuto accadere.

Frances si ribellò contro questo mondo. Odiava i ruoli di donna ingenua che le offrivano. Detestava la stampa e, soprattutto, il fatto di dover rispettare un altro copione nella sua vita, l’ennesimo, in cui tutto doveva essere avvolto nel glamour e in una squisita falsità. Tuttavia, cedette. La madre e gli agenti non solo la convinsero ad accettare, ma anche a sposarsi con un attore con il fine di consolidare il suo profilo di stella emergente del cinema.

Ansia di libertà e camicia di forza

Il declino della carriera di Frances Farmer non tardò a iniziare. Iniziò a rifiutarsi di girare alcune scene, di imparare alcuni copioni e rivide i contratti con i suoi agenti. Di notte, spesso guidava a lungo, per saziare il suo desiderio di libertà e il suo bisogno di fuggire da tutto, compresa da sé stessa. Premeva l’acceleratore in una fuga impossibile che spesso finiva male. Divenne ben nota alla polizia di Santa Cruz per guida in stato di ebbrezza e spericolata, cosa che le fece ricevere varie multe.

“A volte penso che il mio cuore sia intagliato nella pietra”

-Frances Farmer-

La situazione si complicò quando aggredì uno dei dirigenti più importanti di Hollywood. Dopo questo episodio, fuggì, ma non arrivò molto lontano, la polizia la inseguì e tra urla, calci e vani tentativi di liberarsi di tutte le ombre di autorità che cadevano sulla sua persona, si giunse ad un accordo: farla ricoverare in un centro psichiatrico per placare la sua ribellione, il suo carattere, la sua personalità reazionaria.

 

I medici le diagnosticarono problemi di “schizofrenia paranoica”. Vene trattata con la classica terapia elettroshock, con la terapia del coma insulinico, anche detta cura di Sakel. Dopo alcuni mesi di ricovero, uscì e decise di interrompere per sempre la sua carriera di attrice e stella del cinema, per stare per sempre lontano da quel mondo opprimente e denigratore.

Tuttavia, Lillian Farmer, la madre di Frances, riteneva che sua figlia non fosse guarita, non fosse mentalmente stabile, e con l’aiuto dei dirigenti di Hollywood riuscì a farla nuovamente ricoverare in una struttura psichiatrica.

Cinque anni nell’abisso 

Frances Farmer venne ricoverata presso l’ospedale psichiatrico di Steilacoom a Washington. Vi passò ben 5 anni, poi narrati dalla sorella nel libro citato. Ai già pesanti trattamenti psichiatrici, si aggiunsero le azioni più terribili: abusi sessuali e ripetute molestie. Infine, come successivamente testimoniato da una delle infermiere del centro, Frances Farmer venne sottoposta ad una lobotomia senza il consenso della famiglia. L’obiettivo? Appianare la sua personalità, il suo brutto carattere, la sua isteria…

Dopo quei 5 anni di reclusione, abusi e traumi, la giovane star non era più la stessa. Apparì in qualche intervista, in alcuni spettacoli di teatro e in alcune serie televisive, e la sua semplice presenza generava morbosità. Tuttavia, il suo atteggiamento era ormai pacato, la sua forza era persa, il suo carattere era sfumato e la sua vera bellezza, quella che definiva la vera Frances Farmer, era stata rubata, estirpata.