Frasi di Antonio Tabucchi su cui riflettere

22 settembre, 2019
Nelle parole di Antonio Tabucchi troviamo un pensatore critico, ma sereno. Le sue affermazioni umanistiche gettano luce sul panorama attuale, un mondo in cui gran parte dei suoi pilastri hanno perso significato.

Le frasi di Antonio Tabucchi hanno un incanto speciale, con la loro freschezza e semplicità. Non potrebbe essere altrimenti per uno scrittore la cui opera è incentrata sulla vita dell’uomo comune, ma capace di rivelare verità universali.

Innamorato del Portogallo, Tabucchi nacque a Pisa lo stesso giorno in cui gli alleati bombardavano la città per liberarla dai nazisti. Da ragazzo fu lettore vorace e soprattutto viaggiatore entusiasta. Molte frasi di Antonio Tabucchi, quindi, alludono a questi temi.

La memoria e i sogni occupano un posto altrettanto importante nell’opera di questo grande scrittore, ammiratore di Fernando Pessoa quasi fino al delirio. Questa influenza, e una personale analisi della realtà dei nostri tempi, ne hanno fatto un romanziere contemporaneo di spicco. A seguire vi presentiamo alcune delle più note citazioni di Antonio Tabucchi.

“La notte è calda, la notte è lunga, la notte è magnifica per ascoltare storie”.

-Antonio Tabucchi-

7 frasi di Antonio Tabucchi

Libro con pagine ingiallite

1. Si resta per sempre nella propria terra d’origine

Sono diverse le frasi di Antonio Tabucchi che parlano delle sue origini. Ciò si deve, in parte, alla sua passione per l’opera di Fernando Pessoa che lo portò in Portogallo, paese di cui si innamorò perdutamente.

In questa frase sembra voler chiarire la sua posizione al rispetto: “Io non ho mai abbandonato la mia terra, disse Pereira, sono piantato per terra come una zeppa“.

Questa idea non si applica solo alla sua vita personale, ma a tutti coloro che lasciano il paese in cui sono nati. Per lontano che si vada, le radici restano sempre nella terra in cui si sono formate.

2. La memoria

La memoria è un altro tema ricorrente nelle frasi di Antonio Tabucchi. “A conti fatti, della vita è più quello che non si ricorda di quello che si ricorda“. Si riferisce ai capricciosi meandri del passato all’interno della nostra mente.

Oggi sappiamo che la memoria è creativa e dotata di immaginazione. Le stesse caratteristiche si applicano anche all’oblio. Infine, ciò che dimentichiamo è molto più corposo di quello che riusciamo a preservare in quel mondo immaginativo che è la nostra memoria. 

3. Le convinzioni e il cuore nelle frasi di Antonio Tabucchi

La frase che stiamo per presentare esprime l’eterno conflitto tra ciò che si pensa e ciò che si prova. Tabucchi lo esprime in questo modo: “È difficile avere una convinzione precisa quando si parla delle ragioni del cuore“.

I sentimenti sono spesso ambigui. Le convinzioni che nascono da ragioni soggettive tendono a essere fragili, o quanto meno confuse. Sotto questo aspetto, la ragione è un punto di riferimento più affidabile.

4- Ibridazione e mescolanza delle razze

Antonio Tabucchi era un grande viaggiatore, mosso da una profonda curiosità. Desiderava conoscere altri modi di essere, di pensare, di vivere. Si accostava al diverso con un atteggiamento aperto e una grande capacità di meravigliarsi.

Era pertanto convinto che i purismi demografici fossero insipidi e poco arricchenti. In un’intervista disse: “Il sale di qualunque civiltà interessante è la mescolanza“. Quanto più variegata è una società, più affascinante è il risultato che produce.

5- La politica che non sembra politica

C’è chi pensa che il mondo della politica sia il mondo dei politici. Tuttavia, in una prospettiva più ampia, è chiaro che il potere pervade la nostra vita quotidiana in molti modi, indipendentemente dal fatto che si prenda parte alla politica attiva.

Tabucchi disse: “Il mio compito è vedere cosa sta facendo la politica, non è fare politica“. Si riferiva all’indagine di quelle realtà in cui entra in gioco il potere, a prescindere dalle azioni dei singoli attori del panorama politico.

Testa umana composta da ingranaggi

6- L’ideale delle perfezione nelle frasi di Antonio Tabucchi

Questa frase di Tabucchi sulla perfezione è fantastica, e potrebbe anche diventare un mantra per le nostre democrazie. “La perfezione genera ideologie, dittatori e idee totalitariste”. È una critica a un ideale che spesso ci ha condotto al disastro.

In termini di famiglia, di educazione e in tutti gli altri ambiti della nostra società, la grande richiesta di perfezione porta unicamente all’arbitrarietà. È la forma meno perfetta di entrare in contatto con gli altri esseri umani.

7. La memoria attuale

Tabucchi è stato anche molto critico sul modo in cui circola la conoscenza e su come si configurano le relazioni al giorno d’oggi. Potremmo definirlo un critico della “postmodernità”.

Non ci sorprende, quindi, un’affermazione come: “Oggi, nell’era postmoderna, viviamo in un presente eterno, come lo ha definito Marc Augé, in cui la memoria è un encefalogramma piatto”.

Gli eventi si susseguono in modo così rapido che, in un contesto di così alta banalizzazione, non vengono quasi più registrati nella memoria.

La scrittura di Antonio Tabucchi è viva e divertente; racconta spesso di persone che non ottengono quello che vogliono o, semplicemente, non sanno desiderare. Leggerlo è un’esperienza unica, una promessa di grandi sorprese e riflessioni.

  • Capano, D. A. (2007). El errático juego de la imaginación: la poética de Antonio Tabucchi. Editorial Biblos.