Frasi di Nicanor Parra, l’antipoeta

· 10 Dicembre 2018

Le frasi di Nicanor Parra non parlano di poesia, ma di antipoesia, come lui stesso ha dichiarato. È stato un letterato che ha vissuto più di un secolo senza mai smettere di sorprendere i lettori con il suo modo particolare di vedere e di esprimere il mondo.

L’antipoeta Nicanor Parra nacque il 5 settembre 1914 a San Fabián de Alico, in Cile. Figlio di un musicista e maestro elementare e di una sarta di origini contadine, fin da piccolo venne stimolato ad apprezzare l’arte popolare. I genitori gli inculcarono una forte coscienza sociale che traspare fortemente dalle sue opere.

Né molto sveglio né stupido da legare. Fui quello che fui: un miscuglio di olio e aceto da mangiare. Un insaccato di angelo e bestia!

Nicanor Parra

Vinse il Premio Nacional de Literatura 1969, il Premio Reina Sofía per la poesia nel 2001 e il Premio Cervantes nel 2011. Eterno candidato al Premio Nobel, non lo vinse mai. Morì a 103 anni, circondato dall’amore dei suoi lettori. Ecco alcune delle sue frasi più belle e indimenticabili.

Frasi di Nicanor Parra

Statistica

L’antipoesia è caratterizzata da un marcato distacco dalla poesia tradizionale. Utilizza temi, strutture e linguaggi bizzarri. Si tratta di una corrente che vuole dimostrare che la poesia non sempre si fa con complicati giochi di parole.

NIcanor Parra al mare

Le frasi di Nicanor Parra sono antipoetiche e non seguono alcuna metrica. “Ci sono due pagnotte. Lei ne mangia due. Io nessuna. Consumo medio: una pagnotta per persona”. Con ironia e umorismo, Parra fa riferimento alle contraddizioni della statistica applicata all’ambito sociale.

La risposta dell’oracolo

Uno degli aspetti a cui si dedica l’antipoesia di Nicanor Parra è l’assurdo. L’esplorazione di questa dimensione emerge in molti delle sue antipoesie e frasi: “Risposta dell’oracolo. Qualunque cosa tu faccia te ne pentirai”.

È un bellissimo modo di affermare che non ha importanza ciò che accade o ciò che facciamo. Ci sarà sempre qualcosa di imperfetto o sbagliato in qualche misura. Fare qualcosa implica lasciare da parte qualcos’altro e in qualche modo questo comporta anche un certo grado di pentimento.

La colpa e il perdono

Una delle frasi più famose di Nicanor Parra è “Rubando fiori al chiaro di luna, chiedo perdono a destra e a manca, ma non mi dichiaro colpevole”. I fiori rubati al buio sono fatti di luce, per questo si chiede scusa.

Persona con il volto coperto di fiori

Chi chiede scusa, a ogni modo, non si dichiara colpevole. Che bel modo di dichiarare che, pur avendo commesso un errore, non esiste alcuna forma di pentimento per ciò che si è fatto! È una dichiarazione di intenti: si agisce con convinzione e consapevoli di poter danneggiare gli altri.

Esistono i paesi o è un’illusione?

Il tema politico è ricorrente nell’antipoesia di Nicanor Parra. Non era esattamente sostenitore di alcuna causa, più che altro denunciava le contraddizioni del potere. Il suo era un punto di vista anarchico: né di destra né di sinistra, ma dalla parte della ragione e dell’essere umano.

Un’altra importante citazione di Nicanor Parra recita “Crediamo di essere un paese, ma la verità è che siamo a malapena una paesaggio”. Questa affermazione è un chiaro rifiuto dei concetti politico-amministrativi creati dall’uomo. La terra non distingue paesi e stati. Sono gli uomini a mettere confini. In realtà, esiste solo un paesaggio.

I nomi delle cose

L’antipoeta Parra riflette anche sulla poesia e sul ruolo del poeta. Una delle sue frasi recita “Il poeta non mantiene la parola data se non cambia i nomi delle cose”.

Uomo nasconde una rosa nera dietro la schiena

Poesia è innanzitutto dare nomi nuovi al mondo e alla realtà. Battezzare nuovamente gli oggetti fisici e mentali. In altre parole, dire le cose in maniera diversa da come sono state dette fino al momento attuale e guardare ciò che esiste con una prospettiva nuova.

Vi abbiamo riportato solo alcune delle più belle frasi di Nicanor Parra, l’antipoeta. La sua terra natale e il mondo intero piangono la sua scomparsa. Tuttavia, rimane ai posteri la testimonianza di un uomo che ha fatto della parola un’autentica creazione.