Statistica in psicologia: perché è utile?

· 6 ottobre 2018

Gli studenti di psicologia prima o poi devono affrontare l’esame di statistica. Pensavano di aver finalmente detto addio ai numeri, invece si ritrovano a studiare questa inquietante materia. A cosa serve la statistica in psicologia? Perché è utile per lo psicologo o per chi si interessa di psicologia?

Chi frequenta la facoltà di psicologia dovrà sostenere esami quali “Fondamenti di ricerca”, “Analisi di dati”, “Metodologia della ricerca”, “Psicometria” e simili. Si tratta di materie che hanno un denominatore comune, la statistica in psicologia, e che in genere non sono molto apprezzate dagli studenti di questa facoltà.

In questo articolo cercheremo di rispondere alle domande sulla statistica che molti alunni si pongono, affrontando il tema della psicologia come scienza e dell’utilità della statistica in quest’ambito.

La ricerca e la metodologia nella psicologia

La psicologia è una scienza. Tutte le conclusioni in questo campo derivano (o dovrebbero derivare) dall’applicazione di un sistema esaustivo e affidabile denominato metodo scientifico. Tale metodo si basa sull’accumulo progressivo di prove attraverso diverse risorse matematiche.

Studentessa di statistica

La psicologia è una disciplina molto amplia con applicazioni in diversi campi: clinico, educativo, sportivo, sociale, aziendale, ecc. Alla base di tutto, però, vi è la ricerca, cioè il riscontro dell’efficacia dei procedimenti che poi vengono messi in pratica. La ricerca richiede l’impiego della statistica. Nel trarre conclusioni veritiere circa la realtà osservabile, c’è bisogno della matematica per avvalorare il significato dei risultati ottenuti attraverso gli esperimenti e lo studio.

Se non esistesse la statistica in psicologia, non potremmo sapere se i risultati osservati sono validi e affidabili. Una corretta metodologia e lo studio matematico danno, invece, sicurezza alla ricerca, il che risulta utile quando vogliamo applicare i dati a situazioni reali.

La psicologia è una scienza, e per questo deve avvalersi di un sistema astratto che le consenta di lavorare lontano dall’ambito della soggettività. Questo sistema è il metodo scientifico e uno dei suoi aspetti essenziali è la statistica. Per questo motivo, è importante che gli psicologi studino statistica e ne comprendano i rudimenti.

L’utilità della statistica in psicologia

Molti potrebbero pensare che non ci sia una utilità immediata della statistica in psicologia. Qualsiasi studente si renderà però conto, nel corso della sua carriera universitaria, di aver bisogno di una simile risorsa matematica per comprendere la psicologia in maniera approfondita.

Parliamo di dati, indagini statistiche e relativi studi, con coefficienti di validità e di affidabilità dei test usati in terapia, con modelli matematici dei processi cognitivi, ecc.

Per ovvi motivi, se volete dedicarvi alla ricerca in psicologia (o più semplicemente alla ricerche che vengono pubblicate al di là della divulgazione), sappiate che la metodologia e la statistica sono essenziali per avvalorare il peso delle conclusioni a cui siete giunti. Potrete verificare fino a che punto il processo utilizzato dai ricercatori si rivela utile e appropriato o quanto sono affidabili i risultati ottenuti.

Profilo di persona

La psicologia clinica, così come gli altri campi di applicazione, richiede una formazione continua, il che significa che bisogna sempre stare al passo con i progressi e i cambiamenti legati alla disciplina in questione. Per conoscere e interpretare le conclusioni della psicologia accademica, è necessaria una base di statistica e di metodologia. Qualsiasi psicologo ha il dovere di conoscere le basi di statistica e analisi di dati.

La statistica in psicologia è un materia che può far sentire gli studenti sotto pressione. Tuttavia, è altamente gratificante e utile saper utilizzare le risorse statistiche, dunque invitiamo tutti gli studenti di psicologia a dedicarsi con entusiasmo allo studio della metodologia e dell’analisi di dati.