Serie Freud: realtà e finzione su Netflix

23 giugno, 2020
La serie "Freud" su Netflix non fa molta luce sulla vita e sul lavoro del padre della psicoanalisi. È una finzione storica basata sull'immaginazione del regista e con pochissime scene basate sulla realtà.

Sigmund Freud è oggetto di discussione frequente: ci capita di parlare di lui in un bar, all’università e ora è diventato il protagonista di una serie. Tuttavia, la nuova serie Freud su Netflix non chiarisce molto sulla vita e il lavoro del neurologo austriaco. Piuttosto, contribuisce a creare ulteriore confusione.

Sono presenti pochissimi dati storici, biografici e accademici, inoltre non sono accurati in quanto si tratta palesemente di una fiction poliziesca. La serie, di fatto, ci mostra un Freud che usa le proprie abilità di psicologo per risolvere crimini, ben lontano dalla realtà.

Il regista Marvin Kren ha dichiarato che non voleva produrre un’opera storica, in quanto rivolta a un pubblico giovane e moderno. A nostro parere, è riuscito a pieno nel suo intento.

La serie Freud è un mix di elementi moderni, provocatori e storici. Ora, cosa c’entra il padre della psicoanalisi con i crimini e le sedute spiritiche? Non c’erano già abbastanza polemiche e confusione sulla sua figura?

A quanto pare no, dal momento che la voglia di renderlo un personaggio fittizio non è recente. In questo articolo vi raccontiamo le “incursioni artistiche e cinematografiche” precedenti alla serie Freud di Netflix e chiariremo cosa è vero e cosa no di ciò che vediamo sullo schermo.

Il grande interesse cinematografico intorno a Freud

Attualmente il lavoro di Freud è studiato più nelle discipline umanistiche che nei dipartimenti scientifici. La sua popolarità, di fatto, non è certo dovuta al suo rigore scientifico.

Tuttavia, Freud ha avuto il vantaggio di essere stato uno scrittore estremamente abile a illustrare la psicoanalisi facendo riferimento al lavoro di grandi artisti, come Shakespeare, Dostoyevski e Leonardo Da Vinci.

Scena di ipnosi nella serie Freud

Il suo lavoro e le sue ipotesi teoriche raggiungono il pubblico con interesse, in gran parte grazie all’arte e al cinema. “Non occorre leggere Freud per vivere in un mondo in cui è importante o per pensare in maniera freudiana”, afferma Stefan Marianski del Freud House Museum di Londra.

A questo proposito Nicholas Ray, docente all’Università di Leeds, afferma che il lavoro dello psicologo austriaco è stato elaborato e trasformato dalla cultura popolare in una fantasia accogliente e rassicurante.

È evidente nell’opera di Woody Allen, ma anche nelle dinamiche padre-figlio in Star Wars o di Ritorno al futuro. Ancora i romanzi di Virginia Woolf e James Joyce. Salvador Dalí e i surrealisti. I Soprano e Frasiers e il film del 2011 A dangerous method di David Cronenberg in cui Freud è interpretato da Viggo Mortensen.

Tentativi precedenti di realizzare una serie poliziesca su Freud

Il romanzo del 2006 L’interpretazione della morte di Jed Rubenfeld esplora la vita di Freud risolvendo un caso di omicidio. Si basa sulla prima e ultima visita del padre della psicoanalisi a New York nel 1909.

In seguito, nel 2014 Frank Spotnitz, il regista di X-Files, era pronto a scrivere Freud: The Secret Casebook in cui intendeva usare le teorie freudiane per risolvere casi irrisolti. Tuttavia, la serie non è stata mai realizzata.

La serie Freud: cosa è vero e cosa no

Freud nacque a Freiberg, città ora chiamata Pribor, in Repubblica Ceca. La sua famiglia si trasferì a Lipsia e in seguito si stabilì definitivamente a Vienna.

La serie ci offre pochissimi dati certi sulla vita di Freud. Qui di seguito ne abbiamo selezionato alcuni.

Le date riguardanti gli studi medici

Studiò medicina all’Università di Vienna e lavorò presso l’ospedale cittadino. Era il 1881 quando si laureò in medicina all’università. Più tardi, nel 1885, ottenne l’abilitazione e iniziò la sua carriera in neuropatologia come docente  universitario.

La serie è ambientata nel 1886, quindi sembra concordare con quanto avvenuo nella realtà.

La dipendenza dalla cocaina

Freud iniziò a provare la cocaina in gioventù, pensando che fosse una droga miracolosa. Nel 1884, scrisse un articolo intitolato Über coca, una sorta di elogio a questa sostanza, sbalordito dai suoi effetti fisici e psicologici. Solo più tardi scoprì gli effetti collaterali della dipendenza causata da questo farmaco. La miniserie Nteflix esplora con successo questa sua dipendenza dalla cocaina.

Foto in bianco e nero di Freud

La pratica psicoanalitica precoce con Breuer

Nel 1886, Freud cominciò a usare l’ipnosi nel suo studio privato a Vienna. All’epoca si trattava di un approccio piuttosto impopolare.

La serie Netflix esplora questa parte della sua vita adottando, tuttavia, il punto di vista del suo amico e studioso di psicoanalisi Josef Breuer, con il quale collaborò alla stesura di Studi sull’isteria.

Il lavoro mette in evidenza le esperienze di Breuer nel trattamento della paziente Anna O, a cui venne diagnosticata l’isteria. A causa dell’incoerenza dei risultati, Freud alla fine abbandonò la tecnica dell’ipnosi e sviluppò quella della libera associazione. L’intera relazione di Breuer con il suo mentore non è chiara nella serie.

La relazione con Fleur Salomé nella serie Freud

Un altro dato della serie che sembra essere basato sulla vita reale di Freud riguarda il personaggio di Fleur Salomé, una sensitiva che si unisce alla trama per aiutare a risolvere i casi. Il personaggio sembra essere basato su Lou Andreas-Salomé.

Sono state avanzate diverse supposizioni sulla presunta relazione sentimentale tra Freud e Lou Andreas-Salomé, ma non ci sono prove tangibili in merito. La serie è ambientata nel 1880, mentre si ritiene che lo psicologo e la donna si siano conosciuti solo nel 1911.

Detective per i casi di omicidio

Sigmund Freud non ha mai condotto indagini criminali e non ha mai contribuito a risolvere crimini di alcun tipo. Nella serie Netflix, partecipa anche a oscure sedute spiritiche. Ma nella realtà non c’è alcuna traccia di simili avvenimenti.

Freud era un grande lettore di romanzi polizieschi, questo è certo, tra cui quelli su Sherlock Holmes. Questo ci porta a pensare che forse, sebbene non abbia risolto dei crimini nella vita reale, potrebbe essere stato incuriosito da essi.

Come vediamo, gli otto capitoli della serie Netflix ci mostrano ben poco le teorie del padre della psicanalisi. Sicuramente, però, alcuni aneddoti sul suo conto hanno alimentato l’immaginazione del regista e dello sceneggiatore.