Galeno, biografia di un medico brillante

19 settembre, 2020
Galeno è riconosciuto per le sue incredibili scoperte nate da una fervida curiosità. In un'epoca quasi totalmente priva di mezzi diagnostici e di conoscimenti nel campo della biologia, riuscì a stabilire idee e principi che sarebbero stati alla base della pratica medica per secoli.

Il nome di Galeno è talmente legato alla storia della medicina che l’aggettivo “galenico” è tutt’oggi usato in riferimento ai medicinali. Dopo Ippocrate, è considerato il più celebre rappresentante nel campo della salute nell’antichità. Il suo contributo fu determinante per le scienze mediche come le conosciamo oggi.

Gli studi di Galeno hanno guidato la medicina per più di mille anni. Le sue ricerche sul corpo umano hanno stabilito le basi di tutta l’anatomia. Tra i suoi innumerevoli contributi, rientra la scoperta che nelle vene non scorresse aria, bensì sangue. Così come la descrizione delle valvole del cuore, delle funzioni dei reni e della vescica e di alcune nozioni basilari del cervello.

Galeno fu anche il primo a vivere e descrivere un’epidemia. Fu testimone in prima linea della peste Antonina, conosciuta anche come la peste di Galeno. La pestilenza segnò una divisione nella storia del mondo antico, e anche se i medici non la compresero del tutto, lasciarono dati importanti sulla stessa.

“Ricordati che il miglior medico è la natura: guarisce i due terzi delle malattie e non parla male dei colleghi.”

-Galeno-

Vene rosse all'interno del sistema circolatorio.

Galeno, un predestinato?

Galeno nacque intorno al 129 o 130 d.C. a Pergamo, città che all’epoca rientrava nei territori greci ma che oggi è parte della Turchia. Il nostro medico nacque in seno a una famiglia aristocratica e benestante. Il padre, Elio Nicone, fu un prospero architetto e proprietario terriero. Di sua madre si sa ben poco, eccetto che aveva un temperamento difficile.

Ad ogni modo, i genitori di Galeno si assicurarono che il figlio ricevesse una solida educazione. Si dice che una notte suo padre sognò uno degli dèi della medicina, Asclepio o Esculapio. Il dio gli riferì in sogno che suo figlio avrebbe dovuto studiare medicina, motivo per cui incitò Galeno a seguire questa professione.

Galeno studiò inizialmente nel tempio di Asclepio di Pergamo, dove ricevette nozioni di medicina e di religione per l’epoca avanzate. Il futuro medico andò poi a studiare a Smirne e Corinto, dove divenne familiare con l’opera di Ippocrate che influenzò significativamente la sua formazione.

Un medico di rilievo

Trasferitosi ad Alessandria, la vera mecca della conoscenza per l’epoca, Galeno completò la sua formazione principalmente in anatomia e fisiologia. Nella metropoli ebbe modo di dissezionare cadaveri, comprendendo al meglio il funzionamento del corpo umano.

Tornò alla sua città natale in occasione della morte del padre. Lì divenne medico per la scuola dei gladiatori, dove prese confidenza con i colpi e le ferite. Esercitò la professione per circa quattro anni, durante i quali la sua fama di grande guaritore continuò a crescere.

Nell’anno 162 andò a vivere a Roma, “la capitale del mondo” di allora. Lì il suo prestigio crebbe al punto che assunse il ruolo di medico personale di vari imperatori: da Marco Aurelio a Comodo e Settimio Severo. Il soggiorno romano gli permise di dare adito alla sua carriera da ricercatore: si crede che durante quest’epoca scrisse quasi 400 opere, delle quali solo 150 furono conservate.

Statua di Marco Aurelio su sfondo nero.

Un segno indelebile

Poiché a Roma era vietato dissezionare cadaveri, Galeno dovette fare pratica sui corpi di animali, vivi o morti che fossero. Ciò rese comunque possibile la sua comprensione del funzionamento di base dei reni e del midollo osseo. Purtroppo, molti dei suoi scritti andarono perduti in un incendio nel 171.

La sua opera principale fu Methodo medendi, o metodo terapeutico, trattato che restò in vigore per ben 15 secoli nella medicina. L’opera di Galeno fu fondamentale anche per il campo della farmacopea. Una delle sue più grandi virtù fu quella di essere un ricercatore affermato, ossia un uomo di scienza che partiva dalle prove concrete per costruire i suoi conoscimenti.

Galeno era anche convinto che la conoscenza in medicina dovesse necessariamente essere accompagnata da una profonda etica. Riteneva che la medicina fosse in primis un’arte filantropica, che il medico dovesse essere uomo di virtù e disciplina, e che doveva essere caratterizzato dalla temperanza d’animo.

Prima di morire, l’ormai noto medico tornò a Pergamo, la sua città natia, dove morì nel 216. Oggi possiamo affermare con certezza che, senza Galeno, il progresso in ambito medico e chimico-farmaceutico non sarebbe stato così rapido.

Rodríguez, R. M. M., & Ballester, L. G. (1982). El dolor en la teoría y práctica médicas de Galeno. Dynamis: Acta Hispanica ad Medicinae Scientiarumque Historiam Illustrandam, 2, 3-24.