Gelosia infantile: come gestirla?

21 settembre, 2020
La gelosia infantile è fonte di sofferenza sia per i più piccoli sia per gli adulti. Se si protrae nel tempo, può persino nuocere gravemente alle relazioni.

C’era una volta un bambino che sentiva di essere al centro dell’universo. Tutta l’attenzione dei genitori era rivolta a lui… e solo a lui. Ma un bel giorno, ricevette una notizia che per lui non fu affatto bella: la nascita di un fratellino. Non la prese affatto bene. Per fortuna, i genitori compresero subito che averebbero dovuto lavorare al più presto sulla gelosia infantile del primogenito, prima che il problema potesse aggravarsi.

Purtroppo, però, dopo poco tempo vennero sopraffatti dai mille cambiamenti e la gelosia del bambino diventò cronica e persino più intensa. Fu così che il rapporto del piccolo con il fratellino, poco a poco peggiorò, e tutta la famiglia fu travolta dalla situazione.

Il problema vi è familiare? In questo caso lo abbiamo affrontato come fosse un racconto, ma è una situazione che si verifica molto più spesso di quanto si possa pensare e che può persino causare grandi sofferenze. E non riguarda solo l’arrivo di un fratellino. Le ragioni alla base della gelosia infantile possono essere molto diverse tra loro.

Ma allora, come comportarsi? La gelosia infantile può essere giustificata o meni, ma esiste ed è reale. La prima cosa da fare per evitarla è dunque un buon lavoro di prevenzione. Osservare le cause per analizzare i sintomi e, infine, se necessario, richiedere l’intervento di uno specialista.

A ogni modo, prima di entrare nel vivo delle strategie per la gestione della gelosia infantile, proviamo a capire meglio di cosa si tratta e come si manifesta.

Primogenito geloso del fratellino.

Cos’è la gelosia?

La gelosia si può definire come uno stato soggettivo che provoca una sensazione di frustrazione. Nasce dalla convinzione di non essere ricambiati dalle persone amate, come nel caso di genitori, fratelli, partner, parenti… Succede anche con gli animali domestici. A volte non è nemmeno interpretata come mancata corresponsione, ma come mancanza dell’intensità e della frequenza desiderata o di cui si ha bisogno.

La gelosia può anche essere ingiustificata: il bambino continua a ricevere le stesse attenzioni di prima, anche più del fratello, ma nella sua mente la sofferenza è reale. Ciò potrebbe anche essere dovuto a un disturbo clinico che richiede l’attenzione di uno specialista.

Nel caso dei bambini, si potrebbero provare anche sentimenti di invidia e di risentimento. Si tratta di una distorsione cognitiva che potrebbe avere ripercussioni nel futuro.

Gelosia infantile: essere gelosi dei fratelli

È un sentimento piuttosto comune nei bambini e in genere è il prodotto di fattori ambientali ed evolutivi spesso anche importanti. I fattori potrebbero anche essere genetici e possono avere conseguenze nella sua vita da adulto.

Gelosia evolutiva

Dipende dalla fase evolutiva del bambino. La fascia d’età tra i 2 e i 5 anni è il momento più critico per la nascita di un fratellino, in quanto si tratta della fase di attaccamento, ciò rende la situazione particolarmente delicata.

Stili genitoriali

Lo stile educativo dei genitori o delle figure di riferimento primarie, così come il clima familiare, sono fattori altrettanto importanti da prendere in considerazione per l’evoluzione e lo sviluppo dei bambini e della loro reazione alla gelosia.

Fattori ambientali

Un altro punto chiave. Dipendono dall’ambiente circostante, non solo dalla famiglia. Le sue esperienze, le sue abilità di socializzazione, la sua tolleranza e le possibili carenze emotive… Tutto può influire in questi casi.

I sintomi della gelosia infantile

Diversi sintomi possono indicarci che il bambino prova gelosia. Vediamone alcuni:

  • Sbalzi d’umore ingiustificati.
  • Segni di infelicità come il pianto immotivato.
  • Nuovi comportamenti come fare la pipì a letto o inappetenza.
  • Cambiamenti nell’espressione gestuale e verbale.
  • Atteggiamenti negativi, il bambino si comporta in modo testardo e difficilmente ubbidisce.
  • Nega sistematicamente i propri errori e tende a incolpare gli altri.

“Colui che è geloso non è mai geloso di ciò che vede; ciò che immagina è sufficiente”.

-Jacinto Benavente-

Bambino geloso del fratello più piccolo.

Strategie per gestire la gelosia infantile

Diverse strategie possono rivelarsi utili nella gestione della gelosia infantile. Vediamo, qui di seguito, le principali:

  • Identificare l’origine della gelosia: bisogna conoscere bene il bambino e il suo contesto. Una volta individuata la fonte della gelosia, potremo agire di conseguenza.
  • Coinvolgere tutti gli attori: una volta chiara l’origine della gelosia, dovremo impostare alcune regole da seguire, le quali dovranno essere rispettate da tutte le persone che interagiscono con il bambino, come familiari, educatori, ecc.
  • Evitare il trattamento preferenziale: se in famiglia ci sono più figli, bisogna evitare il trattamento preferenziale per uno in particolare.
  • Rinforzo positivo per sottolineare i successi, senza porre troppa enfasi sugli aspetti negativi.
  • Distogliere l’attenzione dagli attacchi di gelosia: ovvero capricci, disobbedienza intenzionale, ecc.
  • Svolgere più attività familiari e giochi di gruppo.
  • Reagire con calma: è estremamente importante reagire con calma agli episodi di gelosia. Bisogna evitare il più possibile strilli e rimproveri.
  • Parlare dei privilegi legati alla situazione: se la gelosia del bambino è diretta al fratello minore, parliamogli dei vantaggi dell’essere il più grande o che avrà qualcuno con cui giocare, ecc.

Lavorare sulla gelosia infantile è estremamente importante, in quanto, come affermato, è fonte di sofferenza che può ripercuotersi anche sui rapporti interpersonali.

Se non si riesce a gestire la situazione, è consigliabile rivolgersi a un professionista per una prima valutazione e, nel caso, avviare l’intervento più adatto alla situazione.

Dalloz. D. (2003). Los celos. Madrid: Ediciones Internacionales Universitarias.

Polaino-Lorente. A. (1991). Hijos celosos. Barcelona: Ediciones CEAC.