Generazione boomerang: i figli che tornano a casa

· 8 agosto 2018

Uno dei fenomeni in più rapida crescita nel mondo occidentale è quello della generazione boomerang: figli che tornano dai genitori dopo essere stati indipendenti per un po’ di tempo. Questa indipendenza può assumere molte forme: dai ragazzi che vivono in una residenza durante gli anni universitari ai giovani adulti che devono tornare a casa dopo aver perso il lavoro.

Alcuni esperti considerano anche i giovani parzialmente dipendenti dai genitori da un punto di vista economico come parte della generazione boomerang. Questi giovani vivono da soli, ma ricevono un aiuto finanziario dai genitori.

Negli ultimi decenni questa tendenza è aumentata enormemente nei paesi dell’Europa occidentale e del Nord America, mentre è un fenomeno molto raro nei paesi dell’Europa orientale o in Asia; ed era impensabile solo pochi anni fa. Ma quali sono i motivi alla base della comparsa della generazione boomerang?

Donna con la valigia

Generazione boomerang: positivo o negativo?

Alcuni esperti decidono di concentrarsi sullo studio dell’elevata percentuale di figli che tornano a casa dai genitori considerandola una cosa positiva. La motivazione a cui si appigliano è che questi giovani non hanno paura di chiedere aiuto, cosa che avrebbe a che fare con la loro maggiore intelligenza emotiva; e anche che questo potrebbe indicare un miglior rapporto con le loro famiglie rispetto a quello delle generazioni precedenti.

Tuttavia, la stragrande maggioranza degli studiosi ritiene che sia un fenomeno negativo. Sebbene ci possa essere un gran numero di ragioni per la comparsa della generazione boomerang, le due più importanti sono senza dubbio le seguenti:

  • Alto tasso di disoccupazione giovanile e aumento dei prezzi.
  • Mancanza di adattamento alla realtà da parte della generazione dei millennial.

Alto tasso di disoccupazione giovanile e aumento dei prezzi

Non è un segreto che il mercato del lavoro non stia attraversando il suo momento migliore. Dopo la crisi economica del 2008 (conosciuta come la Grande recessione, la peggiore crisi dal 1929), molti posti di lavoro sono venuti meno e adesso è molto più complicato ottenere un impiego.

Questa realtà, che riguarda tutti i settori della società, è particolarmente importante tra i giovani lavoratori. Secondo alcuni dati, nel 2017 il tasso di giovani al di sotto dei 25 anni che non riusciva a trovare lavoro era del 40%. E questo numero non dice nulla su altri fattori che influenzano l’economia dei più giovani, quali lavori poco qualificati e i bassi salari.

Se aggiungiamo a questi dati preoccupanti quelli dell’inflazione e dell’aumento dei prezzi (soprattutto degli alloggi), non sorprende che molti giovani vivano a lungo con i loro genitori. In molti casi, dunque, il  motivo principale dell’esistenza della generazione boomerang è economico.

Ragazzo triste

Mancanza di adattamento alla realtà nella generazione dei millennial

Il denaro non è tuttavia l’unica ragione per cui i giovani rimangono con i genitori per molto tempo. A causa di fenomeni come quello dei genitori elicottero, alcuni millennial non hanno abbastanza fiducia in sé stessi per iniziare la propria vita in modo indipendente.

Questa fiducia in sé, fondamentale in tutta la storia dell’umanità, è particolarmente importante oggi a causa dei cambiamenti sociali. Tuttavia, le differenze tra le aspettative dei millennial e la realtà hanno indotto molti di loro a sentirsi persi. Si trovano a metà strada tra due modi totalmente diversi di comprendere il mondo:

  • Quello dei genitori, per i quali il consiglio di “studiare per ottenere un buon lavoro” era ancora valido.
  • Quello dei fratelli minori, che hanno capito che nel mondo di oggi questo approccio non funziona più.

Molti giovani, seguendo i consigli dei genitori e studiando, scoprono che quando finiscono gli studi non riescono a trovare un lavoro. Ma siccome pensano ancora che il mondo sia lo stesso di 50 anni fa, decidono di continuare a formarsi e fanno master, imparano lingue straniere, fanno tirocini non retribuiti…

La conseguenza? A circa trent’anni, molti giovani guadagnano meno di mille euro al mese nonostante lavorino 40 ore alla settimana (e talvolta molto di più). E quel che è peggio, la stragrande maggioranza di loro non è in grado di adattarsi alla nuova realtà sociale e continuerà a cercare di raggiungere lo stesso stile di vita dei propri genitori seguendo un piano che non funziona più.