Gestire il nervosismo durante l'isolamento

07 maggio, 2020
Più i giorni passano, più aumenta il nervosismo. Sebbene non sia possibile scegliere come sentirsi, con un'adeguata gestione emotiva sarà possibile trovare un po' più di calma mentale, necessaria per affrontare al meglio la situazione presente.

Riuscire a gestire il nervosismo durante l’isolamento appare una risorsa indispensabile. Insonnia, Difficoltà di concentrazione, aumento dell’ansia, paura del contagio, pensieri ossessivi e catastrofici… La salute mentale si sta indebolendo con il passare dei giorni, quasi come una crepa che pian piano si allarga sempre più facendoci perdere l’equilibrio.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ci ha avvertito qualche settimana fa: così come dobbiamo preservare il nostro benessere fisico proteggendoci dall’infezione da Coronavirus, è altrettanto essenziale mettere in atto alcune strategie per salvaguardare il nostro benessere psicologico. A ciò si deve la pubblicazione di un documento in cui vengono presentati una serie di consigli, ben accolti dalla popolazione e dai professionisti di salute mentale.

Al di là di tutte le raccomandazioni, tuttavia, dobbiamo tenere ben chiaro in mente che provare dolore, angoscia, paura e persino perdere la speranza è del tutto normale. Non possiamo sottovalutare la situazione attuale né sperare di attenuarne le conseguenze con un panno caldo sulla fronte. Ci troviamo nel bel mezzo di una pandemia, una situazione nuova che ci sta portando tutti, assolutamente tutti, ad attraversare un periodo pieno di angosce.

C’è chi le sa affrontare meglio e chi peggio. Ogni persona, dall’alto della sua esperienza, riesce a gestire le sue emozioni in un determinato modo. Esistono però nuove risorse e abilità che tutti possiamo imparare per gestire il nervosismo durante l’isolamento e nel migliore dei modi. Scopriamo quali sono.

Uomo che non riesce a gestire il nervosismo durante lo isolamento

Strategie per gestire il nervosismo durante l’isolamento

“Mi sento sempre più nervoso, non so cosa farò”, “ho i nervi talmente a fior di pelle che non riesco a dormire”. Queste sono alcune frasi che sentiamo ripetere spesso in questi giorni da parte di amici, familiari, vicini, colleghi di lavoro…

Se alcuni sono già proiettati verso la fine del confinamento, molte persone si trovano ancora nel bel mezzo di una escalation di angoscia e preoccupazioni. Potremmo dir loro di mantenere la speranza, che tutto andrà bene e che manca poco al ritorno alla vita normale.

Eppure, in un angolo della nostra mente sappiamo che queste frasi non aiutano, che le espressioni indorate non servono a cambiare la situazione, soprattutto per una mente appesantita da incertezza e paura.

Quando non si riesce a tirare su d’animo una persona, è fondamentale mettere in atto delle vere e proprie strategie psicologiche. Conoscere le chiavi della gestione emotiva può rivelarsi molto utile durante l’attuale isolamento domiciliare.

Il contratto emotivo: accetto quello che provo, ma non mi lascio travolgere da esso

Per quanto lo desideriamo o ci incitino a farlo, non riusciremo a sostituire la paura con l’allegria, l’angoscia con la felicità. Se in questo momento proviamo nervosismo perché non sappiamo cosa ne sarà del nostro lavoro, a nulla servirà pensare a cose allegre.

L’universo mentale non è un gioco da tavola in cui sostituire una pedina con un’altra. Dobbiamo stipulare, piuttosto, un contratto emotivo con noi stessi. Per riuscirci, occorre seguire i seguenti passaggi:

  • Accettare tutte le emozioni.Dare spazio e accettazione al nervosismo che causa paura, angoscia e frustrazione. Concedere un angolo alla tristezza, per lasciare che si esprima e parli.
  • Ascoltare e convalidare ogni sensazione, sentimento ed emozione, sempre scegliendo di non dare potere agli stati emotivi più avversi. Non bisogna lasciare che influiscano sul nostro comportamento, che ci immobilizzino, che siano presenti 24 ore al giorno impedendoci di essere.

Imparare a calibrare il focus mentale

Il nervosismo è un calderone che intrappola, intensifica e complica tutto. Nella nostra mente si accumulano le preoccupazioni, l’ansia riguardo a cosa potrà accadere domani e in un futuro totalmente incerto. L’ansia emerge di continuo per toglierci il respiro, la voglia e la capacità di controllare.

Come ci ricorda Daniel Goleman nel suo libro Focus, bisogna allenare l’attenzione per guadagnare in termini di benessere. Ciò significa sostanzialmente allenare il nostro focus mentale e calibrarlo.

L’unica cosa che conta è il qui e ora, il presente. Cerchiamo di non anticipare, di non immaginare cose che ancora non sono successe. Chiediamoci di cosa abbiamo bisogno in questo momento per stare bene e mantenere la calma.

Profilo di donna e tramonto

Gestire il nervosismo durante l’isolamento: il potere della connessione

Uno dei segreti per gestire il nervosismo durante l’isolamento è restare connessi. Con questa strategia si aprono diverse strade, tutte con lo stesso fine: connettere mente e cuore a qualcosa che genera pace, equilibrio e un benessere momentaneo che alleggerisca il nodo di pensieri.

  • Entrate in connessione con chi sa ascoltarvi e che riesce a illuminare le vostre giornate con una semplice conversazione.

Attivare valori, significati e propositi: lavorare sulla persona che si vuole essere

Quando il cervello entra in modalità preoccupazione, le priorità vengono perse di vista. In questo stato mentale è l’amigdala ad avere il controllo, ossia la regione che regola la paura e che alle volte annienta la nostra visione del mondo e il nostro comportamento.

In questi casi, per attenuare il termometro del nervosismo quotidiano, dobbiamo trovare un istante di quiete e riflessione. Prenderemo un caffè con noi stessi per farci delle domande decisive: che persona voglio essere, che ricordo voglio avere di come ho affrontato questa situazione un domani.

Non è necessario essere eroi, anzi. Basta capire con chiarezza cosa possiamo e volevamo fare. Ricordarci come persone responsabili, che hanno saputo prendersi cura di sé e dei propri cari, persone che non hanno perso la speranza. Aver creduto nella bontà, nell’umanità, nell’empatia e nella possibilità di continuare a inseguire i propri sogni anche se sembrava impossibile.

Lo psicoterapista Aaron Beck sosteneva che un pensiero semplice e chiaro permette di raggiungere le mete prefissate e di lavorare sul proprio benessere psicologico. Bisogna soltanto concentrarsi sul momento presente e accettare ogni emozione provata, dandole spazio ma con controllo, senza lasciarci guidare dal nervosismo estremo o dal panico.