Allenare l’attenzione secondo Goleman

· 7 Maggio 2019
Allenare l'attenzione è fondamentale per raggiungere il benessere, controllare lo stress e ridurre l'ansia. Come indica Daniel Goleman, dobbiamo assumere il controllo della nostra mente e delle nostre emozioni per raggiungere l'eccellenza nella vita. 

Secondo Daniel Goleman, per allenare l’attenzione dobbiamo concentrarci su due dimensioni che potremmo definire interna ed esterna. In un mondo così ricco di stimoli, pressioni e richieste, trascuriamo l’universo interiore nel quale risiedono i nostri sentimenti, timori e bisogni. Allo stesso modo, forse stiamo anche dimenticando di prestare attenzione agli aspetti più importanti del nostro ambiente circostante.

Concentrarsi, soddisfare, connettere, discernere, soffermarsi, porre l’attenzione… sono tutti processi di base nella nostra vita quotidiana per ottenere il massimo vantaggio dalla nostra realtà. Pensiamoci un attimo. Dimensioni come lo stress, l’ansia o la depressione sono stati che offuscano la nostra vista, confondendo i dettagli con gli elementi superflui.

Quando il cervello mantiene i nostri sensi in allerta, attenti a mille stimoli, mentre esso si occupa di migliaia di pensieri, sensazioni, emozioni e preoccupazioni, il mondo diventa caotico. Nessuno può essere produttivo in un simile ambiente; ma c’è di più, nessuno sarà felice in un microuniverso saturo nel quale non entra nemmeno un fascio di luce.

Nel 2013 Daniel Golem ha scritto Focus proprio con questo scopo: insegnarci ad allenare l’attenzione per uscire da questo labirinto di caos e sofferenza. In un mondo caratterizzato dalla distrazione, siamo obbligati a ricalibrare il nostro sguardo, a restare fermi e avvertire quello che è davvero importante.

In assenza di un’attenzione selettiva, l’esperienza sarebbe un completo disastro.

-Daniel Goleman-

Occhio connessioni allenare l'attenzione

Strategie per allenare l’attenzione secondo Daniel Goleman

Secondo Goleman, per allenare l’attenzione dobbiamo prima di tutti essere consapevoli di un dato importante. L’attenzione, alla pari della maggior parte dei nostri processi psicobiologici di base, è come un muscolo: trae beneficio dall’allenamento.

Se la alleniamo ogni giorno con volontà e determinazione, guadagneremo in termini di benessere. Il segreto è quindi essere consci di questo bisogno. Lo ricordiamo per via di un curioso fenomeno che si sta verificando con una frequenza sempre maggiore.

Ogni giorno che passa i dispositivi elettronici sono dotati di maggiore “intelligenza”. I nostri telefoni cellulari e computer stanno sostituendo a poco a poco molti di quei processi che prima realizzavamo mentalmente. 

Siamo così legati a questi supporti che la nostra attenzione è vincolata quasi esclusivamente a essi e non agli scenari che Daniel Goleman definisce come i più importanti: il nostro mondo interiore e il nostro contesto sociale più significativo.

Trascurando queste sfere e lasciandoci contagiare da tanti stimoli, informazioni, pressioni e dati, poco per volta finiamo per essere sfiniti (infossicati). Si produce il cosiddetto sovrasforzo cognitivo, condizione simile a quando affrontiamo un eccessivo sforzo fisico; non possiamo dare di più e ci debilitiamo.

Questo sfinimento ci rende anche più vulnerabili a numerosi stati avversi: stress, ansia, etc. Alla luce di ciò, vediamo quali pratiche o strategie possono aiutarci ad allenare l’attenzione.

Prendere il controllo della mente

William James è una delle figure più notevoli della storia della psicologia moderna. Ci ha offerto una precisa e stimolante definizione del concetto di attenzione: è la presa di controllo da parte della mente in modo chiaro e vivido di uno tra i vari oggetti o catene di pensieri simultaneamente possibili. 

L’attenzione è uno strumento di potere. È rivolgere lo sguardo, la volontà e la concentrazione su un punto esatto. A sua volta, per ottenere questo controllo, le nostre emozioni devono essere in armonia, raggiungere la giusta calma.

Comprendendo l’anatomia dell’attenzione, ci sarà più facile migliorarla.  

Ragazza con luci in mano

La ricetta dell’autocontrollo

L’allenamento dell’attenzione passa attraverso la pratica dell’autocontrollo. Intorno a noi troviamo numerosi stimoli e idee, dentro di noi ospitiamo molteplici pensieri e sensazioni al punto che la mente, a poco a poco, diventa più erratica, meno concentrata.

Uno studio condotto presso la Pennsylvania State University (Stati Uniti) dalla Dottoressa Heather A. Wadlinger ci rivela che l’attenzione è direttamente relazionata alle emozioni; di conseguenza, proteggendo la prima dimensione, miglioriamo anche la seconda. Ma come riuscirci?

Goleman ci dice che la ricetta dell’autocontrollo per allenare l’attenzione e regolare le emozioni si basa sulla mindfulness o attenzione piena. Così, nel suo libro La forza della meditazione, ci insegna come farlo e i benefici che otteniamo dal millenario esercizio della meditazione.

Connessione interiore ed esterna per allenare l’attenzione

Chi avanza ogni giorno disconnesso dalla propria realtà interiore prima o poi finisce per perdere se stesso. Coloro i quali smettono di connettersi con le persone per loro importanti e con quello che considerano valido nel proprio ambiente perdono qualità di vita e felicità.

Dobbiamo essere capaci di ascoltarci, di non rimandare a domani quello che ci fa male, ci infastidisce o ci preoccupa oggi. Allo stesso modo, è vitale prendere piena consapevolezza di noi stessi, di quello di cui abbiamo bisogno e meritiamo, di quello che accade dentro di noi in ogni momento.

D’altro canto, un aspetto che Daniel Goleman indica come essenziale per allenare l’attenzione è coltivare la nostra empatia. Con essa riusciamo a connetterci meglio con gli altri; con essa scopriamo cosa è importante in noi e anche in chi ci circonda.

Sentiero con scale verso il sole

Facciamo quello che ci piace?

Ti piace quello che fai durante le tue giornate? Questa è una delle domande che Daniel Goleman ci pone nel suo libro Focus. Il celebre autore di Intelligenza emotiva ci ricorda che le persone trascorrono la maggior parte del loro tempo annoiate o stressate.

Il semplice fatto di non trovare significato o un proposito alla nostra vita debilita la nostra attenzione. Non c’è nulla di motivante, non ci sono stimoli né un tale luccichio nella quotidianità che possa spingerci a essere più creativi, e quello che ci interessa perde brillantezza e forza.

A volte tendiamo a cedere alla realtà e a scartare l’idea di imporre le nostre preferenze. Non sempre si ha la fortuna di avere un lavoro appassionante o una routine piena di grandi stimoli. L’ideale è, però, che esista un equilibrio. Dobbiamo avere dei propositi, degli interessi che ci appassionino, ma anche circondarci di persone che diano energia e allegria alla nostra vita. 

Gli obiettivi ci aiutano a concentrarci e uno stato emotivo favorevole stimola una migliore gestione dell’attenzione. Semplici aspetti su cui dobbiamo riflettere per vivere meglio. Alleniamo l’attenzione, evitiamo di perdere l’entusiasmo nei confronti di chi siamo e di quello che abbiamo.

  • Goleman, Daniel (2013) Focus: desarrollar la atención para alcanzar la excelencia. Kairós