Giocare a scacchi: i benefici psicologici

È uno dei giochi più antichi del mondo, per centinaia di anni conosciuto come "il gioco dei re". Giocare a scacchi offre numerosi benefici psicologici. Ne parliamo in questo articolo.
Giocare a scacchi: i benefici psicologici

Ultimo aggiornamento: 14 marzo, 2021

Sapevate che durante il gioco negli esperti degli scacchi esiste un’area del cervello collegata al riconoscimento facciale? In realtà, è l’area che analizza le relazioni spaziali. Giocare a scacchi attiva quest’area perché richiede una comprensione delle relazioni spaziali tra i pezzi.

Non importa se siete giocatori esperti oppure occasionali. In entrambi i casi, si attivano le aree del cervello responsabili delle relazioni spaziali. Ma è stato dimostrato che nei giocatori esperti queste aree si attivano anche con la sola visione della scacchiera e dei pezzi disposti in posizione di partenza.

Curiosità a parte, i benefici offerti dagli scacchi sono molti e importanti. Nelle righe che seguono ne presentiamo alcuni sebbene la scienza continui a indagare e probabilmente ve ne sono molti altri.

Crescita dei dendriti

I dendriti sono le estensioni ramificate dei neuroni. Si occupano di condurre segnali neuronali tra i neuroni. Più la loro crescita è stimolate, più intensa è la ricezione e l’invio dei segnali.

Imparare a giocare a scacchi e farlo regolarmente stimola la crescita dei dendriti. Questo, a sua volta, aumenta la velocità della comunicazione neurale. In altre parole, aumenta il livello di elaborazione e migliora le prestazioni cognitive.

Connessioni tra neuroni.

Si allenano entrambi gli emisferi cerebrali

L’emisfero sinistro si occupa anche del riconoscimento degli oggetti. L’emisfero destro, invece, del riconoscimento degli schemi durante il gioco.

Giocare a scacchi, seguirne le regole e la tecnica costringe il giocatore a utilizzare entrambi gli emisferi cerebrali. Pertanto, la pratica regolare aiuta a sviluppare entrambi gli emisferi.

Giocare a scacchi previene l’Alzheimer

La Albert Einstein School of Medicine della Yeshiva University ha condotto uno studio i cui risultati forniscono dati molto importanti in merito all’abitudine di giocare a scacchi. In quanto esercizio mentale, previene il declino cognitivo.

Giocare a scacchi sembra ridurre significativamente il rischio di demenza e combatterne anche i sintomi. Questo potrebbe applicarsi anche a disturbi come depressione e ansia.

Aiuta a trattare la schizofrenia

Il Center for Cognitive Neuroscience di Bron, in Francia, ha istituito incontri giornalieri di scacchi per persone affette da schizofrenia. Ciò ha portato a un miglioramento delle condizioni dei pazienti rispetto a quelli esclusi dal programma di gioco. Nello specifico, sono migliorati processi come l’attenzione e il ragionamento.

Migliora il pensiero e le capacità di risoluzione dei problemi nei bambini

Sembra che i bambini che iniziano a giocare a scacchi in tenera età migliorino le loro capacità di risoluzione dei problemi. È stato anche riscontrato un miglioramento nella lettura e nei punteggi matematici.

Dopotutto, per un bambino, gli scacchi possono essere visti come un grande puzzle da risolvere. Richiede continui cambi di strategia, che devono adattarsi ai movimenti dell’avversario.

Giocare a scacchi aumenta la fiducia in sé stessi

Gli scacchi hanno anche un grande impatto sull’autostima. Indipendentemente dal fatto che vinciate o perdiate, giocare a scacchi si presta ad analizzare le partite e capire dove avete sbagliato. Questo fornisce molte informazioni su noi stessi.

La pratica aiuta a migliorare come giocatori di scacchi: arriva infatti un momento in cui il gioco di strategia diventa davvero piacevole, e ci farà sentire molto più a nostro agio e fiduciosi. Ciò aumenta notevolmente il livello di forza mentale e fiducia in sé stessi.

Rafforza le capacità di pianificazione e previsione

Giocare a scacchi richiede autocontrollo e capacità di pianificazione. Queste capacità si sviluppano nella corteccia prefrontale, una delle aree del cervello che si sviluppa più tardivamente.

I bambini e gli adolescenti traggono vantaggio da questo gioco di strategia soprattutto perché li aiuta a sviluppare proprio questa parte del cervello. È un metodo eccellente che li aiuterà, da adulti, a prendere decisioni in molti aspetti della loro vita.

Scacchiera e pezzi.

Giocare a scacchi durante la riabilitazione

Le persone che si stanno riprendendo da un ictus, o da qualsiasi altro problema fisicamente debilitante, possono trarre grandi benefici dalla pratica regolare del gioco degli scacchi.

Aiuta a migliorare le capacità cognitive e motorie. Anche la capacità di comunicazione. Stimola la concentrazione profonda e aiuta a combattere l’ansia.

Un duello psicologico

In realtà, giocare a scacchi è un duello psicologico che richiede resistenza, volontà di vincere, tenacia, prontezza al combattimento e molta resilienza. Se non giocate regolarmente a scacchi, potreste ripensarci dopo aver esaminato questi dati. Siete pronti per la sfida?

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