Diagnosi di demenza e assistenza primaria

13 maggio, 2020
Diagnosticare la demenza grazie all'assistenza sanitaria primaria può permettere un successivo intervento. Oggi vi raccontiamo come interviene questo servizio sanitario.
 

Di fronte alla presenza di sintomi di declino cognitivo è importante rivolgersi a professionisti specializzati. Così, la diagnosi di demenza tramite l’assistenza primaria può essere determinante al fine di rallentare il decorso della malattia e la perdita di autonomia. Ad esempio, può tradursi in un rallentamento del declino cognitivo.

Come dice Pastor et al. (2003), il ritardo nella diagnosi di demenza ha conseguenze sulla qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie. D’altro canto, i sintomi osservati possono essere conseguenza di un qualche disturbo transitorio, per cui eseguire una corretta diagnosi differenziale è importante.

Cosa implica una precoce diagnosi di demenza?

Sulla scia dell’autore menzionato, la diagnosi precoce rende più facile identificare l’eziologia. Questo, pertanto, permette il trattamento di alcune forme di demenza reversibile. Inoltre, facilità l’adozione di misure farmacologiche e comportamentali di efficacia dimostrata nel mantenimento delle funzioni cognitive.

Permetterebbe anche alla famiglia di adattarsi poco per volta alla nuova situazione. Visto che il cambiamento da affrontare non sarebbe improvviso, poter accettare la malattia significherebbe anche avere un’occasione per ridurre lo stress.

È molto più importante sapere che tipo di persona ha una malattia piuttosto che sapere che tipo di malattia ha una persona.

-Ippocrate-

Donna con diagnosi di demenza
 

Segnali e sintomi di allerta

Secondo Arenillas et al. (2018), i segnali di allerta riscontrabili in caso di demenza sono da raggruppare in cognitivi, comportamentali/psicologici e funzionali. In tal modo, i principali sintomi cognitivi che rendono la diagnosi di demenza più facile tramite assistenza sanitaria primaria sarebbero:

  • Problemi relativi al ricordo di eventi recenti, strade percorse o nomi. Ma anche dimenticare messaggi e formulare domande in modo ripetitivo.
  • Difficoltà ad adattarsi ai cambiamenti.
  • Far fatica a trovare le parole giuste.
  • Aumento della difficoltà nello svolgimento di compiti e attività che richiedono organizzazione e pianificazione.

I principali sintomi comportamentali o psicologici che facilitano la diagnosi di demenza tramite assistenza primaria sarebbero:

  • Cambiamenti di personalità e dell’umore.
  • Apatia e assenza di motivazione e iniziativa.
  • Alterazione del comportamento.
  • Presenza di sintomi psichiatrici in persone senza precedenti.

I principali sintomi funzionali che facilitano la diagnosi di demenza tramite assistenza primaria sarebbero i seguenti:

  • Difficoltà nel completamento di normali attività quotidiane in casa, nel lavoro o nel tempo libero.
  • Diminuzione o abbandono dell’igiene personale o della cura di se stessi.
  • Abbandono del lavoro o delle attività sociali.
  • Problemi di gestione del denaro.

Valutazione e diagnosi di demenza nell’assistenza primaria

Il primo professionista che di solito assiste una persona con sintomi di declino cognitivo è il medico di base. E lo fa eseguendo, in prima analisi, un’anamnesi. Detto in altre parole, “interroga” il paziente e chi lo accompagna, al fine di conoscere la sintomatologia che presenta, così come la sua storia clinica.

 

Durante questo colloquio, il medico raccoglie in modo sistematico i dati utili all’elaborazione di una patografia del paziente (Redondo, V. 2017). Tra i vari dati, l’anamnesi include il come e il quando è iniziata la malattia, come pensano si sia evoluta, se sono stati percepiti cambiamenti di personalità e/o comportamentali, ecc. L’obiettivo ultimo di questo primo esame è, pertanto, quello di realizzare un’analisi diagnostica.

Arresto demenza con assistenza

Protocollo per la diagnosi di demenza nell’assistenza primaria

Come riportato da Pastor et al. (2013) nella guida pubblicata per rilevare la presenza di demenza e per intervenire precocemente nell’assistenza primaria, il professionista deve raccogliere dati quali:

  • Precedenti personali e familiari: sulle patologie neurologiche e vascolari, sulle infezioni e sui traumi craneoencefalici, così come di patologia psichiatrica, comorbilità e consumo di farmaci.
  • Va realizzata un’esplorazione fisica completa.
  • D’altro canto, verranno eseguiti esami complementari: analitici, analisi di neuroimaging, strumenti di screening cognitivo, valutazione funzionale e neuropsichiatrica.
 

Dopo che il professionista di assistenza primaria avrà eseguito tutto quanto è stato esposto, questi valuterà verso quale specialista indirizzare il caso:

  • Neuropsicologia.
  • Psichiatria.
  • Geriatria.

L’obiettivo di questo passaggio sarebbe quello di confermare l’esistenza di un qualche forma di demenza, ma anche quello di eseguire test specifici che possano facilitare l’attuazione del trattamento più indicato.

In sostanza, un’assistenza integrale e personalizzata è essenziale per la diagnosi di una malattia. A tal proposito, il lavoro multidisciplinare e interdisciplinare è molto importante. In particolare, lo è in situazioni che possono segnare la vita delle persone in modo marcato.

 

Arenillas, J. F., Arieta, E., Caballero, M. E., Domínguez, M. S., Lleras, S., Gómez, A., López, M. L., Martínez, N., Muñoz, J. L., Rodríguez, M. C., Rodríguez, C., Rubio, A., Trigueros, P., Tascón, M. M., y Vazquez, M. C. (2018). Claves para la detección y la intervención precoz de las demencias en atención primaria. Dirección General de Asistencia Sanitaria. Gerencia Regional de Salud

Contador, I., Fernández-Calvo, B., Ramos, F., Tapias-Merino, E., & Bermejo-Pareja, F. (2010). El cribado de la demencia en atención primaria. Revisión crítica. Revista de neurologia51(11), 677-686.

Pastor, M. Z., Del Ser, T., Laso, A. R., Yébenes, M. G., Domingo, J., & Puime, A. O. (2003). Demencia no detectada y utilización de los servicios sanitarios: implicaciones para la atención primaria. Atención primaria31(9), 581-586.