Gli effetti dell'indifferenza

È comune pensare che l'indifferenza significhi non provare nulla di fronte a una situazione o una persona, che non ci interessa nulla. Ma è davvero possibile isolare le nostre emozioni in questo modo?
Gli effetti dell'indifferenza

Ultimo aggiornamento: 30 novembre, 2021

L’indifferenza è uno stato affettivo neutro. Tendiamo a definire una persona indifferente come qualcuno che “non prova emozioni né soffre”. È una sensazione che tiene in disparte la persona in questione. Tuttavia, gli effetti dell’indifferenza infliggono ferite profonde.

Quando pensiamo a una persona indifferente, le attribuiamo una serie di aggettivi che poco o nulla hanno a che fare con l’ideale di virtù. L’indifferenza è associata all’insensibilità, al distacco o alla freddezza.

Sono queste caratteristiche che si presume siano contrarie alla condizione sociale degli esseri umani e che ci permettono di entrare in relazione gli uni con gli altri.

“A volte l’indifferenza e la freddezza fanno più male dell’avversione totale.”

-JK Rowling-

Essere indifferenti implica che “nulla ha importanza per noi “; che non proviamo nulla di fronte a una situazione oppure a una persona, che non ci interessa nulla. Ma è davvero possibile isolare le nostre emozioni in questo modo?

In realtà, quando siamo indifferenti verso qualcosa o qualcuno, ci avviciniamo o ci allontaniamo da quella persona o circostanza.

L’indifferenza fa male

Donna triste.

La vita è piena di momenti e circostanze in cui scegliere di essere indifferenti non è sempre l’opzione migliore. Possiamo interessarci più o meno, ma non possiamo mai smettere di provare emozioni.

Percepiamo qualsiasi stimolo e in seguito a ciò decidiamo se avvicinarci a esso oppure allontanarci. L’indifferenza assoluta, dunque, non è mai possibile.

La saggezza popolare dice che apparire indifferenti è la risposta più dura, anche quando ci aspettiamo poco da una situazione o persona. È dimostrato che questo atteggiamento è uno dei più aggressivi e dolorosi che possiamo proiettare.

Essere indifferenti a qualcuno implica ritirare tutti i nostri sentimenti, come se non esistessero per noi. C’è forse qualcosa di più crudele?

“L’opposto dell’amore non è l’odio, è l’indifferenza. L’opposto della bellezza non è la bruttezza, è l’indifferenza. L’opposto della fede non è l’eresia, è l’indifferenza. E l’opposto della vita non è la morte, ma l’indifferenza tra vita e morte. “

-Elie Wiesel-

Per questo si dice che il contrario dell’amore non è l’odio, bensì l’indifferenza. Perché non c’è niente di peggio che mostrarsi imperturbabili; ciò ferisce le persone vicine come partner, familiari, amici, etc.

Questa indifferenza disattende le aspettative, poiché non si riceve sostegno dall’individuo indifferente. A volte preferiamo persino ricevere qualche parola spiacevole perché la interpretiamo come il segno che siamo ancora importanti per l’altra persona.

Uomo indifferente.

Quando siamo vittime dell’indifferenza, il disagio provato si traduce in:

  • Sconcerto e disagio. Anche se abbiamo basse aspettative, ci aspettiamo sempre qualcosa dagli altri. Ne consegue che quando sono indifferenti a noi, ci sentiamo destrutturati.
  • Bassa autostima e insicurezza personale. Poiché l’indifferenza ci fa capire che siamo troppo piccoli per generare una risposta negli altri.
  • Ansia, dover capire cosa prova o pensa l’altro.
  • Sensazione di solitudine.

Gli effetti dell’indifferenza

L’indifferenza si traduce in sofferenza per chi la riceve, generando tensioni e confusione insopportabili. Ecco perché bisogna affrontarla.

Il primo passo è provare un approccio graduale verso l’altra persona per farle sapere come ci influenza il suo atteggiamento.

Potrebbe non esserci una risposta immediata, ma è bene avere pazienza, piuttosto che chiudere i ponti. A volte un periodo di riflessione porta a fare quel passo tanto atteso o forse si può trovare qualcuno che agisca da mediatore.

Tuttavia, a volte potremmo non raggiungere l’approccio che cerchiamo. In tal caso è meglio accettare quanto sta accadendo. L’ossessione per l’indifferenza altrui può portarci a vivere momenti molto spiacevoli.

“Il peggior peccato verso i nostri simili non è odiarli, ma trattarli con indifferenza: questa è l’essenza della disumanità”.

-George Bernard Shaw-

L’impermanenza per contrastare gli effetti dell’indifferenza

Quando accettiamo l’indifferenza, dobbiamo guardare all’orizzonte con l’idea che non saremo sempre importanti per gli altri come vorremmo. Sebbene sia un processo doloroso, ci aiuterà a capire che la nostra felicità non può dipendere da una sola persona.

Se gli altri decidono di essere indifferenti nei nostri confronti, costringerli ad ascoltarci non è l’opzione migliore. Meglio imparare a lasciar andare.

Conversazione seria sugli effetti dell'indifferenza.

Quando arriviamo alla conclusione che l’altra persona non ha intenzione di cambiare il suo comportamento, è meglio prendere le distanze. Possiamo sempre trovare altre persone che ci apprezzano e ci supportano.

In questo modo avremo compreso il concetto buddhista di impermanenza, ovvero che tutto cambia: chi oggi è nostro amico, domani potrebbe smettere di esserlo.

Se integriamo questo concetto nella nostra pratica quotidiana, sarà più facile per noi accettare gli effetti dell’indifferenza altrui.

Un mezzo di protezione

Ma l’indifferenza non è sempre negativa. È anche un meccanismo di difesa, e lo teniamo stretto per non subire continue delusioni di fronte alle vicissitudini della vita. “Non farsi coinvolgere” o “non aspettarsi mai niente” è un modo per proteggersi.

In questo caso, più che in un atto passivo l’indifferenza consisterebbe nell’atto attivo di accettare tutto quello che può accadere. Essere aperti a un mondo di possibilità e accettare che potrebbe accadere qualsiasi evento.

Se non avessimo la capacità di ricorrere alla neutralità, se dovessimo dare una risposta negativa o positiva a ogni stimolo che riceviamo, finiremmo per sfinirci.

Il segreto, quindi, è non aspettarsi nulla, in questo modo, aprendosi a tutte le possibilità, tutto è benvenuto. Se è positivo, perfetto; se è negativo, possiamo trasformarlo in una lezione di vita.

“Le parole aggressive non fanno così male. I lunghi silenzi fanno più male.”

-Anonimo-

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