Gli ex che tornano da noi

3 marzo 2018 in Psicologia 0 Condivisi
Ragazza preoccupata che guarda il cellulare gli ex che tornano

Un messaggio, una chiamata ed eccoli di nuovo lì: gli ex che tornano. Proprio quando abbiamo esorcizzato i loro nomi e ossigenato i nostri cuori, tornano come drogati in cerca della loro dose di ego. Compaiono per gettarci fumo negli occhi, evocando i bei momenti condivisi, idealizzando un amore che in realtà non è mai stato perfetto, né ideale, né salutare.

Sembra essere il titolo di un film horror di serie B: Gli ex tornano sempre. Tuttavia, quest’affermazione spesso tanto condivisa e ripetuta non è vera né si verifica in tutti i casi. Esistono rapporti affettivi di tutti i tipi: più o meno felici, più o meno maturi e con protagonisti caratterizzati da diverse personalità e modi di comportarsi.

“Io è l’ego; voglio è il desiderio. Togli l’ego e il desiderio, e avrai la pace.”
-Sri Sathya Sai Baba-

Ci sono gli ex che tornano, su questo non c’è dubbio, ma vi sono anche quelli che scompaiono per sempre, allo stesso modo delle lacrime che versiamo per un periodo sulla loro persona; infine vi sono quelli che restano sempre presenti nel nostro circolo sociale fino al punto da mantenere con loro un rapporto cordiale e amichevole. Ogni persona è un mondo e ogni mondo presenta la sua propria “biodiversità” psicologica.

In tutta questa flora e fauna esiste un modello che è solito ripetersi in modo frequente. Ci stiamo riferendo a quegli ex che decidono di tornare per mandare all’aria tutta la nostra vita, che tornano famelici di riconoscimento e che bussano alla nostra porta nello stesso modo in cui tornano a essa: con egoismo.

Coppia separata da una parete

Gli ex che tornano per rivendicare ciò che è perduto

A volte gli ex che tornano rivendicano qualcosa che credono gli appartenga. Le strategie psicologiche che sono soliti utilizzare per impadronirsi dei nostri spazi emotivi sono ricorrenti e logoranti. Non ci pensano due volte a sostenere che solo loro sanno come renderci felici, che nessuno ci conosce così bene quanto loro e che quello che c’è stato è irripetibile, qualcosa che non potremo mai cancellare.

Si rivolgono ai nostri portali psicologici con una dolcezza squisita e ricordandoci frammenti di un passato che riapre le nostre ferite, che le infetta e che ci ruba l’equilibrio che con tanta fatica abbiamo raggiunto. Allo stesso modo, non manca chi ci farà pensare “Ma forse un giorno tu busserai ancora alla mia porta ed io, mi amerò così tanto da non aprire.” (Francesco Roversi). Spesso si mette in dubbio la nostra capacità di dare un taglio definitivo alla relazione e, in qualche modo, non mettendo in chiaro le cose, facciamo sì che i nostri ex tornino.

Non è vero. Vi sono delle persone che non concepiscono le rotture, che non vivono e non lasciano vivere e che si credono addirittura in pieno diritto di rivendicare e reclamare ciò che credono sia loro. Sono situazioni talvolta molto dannose e persino violente che vengono messe in atto a causa di un meccanismo cerebrale complesso e pericoloso. Dunque, autori celebri come l’antropologa e biologa Helen Fisher sottolineano che alcune persone sono incapaci di gestire e tollerare una rottura affettiva.

Cervello

I loro cervelli di solito mostrano un’iperattività nell’area tegmentale ventrale e nel nucleus accumbens. Sono aree relazionate alle dipendenze, alle ossessioni e a questo sistema di ricompensa che si intensifica con il rilascio di un neurotrasmettitore: la dopamina.

Talvolta diciamo basta, basta a vivere in una ruota emotiva continua, basta a trascorrere la nostra vita con persone per le quali è tutto un dramma e che consumano tutte le nostre risorse. Tuttavia, e nonostante si renda chiaro e in modo deciso che è tutto finito, i nostri ex tornano per rivendicare ciò che credono sia loro, per invadere e privarci dei nostri spazi mossi da un’ossessione morbosa.
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Non apriamo di nuovo delle porte che devono restare chiuse per sempre

Gli ex che tornano spesso stanno attraversando un brutto periodo con i loro nuovi partnerÈ una cosa molto comune. Proprio quando non ricevono le attenzioni sufficienti o quando le loro riserve di ego sono in rosso oppure sono calate a picco, inviano un messaggio piuttosto elaborato e carico di nostalgia evocativa. Succede quando meno ce lo aspettiamo e a volte ci caschiamo.

Che si cada nella trappola è comprensibile, che si abbocchi all’amo fino a ingoiarlo non è consigliabile. Nel momento in cui decidiamo di prendere strade diverse e di rifarci una vita, non è sano che l’ex bussi alla nostra porta riportando a galla ciò che ci siamo già lasciati alle spalle. Non è adeguato, né accettabile che si cerchi l’attenzione dell’ex solo quando non ci sentiamo abbastanza valorizzati e apprezzati nella relazione attuale.

I “terroristi emotivi” esistono, e possono essere di entrambi i sessi. Vengono da noi per demolire tutto quello che abbiamo costruito a seguito della rottura, si presentano con regali-trappole, con parole che sono tagliole, con lusinghe che hanno un doppio fine. Dobbiamo avere un buon fiuto e un radar sempre aggiornato per rilevare e riconoscere questi ex mossi dall’ego invece che dall’amore, queste persone che agiscono per interesse e non per affetto autentico.

Ragazzo triste che guarda fuori dalla finestra

Ogni coppia è un mondo, lo sappiamo, ed è molto probabile che alcune relazioni che ci lasciamo alle spalle meritino una seconda occasione. Questo è qualcosa che ciascuno di noi deve giudicare con un meticoloso buon senso e mai d’impulso. Tuttavia, dobbiamo anche tenere chiaro a mente che vi sono delle porte che non meritano di essere aperte ancora e delle soglie che non avremmo mai dovuto varcare.

Dato che lo abbiamo fatto, ci abbiamo provato e abbiamo vissuto un’esperienza che ci ha lasciato più ferite che sorrisi, siamo intelligenti, siamo cauti e chiudiamo la porta con il lucchetto di fronte a chi non indossa altro che falsità.

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