La nostalgia è un’assenza al proprio fianco

5 maggio 2016 in Emozioni 13 Condivisi

Il sentimento di nostalgia è talmente comune che a volte abbiamo l’idea inconscia che debba stare proprio lì, come qualcosa di intrinseco al nostro essere. Proprio per questo motivo, tutti vi si possono identificare: viviamo portando la nostalgia di qualcosa sulle nostre spalle, ci passeggiamo insieme, balliamo con essa e la accarezziamo soprattutto quando piove. Come se nei giorni tristi, quando c’è meno visibilità, si lasci vedere di più.

Proviamo nostalgia per qualcuno, per qualcosa, per un passato che non è presente, ma vorremmo lo fosse. Possiamo anche sentirla per un presente che non è e che non è mai stato. Siamo nostalgia di momenti, di dettagli, carezze, parole… In definitiva, è tanto reale quanto possiamo esserlo noi, e per questo ci tocca tanto in profondità.

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A volte la nostalgia è così grande che siamo nostalgia

In un articolo, l’autore affermava che il nostro passato è come un paese dal quale siamo stati esiliati; quindi, come colui che ha subito l’esilio e prova freddo, vogliamo fare ritorno a cercare il calore. In tal senso, l’esilio figurato può essere molto lontano, lontano o quasi simultaneo al nostro presente.

Tutto ciò sembra essere vero: mentre la nostalgia ci porta alla malinconia prolungata, voler tornare è un modo in più per conoscere noi stessi a partire da ciò che siamo stati. Questo non vuol dire che non vogliamo vivere il presente o che lo stiamo vivendo male, piuttosto che ci riconosciamo e abbiamo coscienza di quanto abbiamo vissuto.

La gente è nostalgia, come dice lo scrittore portoghese, poiché sentire la mancanza di una cosa minuscola la rende grande. Perché questo qualcosa di minuscolo è assenza, e ne sentiamo la necessità con tutto il nostro essere. Per questo siamo nostalgia: perché, come in amore, non possiamo percepirla con un’intensità media, ci accompagna in ogni nostro gesto.

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I due volti della nostalgia

Di certo la nostalgia, come la maggior parte delle cose in questa vita, ha due facce. Quando ascoltiamo questa parola, comprendiamo di avvicinarci a qualcosa di triste e dolce allo stesso tempo.

Sentire, per esempio, la mancanza della propria famiglia, degli amici o del partner è come sentirsi momentaneamente senza protezione; tuttavia, rappresenta anche un abbraccio quando tale mancanza equivale a sapere a chi teniamo, chi vogliamo veramente insieme a noi.

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È vero che siamo soliti rimanere con il viso malinconico per la nostalgia, soprattutto durante stagioni come l’autunno e l’inverno, con le quali viene maggiormente identificata. Tuttavia, le persone coraggiose capiscono che la nostalgia è assenza di qualcosa che era o è tuttora meritevole, che era o è bello, che ci ha reso o ci rende felici.

Coraggiose perché, se si tratta di un’assenza permanente, diviene difficile capire la necessità di intenderla come il prezzo delle cose più belle. Perché nulla ci farebbe mai provare nostalgia se non portasse con sé la certezza di una felicità realizzata, probabile o esistente.

Al contrario, e prima di tutto, dobbiamo trattenere l’aspetto positivo della nostalgia, quello che ci riempie, che ci rende partecipi del mondo e ci dimostra che stiamo vivendo per davvero, nonostante le conseguenze.

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