Gli ostacoli sono una buona opportunità per crescere

· 6 luglio 2015

La colomba avverte l’aria come un ostacolo,

senza rendersi conto che è l’unica cosa che le permette di volare.

Johann W. Goethe

Per crescere, nella vita bisogna sempre superare degli ostacoli. Le circostanze e il tempo spesso giocano contro di noi e ci vediamo obbligati ad affrontare sfide che sfocano e dilatano i nostri limiti. Tuttavia, se le situazioni critiche hanno un aspetto positivo, di certo è che, una volte superate, siamo consapevoli di ciò di cui siamo capaci, e questo non è poco. E vogliamo di più.

Più altezza. Più livelli. Più difficoltà. Più vertigini. Più farfalle nello stomaco. Più adrenalina. Vogliamo aumentare i chilometri della nostra resistenza perché la vita dall’alto sembra essere meravigliosa.

Quello che all’inizio era una questione di sopravvivenza o un semplice cammino per raggiungere un obiettivo diventa uno stile di vita. Un’ossessione incentrata sui traguardi senza assaporare i mezzi che permettono di raggiungerli. I chilometri di sacrificio e sforzo che canalizzano i sogni più turbolenti.

Alla fine, tutto questo ha come conseguenza quella di sottovalutare quanto abbiamo raggiunto perché rimangono cose più difficili da fare. Dobbiamo raggiungerle come se fossero una via di fuga. Ci obblighiamo ad ottenerle come unico risultato possibile.

Essere anticonformisti e voler superare se stessi non smettono di essere atteggiamenti positivi. Essere in continua evoluzione, transizione e crescita è la motivazione più umana che esista. Fino a quando queste esigenze diventano un vaso che non si riempie mai, nonostante il sudore e lo sforzo. Arrivare in cima è tutto fuorché emozionante perché i “ma” ci impediscono di goderci il traguardo raggiunto.

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È quindi impossibile essere un anticonformista felice?

Desiderare continuamente che le cose accadano in modo diverso non aiuta a prendere consapevolezza di ciò che sta accadendo in questo momento, non aiuta a valorizzarlo. Per questo desideriamo ardentemente cambiare le cose. Entriamo, quindi, in un meccanismo in cui siamo alla ricerca di cambiamenti, ma senza darci il tempo di osservare cosa comportano per la nostra vita.

Non lasciamo passare gli effetti scatenati dai vari livelli di insoddisfazione, credendo che ci sentiremo così solo fino a quando saliremo un metro più in alto.

Ma non ne siamo sicuri. Raggiungere ogni cosa non aumenta la felicità. Oltre ad accettare quello che già abbiamo e imparare a valorizzarlo.

Siamo convinti che la felicità arriverà dopo aver superato gli ostacoli, ma la vita è fatta di ostacoli e la felicità è il cammino, il tragitto, non il traguardo.

Di conseguenza, l’unica cosa da fare è cambiare l’atteggiamento e il punto di vista con cui si guarda alla vita. Andando piano c’è ancora molto da camminare, ma se ci torturiamo pensando a quanto manca, il nostro interesse sarà rivolto al domani. E a dopo domani.

E un giorno ci guarderemo indietro e assaporeremo i nostri traguardi, ma non ci ricorderemo di cosa ci ha spinti a raggiungerli, della forza che abbiamo maturato e dello sforzo che ci ha impedito di cadere. Non ce lo ricorderemo perché stavamo pensando al passo successivo.

La vita ci sarà sfuggita di mano tra un traguardo e l’altro, essendo noi troppo preoccupati a pensare all’obiettivo successivo. La prova che ci avrebbe permesso di raggiungere la felicità eterna.

Siate ambiziosi, cercate e trovate il meglio di voi stessi, ma tenete presente che non dovete riempire il vuoto con i trofei, ma con i tentativi, le emozioni, le cadute e la soddisfazione personale.

Mettetevi alla prova e non mettete in stand-by la vostra vita fino a che non si presenteranno le giuste circostanze, perché potrebbe non accadere mai.