Gustave Le Bon e la psicologia delle masse

· 7 Maggio 2019
Benché Gustave Le Bon si autodefinisse un democratico, in realtà le sue teorie promossero decisamente l'ideologia nazista, il fascismo e tutte le derivazioni di quella matrice

Il nome di Gustave Le Bon è legato a molti degli eventi più importanti del XX secolo. Le sue idee e i suoi studi promossero l’ideologia nazista. Si ipotizza che il libro Mein Kampf di Adolf Hitler fosse ispirato all’opera di Le Bon.

Gustave Le Bon nacque a Nogent-le-Rotrou (Francia) il 7 maggio 1841. Si formò come medico, ma dedicò gran parte della sua vita allo studio della sociologia, della psicologia, della fisica e dell’antropologia. Fu un medico militare durante la guerra franco-tedesca e dedicò le sue prime ricerche alla fisiologia. Successivamente si concentrò sull’archeologia e l’antropologia.

“Pensare collettivamente è la regola generale. Pensare individualmente è l’eccezione.”

-Gustave Le Bon-

Lo stesso governo francese lo inviò in Oriente come archeologo. Visitò una grande quantità di Paesi di quella zona del mondo, ma viaggiò molto anche in Europa e in Africa. Dalle sue ricerche e osservazioni cominciarono a scaturire una serie di libri. Il più famoso di questi fu Psicologia delle folle.

L’approccio darwiniano di Gustave Le Bon

Buona parte dell’opera di Gustave Le Bon è dedicata alla giustificazione del colonialismo delle potenze europee. La sua teoria principale difendeva l’esistenza di razze superiori. Per provarla, si avvalse di una grande quantità di ipotesi e prove piuttosto discutibili.

Le Bon era un sostenitore del determinismo geografico. Praticamente credeva che solo sotto certe condizioni geografiche potevano emergere uomini e donne davvero intelligenti, belli e moralmente sviluppati. Tali condizioni erano essere europei, e gli ariani erano una razza superiore.

Gustave Le Bon

Gustave Le Bon era anche convinto che esistessero varie razze umane ben distinte. Non si riferiva a tratti fisici o genetici variabili, ma pensava davvero che ogni razza fosse una specie a sé. Naturalmente, credeva anche che esistessero razze superiori e inferiori.

Se le razze superiori si mescolavano tra di loro, o con una di quelle inferiori, i risultati potevano essere positivi. Se, invece, si mescolavano due o più razze inferiori, la conseguenza era un popolo degenerato.

La psicologia delle masse

Gustave Le Bon divenne particolarmente celebre per la pubblicazione del suo libro Psicologia delle folle. La sua teoria fondamentale era che gli esseri umani sviluppano nella collettività comportamenti che non svilupperebbero mai individualmente. In altre parole, i gruppi hanno un’influenza determinante sugli individui.

Osserva che le ragioni principali per le quali l’Io si perde nel Noi sono le seguenti:

  • L’essere umano percepisce la massa come un potere invincibile. Cessa di sentirsi responsabile perché in essa è una figura anonima.
  • Le masse trasmettono il loro modo di sentire e comportarsi a coloro che ne fanno parte. Questo succede in maniera inconscia e permette che la massa sia manipolata da un leader.
  • La massa suggestiona e ipnotizza l’individuo. Appartenere alla massa infonde un sentimento di onnipotenza.
  • Nella massa l’irreale predomina sul reale. È compatta e non si sfalda per differenze interne.
  • La massa viene percepita come un meccanismo di sopravvivenza. Non appartenere alla massa è considerato un grave pericolo.

Aggiungiamo che lo stesso Sigmund Freud scrisse un libro per mettere in discussione la psicologia delle masse di Gustave Le Bon. Il libro di Freud si chiama La psicologia delle masse e analisi dell’Io.

L’effetto delle teorie di Le Bon

Benché Gustave Le Bon si autodefinisse un democratico, in realtà le sue teorie promossero decisamente l’ideologia nazista, il fascismo e tutte le derivazioni di quella matrice. Infine, sosteneva che le masse fossero un gregge servile e che, per questo motivo, non potessero vivere senza un padrone. Affermava che questo padrone o leader doveva essere una persona con una forte personalità, opinioni ben definite e una grande volontà.

Statuette di legno in gruppo

Le teorie di Le Bon sull’inconscio ottennero grande diffusione e notorietà. In questo campo apportò importanti contributi, ripresi in parte dalla macchina di propaganda nazista, ma gettarono anche le basi fondamentali per l’attività pubblicitaria.

Gustave Le Bon morì nel 1931. Probabilmente non avrebbe mai immaginato che le sue teorie sarebbero state utilizzate per favorire l’olocausto nazista. Tanto meno avrebbe mai pensato che il suo Paese, la Francia, sarebbe stata vittima della discriminazione degli ariani.