I Ching, molto più di un oracolo

L'I Ching non è un libro di divinazione, ma un mezzo per accedere alle nostre verità più profonde. Secondo i suoi principi, la risposta è valida quanto la domanda.
I Ching, molto più di un oracolo

Ultimo aggiornamento: 05 marzo, 2021

L’I Ching è uno dei libri più antichi dell’umanità tra quelli consrevati in Cina. Si stima che sia stato scritto circa 1.200 anni prima della nostra era e che sia di origine taoista. Il nome in italiano significa “libro delle mutazioni”.

In Occidente, l’I Ching divenne popolare come oracolo. Tuttavia, più che un testo divinatorio, è una guida morale e un trattato filosofico e cosmogonico. La sua funzione non è tanto quella di prevedere, quanto piuttosto quella di invitare alla riflessione e fornire elementi per decidere sulla base dell’intuizione.

“Il futuro è così irrevocabile / Come il rigido ieri. Non c’è niente / Che non è una lettera muta / Dell’eterna indecifrabile scrittura / Il cui libro è il tempo”.

-Jorge Luis Borges, Poesia per la versione de I Ching di Richard Wilhelm-

Ciò che è sopravvissuto fino ad oggi non è la versione originale dell’I Ching. Questo ha subito diverse trasformazioni nel tempo. I testi sono stati cancellati e aggiunti, principalmente per renderlo più comprensibile e arricchirlo. Approfondiamo l’argomento in questo articolo.

Libro aperto.


Cos’è l’I Ching?

L’I Ching parte dall’idea che l’unica costante nel mondo e nella vita sia il cambiamento. Si basa sul principio che tutto ciò che una persona fa può causare cambiamenti nell’universo. Anche ciò che non facciamo.

Ma propone anche il principio opposto. In altre parole, niente di ciò che facciamo o non facciamo è così importante da alterare il corso essenziale dell’universo. Può cambiare le cose più facilmente o più duramente, ma non le cambia in maniera fondamentale.

L’I Ching, o libro delle mutazioni, ci fa riflettere su chi siamo, su come ci sentiamo e su come possiamo agire per vivere in armonia con l’universo. Ciò è possibile tramite dei messaggi subliminali che ognuno di noi deve interpretare. La loro interpretazione stabilisce il corso da seguire.

Ambiguità e incertezza

L’I Ching non può essere visto come un libro di divinazione in senso stretto, poiché non parte dall’idea di un destino già scritto. Piuttosto il contrario. Viene consultato per chiarire cosa fare in determinate circostanze. Ciò significa che, in ultima analisi, è una sorta di consulente che deve prendere una decisione, basata sull’oracolo.

Le risposte offerte dall’I Ching non sono assolute. Non possiamo chiedere, ad esempio: “Vincerò il concorso per il miglior giardino del quartiere per il bel lavoro che ho fatto?”. Di fronte ad una domanda come questa, non troverete una risposta nel testo, perché questo oracolo risponde in termini di incertezza.

Alcuni spiegano questa ambiguità con degli esempi. Quando qualcuno ha un figlio adottivo, quella persona ha figli o no? Le domande più profonde e preziose non hanno risposte definitive e questo è ciò che viene sottolineato nel libro delle mutazioni.

Pertanto, per consultare l’I Ching non è solo necessario imparare a interpretarne le risposte, ma anche, e fondamentalmente, avere gli elementi per formulare le domande appropriate. In caso contrario, non è possibile trarre delle risposte.

Carl Jung.


Carl Jung e l’I Ching

Carl Gustav Jung usava spesso l’I Ching. Lo vedeva come un mezzo per accedere ai contenuti inconsci, molto valido nell’ambito della psicoanalisi. Jung ha infatti scritto la prefazione alla traduzione più classica di questo libro, quella di Richard Wilhelm.

Per molti teorici, il concetto di “sincronicità” teorizzato da Jung è strettamente correlato alle esperienze che ha avuto con l’I Ching. Secondo questo concetto, nulla di ciò che accade nella realtà è il risultato del caso. Ci sono delle linee invisibili che collegano alcuni fatti con gli altri e danno come risultato ogni realtà, così come viene presentata.

Per Carl Jung, uno dei modi per accedere alla comprensione di questa sincronicità era l’I Ching. Il libro delle mutazioni ci permette di sapere il come e non il cosa. Consente inoltre l’accesso al perché e non al perché. Consultandolo correttamente, ciò che sembra confuso nella nostra vita, finalmente si collega e ha un significato.

L’I Ching non può essere letto come un libro normale, poiché ha la struttura di un oracolo. Allo stesso tempo accade anche di leggerlo mille volte e che ci appaia sempre come un libro diverso. Se usato bene, ci fornisce degli strumenti importanti che possono chiarirci le idee.

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  • Cleary, T. (2005). I Ching/I Ching: El libro del cambio/The Book of Change. Edaf.