I gangli della base e le abitudini

I gangli della base sono strutture cerebrali che ci aiutano ad automatizzare le routine, ma ci rendono anche difficile spezzare le cattive abitudini. Ne parliamo in questo articolo.
I gangli della base e le abitudini

Ultimo aggiornamento: 21 giugno, 2022

Durante la giornata mettiamo in atto innumerevoli abitudini: dal lavarci i denti al vestirci o seguire il percorso in macchina che ci porta al lavoro. Svolgiamo queste sequenze di azioni automaticamente, senza bisogno di un controllo consapevole. Sarebbero impossibili, tuttavia, senza l’intervento di alcune strutture cerebrali: i gangli della base.

Vale la pena di ricordare che non tutte le abitudini sono positive. Dipendenze, alimentazione scorretta o stile di vita sedentario sono azioni altrettanto automatiche, motivo per cui è difficile abbandonarle. Ciò nonostante, conoscere l’attività dei gangli della base può aiutarci a raggiungere l’obiettivo.

Donna che mangia una ciambella.
I gangli della base hanno una connessione molto significativa con la motivazione e l’emozione.

Cos’è un’abitudine?

Le abitudini fanno parte di ciò che viene chiamato “apprendimento per rinforzo”. Così, un atto (o una sequenza di azioni) che si ripete più volte e presuppone una certa ricompensa finisce per diventare una routine automatica.

Questo ci permette di risparmiare energie ed essere più efficienti, dato che non abbiamo bisogno di controllare o monitorare consapevolmente quelle routine di base e possiamo concentrarci su altro. Nella formazione delle abitudini si possono distinguere tre elementi:

  • Un segnale che innesca l’attivazione dell’abitudine. È l’indicatore che dice al nostro cervello che è ora di iniziare a eseguire la routine automatica. Questo segnale può essere una persona, un’ora del giorno, uno stimolo visivo o sonoro o anche un comportamento precedente. Per esempio, per molte persone, bere caffè è il fattore scatenante associato a fumare una sigaretta.
  • La routine o l’insieme di azioni che sono state automatizzate. Queste possono essere fisiche (come lavare i piatti) ma anche mentali, come la tendenza a sentirsi giudicati e rifiutati tipica delle persone con ansia sociale.
  • Una ricompensa, fattore che aumenta le probabilità che un comportamento si ripeta in futuro. Sebbene vi sia una ricompensa, potrebbe esserci anche un costo. È il caso dell’alcol, dannoso per la nostra salute, ma prevale il piacere a breve termine.

Il ruolo dei gangli della base nella formazione delle abitudini

Quanto descritto si verifica grazie all’attività dei gangli della base. Si tratta di grandi strutture neurali subcorticali coinvolte nel controllo motorio volontario e nell’apprendimento per rinforzo.

I gangli della base sono costituiti dal nucleo caudato, putamen, globus pallidus, nucleo subtalamico e substantia nigra e sono fortemente collegati ad altre aree cerebrali come il talamo e la corteccia cerebrale.

Grazie al loro rapporto con il sistema di ricompensa, svolgono un ruolo fondamentale nella formazione delle abitudini. Nella ricerca su cavie è stato riscontrato che danni a carico dei gangli della base non permettono di ricordare un’azione già svolta e agire in base a un modello automatizzato.

Un caso opposto, ma che ci porta a conclusioni simili, è quello di Eugene Pauly. Quest’uomo soffriva di encefalite virale che gli causò ingenti danni cerebrale. Non riusciva a ricordare cosa fosse successo negli ultimi 30 anni.

Pur così, eseguendo la routine mattutina della colazione, poteva uscire di casa e ritrovare la via del ritorno e persino stabilire nuove abitudini. E questo perché i suoi gangli della base erano rimasti intatti.

I gangli della base.
I gangli della base modulano e controllano l’attività motoria.

Spezzare le cattive abitudini è possibile

Oggi conosciamo meglio l’anatomia cerebrale e le sue funzioni, dunque possiamo sfruttare queste conoscenze. Sappiamo che l’attività dei neuroni si trasforma quando acquisiamo una nuova abitudine e questo pattern di attivazione viene memorizzato nel suo insieme in attesa di un segnale che lo attivi.

Quando interrompiamo volontariamente un’abitudine, l’attività neuronale si trasforma di nuovo, ma quell’apprendimento rimane latente e può essere riattivato molto facilmente.

Da ciò si deduce che per eliminare una cattiva abitudine è necessario compiere uno sforzo consapevole per adottarne una nuova che sostituisca la precedente; ciò consente di attivare deliberatamente comportamenti diversi nelle situazioni che a oggi attivano l’abitudine malsana.

Tuttavia, questa trasformazione non sarà sufficiente e dovremo essere molto attenti al contesto perché, a ogni segno, si possono riattivare gli apprendimenti pregressi. Ecco perché, per un ex fumatore, una sola boccata di sigaretta può causare una ricaduta.

Insomma, il ruolo dei gangli della base nella formazione delle abitudini è fondamentale e conoscerne l’attività può aiutarci a cambiare la nostra quotidianità.

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